ATP Roma, Tsitsipas: "Djokovic è il più saggio di tutti. Al Roland Garros favoriti lui e Alcaraz"

ATP

ATP Roma, Tsitsipas: “Djokovic è il più saggio di tutti. Al Roland Garros favoriti lui e Alcaraz”

Il greco dopo la sconfitta in finale a Roma: “A Parigi non mi metto tra i primi pretendenti al titolo, devo migliorare ancora tanto”

Pubblicato

il

Stefanos Tsitsipas - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Stefanos Tsitsipas - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
 
 

Si è conclusa la splendida settimana di tennis al Foro Italico. L’edizione 2022 degli Internazionali BNL d’Italia – la 79esima del torneo – ha visto calare il sipario del suo spettacolo, con il main event più atteso: la finale maschile tra Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas. In un Centrale, come sempre, gremito il n. 1 del mondo si è laureato campione per la sesta volta, alla sua dodicesima finale nella capitale italiana, imponendosi sul greco per 6-0 7-6(5) in 1ora e 38minuti di match. Stefanos, che non è riuscito a diventare il terzo giocatore ancora in attività a trionfare nella stessa stagione sia sulla terra del Principato che su quella romana, – Nole e Rafa gli unici a potersi fregiare di questo record – si è presentato per primo, così come vuole la prassi, in sala stampa per la conferenza stampa post-partita. Il n. 5 del ranking ha affrontato diversi temi: dalla sua reazione al bagel subito; passando per i favoriti in ottica trionfo a Bois De Boulogne; senza però risparmiare una critica agli organizzatori, relativa all’influenza negativa data dal gioco di ombre dei riflettori con la luce del sole; fino ad arrivare all’ispirazione che il serbo rappresenta, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.

D: Questa è stata la prima volta nella tua carriera in cui ha perso un set 6-0. Mi chiedo come tu sia riuscito a resettare e a iniziare così bene nel secondo set.

Stefanos Tsitsipas: “Ho solamente cercato di rimanere in partita il più possibile. Si tratta di trovare delle soluzioni, ai problemi che stai incontrando nel match. Quindi ho cercato soltanto di trovare delle soluzioni alternative nel secondo set, che mi permettessero di cambiare l’inerzia della sfida. Ed è un peccato che non ci sia riuscito fino in fondo, visto che ho anche avuto la possibilità di centrare il doppio break. Purtroppo però non avevo l’energia necessaria, di cui avevo bisogno, per poter vincere il secondo set. Ho cercato di trovarla da qualche parte. Ho provato a spingere il più possibile per arrivare a quel punto lì, ma non ci sono riuscito. Per il resto lui ha giocato molto bene. Ha iniziato veramente alla grande e ha fatto vedere un ottimo tennis. Ogni singolo colpo che ha giocato è stato eccezionale. Ha avuto un’incredibile gestione di ogni singolo punto, senza mai incorrere in errori non forzati”.

 

D: Pensi che situazione relativa alla luce, con l’alternanza di alcune zone in ombra ed altre sotto i raggi del sole, abbia influito? Te lo chiedo perché hai steccato diverse palle, per cui mi chiedevo se le due cose fossero correlate. Dalla tribuna, ho avuto la sensazione che non riuscissi a vedere bene la palla. Anche a Novak è capitato di scentrare alcuni colpi. Ti ha infastidito molto questo aspetto, anche psicologicamente? Nel primo set questo fattore è stato, in qualche modo, per te un problema che ti ha impedito di adattarti e colpire al meglio?

Stefanos Tsitsipas: “Non piace a nessuno quando in campo c’è questo tipo di situazione. Sono sicuro che se lo chiedi a Novak [Djokovic, ndr], nemmeno a lui piace. So che è una situazione che devono affrontare entrambi i giocatori, ma non è affatto comodo giocare in questo modo. Perdi proprio l’orientamento e la posizione della palla. Ho dovuto rispondere ad alcuni servizi alla T, che ho visto partire molto in ritardo rispetto a quando sono stati effettuati. Ma non so cosa possono fare. Voglio dire, in questo periodo dell’anno il sole è così. Non lo so sinceramente cosa avrebbero potuto fare. Però comunque è un problema che deve essere risolto, perché ho avuto gli stessi problemi nelle partite con Sinner e Zverev. In quei match, però, probabilmente ho affrontato meglio la situazione. Non è certo il tennis migliore, quello che si può giocare con questa situazione di disturbo. Lo spettacolo di sicuro non ne beneficia. Quando hai una metà del campo coperta da tale ombra, avendo poi un’altra zona oscurata in un altro angolo del campo, crea una visibilità del rettangolo di gioco nel suo complesso molto strana. Non succede molto spesso durante il Tour. Non ho riscontrato questa difficoltà in molti posti. C’è la stessa situazione sul Pietrangeli?”.

D: Dipende dal tempo.

Stefanos Tsitsipas: “Forse dalle statue”.

D: La scorsa settimana tutti parlavano di Alcaraz. Ora Novak è tornato. Mentre tu hai avuto un’ottima stagione sulla terra. Chi è il favorito per la vittoria finale al Roland Garros?

Stefanos Tsitsipas: “Adesso, ti direi Carlos Alcaraz. Secondo me si sono fatti un po’ troppi nomi. Io ora come ora, andrei diretto su Carlos o Novak. Entrambi giocano un ottimo tennis. Li metterei tra i principali favoriti per il successo finale. Per quanto mi riguarda, in questo momento ho bisogno di migliorare alcuni aspetti del mio gioco. Non so se riuscirò a farlo in tempo per il Roland Garros, ma spero di farcela attraverso il duro lavoro. Mi piacerebbe poter essere competitivo con questi giocatori lì a Parigi. Ma avrò davvero bisogno di prestare un po’ più di attenzione ai dettagli nelle prossime due settimane”.

D: Ti senti vicino a loro due? Hai raggiunto la finale all’Open di Francia lo scorso anno e hai vinto Montecarlo, sia l’anno scorso che quest’anno. Sulla carta dovresti essere abbastanza vicino.

Stefanos Tsitsipas: “Sulla carta sì. Sulla carta però, sul campo è tutt’altra cosa. È una maratona che devo correre. Il Roland Garros è la maratona dei tornei degli Slam. Ogni torneo del Grande Slam è una maratona, ma il Roland Garros lo è in particolare. Ti richiede davvero il massimo, sia mentalmente sia fisicamente, quando sei in campo. Giocare su questa superfice, ti porta a dover spremere davvero ogni singola parte di te. Devi lasciare ogni singola goccia di sudore ed energia, perché solo mettendo tutto quello che hai in campo, puoi raggiungere il tuo obbiettivo. Adesso mi riposerò per qualche giorno e poi sarò pronto per ricominciare ad allenarmi, affinché possa entrare nella mentalità adatta per il Roland Garros. Poi mi piace giocare molto a Parigi. Spero davvero che il mio tennis mi permetta di andare in fondo al torneo, come ho fatto l’anno scorso”.

D: Volevo chiederti della cerimonia di premiazione e di consegna del trofeo, ma in particolar modo delle parole che hai detto. Avevi intenzione di dire questo genere di cose a Novak?

Stefanos Tsitsipas: “Quali cose?”.

D: Quando hai fatto riferimento al fatto che speri un giorno di essere al suo livello, di ottenere quel tipo di continuità. Anche lui ha detto delle belle parole su di te. Cosa avete pensato dello scambio di complimenti, che vi siete fatti durante la cerimonia?

Stefanos Tsitsipas: “Novak è un grande campione. Ho così tanto rispetto per lui. Ogni singola decisione che ha preso, la capisco e la comprendo, anche quelle del passato. Le appoggio. Penso che sia una persona molto saggia e che sa esattamente cosa sta facendo, quando si tratta della sua carriera e della sua vita. Ha tutto sintonizzato vicino alla ricerca della perfezione. Quando si tratta della sua dieta o della sua vita quotidiana, o ancora del suo tennis, ha sempre programmato tutto molto bene. È come un’auto di Formula 1, ogni singolo piccolo dettaglio può sconvolgere il suo ritmo. Si assicura che ogni singola cosa che fa, raggiunga il più vicino possibile la perfezione. Ovviamente è inevitabile essere ispirati da lui perché è l’incarnazione della professionalità massima. Penso che stiamo parlando di una delle leggende del tennis, che ha battuto numerosi record. In merito a tutte queste cose, personalmente penso che sia uno dei più professionisti, se non il migliore di tutti“.

 

Continua a leggere
Commenti

ATP

Gestaccio di Elias Ymer a Salisburgo: con una pallata rompe la telecamera

Ancora episodio di intemperanza nel circuito ATP, con protagonista il maggiore dei fratelli svedesi

Pubblicato

il

Elias Ymer - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Abbiamo tutti ancora negli occhi la partita di sabato tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas, uno spettacolo dal punto di vista del gioco, una vergogna per quello che hanno combinato entrambi. Se ormai le multe e le intemperanze di Kyrgios sono all’ordine del giorno (già due multe in questo Wimbledon, la prima per lo sputo verso uno spettatore dopo il match con Jubb) aveva sorpreso l’improvvisa perdita della ragione di Tsitsipas. Il greco infatti, dopo aver perso il secondo set, ha scagliato una pallina in tribuna, e ciò gli è valso 10.000 dollari di multa.

Senza entrare nei meriti di chi abbia ragione tra i due, anche perché hanno più probabilmente entrambi torto, ieri c’è stato un altro episodio che con lo sport ha poco a che fare. Elias Ymer, il più grande dei due fratelli svedesi, ha avuto un accesso d’ira dopo un errore non forzato a fine primo set nella sua partita (poi persa 2-0), al Challenger di Salisburgo contro Corentin Moutet. Ancora una volta, preso dalla rabbia, si vede il giocatore scagliare violentemente la pallina verso le tribune… solo che in questo caso la corsa si è fermata prima. Ymer infatti riesce a colpire, e chiaramente anche a rompere, la videocamera di Challenger TV posta in alto, spargendo vetri sul campo e causando l’interruzione del match da parte dell’arbitro, per verificare la praticabilità.

Ora, chiaramente si può sindacare sulla volontà o meno di centrare proprio la telecamera da parte di Ymer, ma resta il gesto di scagliare una pallina con tanta forza e veemenza verso l’alto, alla cieca, e spesso anche verso il pubblico: celebre tra questi episodi poco edificanti per professionisti come questi, quello di Djokovic allo US Open 2020, che colpendo una giudice di linea con una violenta pallata, fu anche costretto a subire la squalifica dal torneo. Dunque, al di là del livello o del nome del giocatore, sempre meno raramente accade che gesti di rabbia per un errore o un punto perso generino reazioni di questo genere, che alla lunga possono essere pericolose. E, più che procedere con delle multe, il modo migliore per iniziare ad eliminare questo fastidioso vizio sarebbe passare direttamente alle squalifiche.

Continua a leggere

ATP

Wimbledon, Goffin vince una maratona di 4h30′ contro Tiafoe e va ai quarti: troverà Norrie, la speranza Brit

Il belga torna nei quarti a Wimbledon dopo averli raggiunti anche nel 2019. Sfiderà Cameron, il primo suddito della Regina nei quarti da Murray 2017

Pubblicato

il

Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

D. Goffin b. [23] F. Tiafoe 7-6 5-7 5-7 6-4 7-5

David Goffin eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon (e negli Slam). Il belga ha superato al quinto set (7-6 5-7 5-7 6-4 7-5) dopo una maratona di oltre 4 ore e mezza Frances Tiafoe ed è così tra gli ultimi 8 giocatori in gara ai Championships 2022: aveva raggiunto questo traguardo a Londra anche nel 2019 e altre due volte (una a Parigi e una a Melbourne). È stato un match a tratti entusiasmante, con continui colpi di scena. David è stato nel complesso più continuo e spesso anche più propositivo rispetto all’avversario che ha comunque mostrato un livello di attenzione costante, a dimostrazione della maturità ormai raggiunta dall’americano. Goffin si conferma però un raffinato interprete dell’erba. Contro Norrie avrà una grande occasione per conquistare la prima semifinale Slam della carriera.

IL MATCH – Dopo il break in apertura di Goffin, nel quarto game gli standard di gioco si alzano decisamente: Goffin cerca spesso la rete, Tiafoe fa il tergicristallo anche da molto lontano rispetto alla linea di fondo campo ma riesce a trovare un paio di guizzi che gli permettono di effettuare il contro break alla seconda opportunità. Dopo aver chiuso il punto che vale il 2-2 con una volée colpita in risposta a un passante di ovescio quasi a botta sicura di Goffin, l’americano dà un primo assaggio delle sue doti di showman avvicinandosi e stringendo le mani ad alcuni spettatori che si complimentano con lui. Nei giochi successi non mancano le occasioni di break da entrambe le parti, ma nessuno riesce a concretizzarle più per meriti dell’avversario che per demeriti propri. Dopo oltre un’ora di set molto equilibrato si arriva così al tie-break, da cui esce vincitore il più propositivo dei due: Goffin.

 

Tiafoe non ha però intenzione di arrendersi dopo solo un set. Sull’1-1 Goffin non sfrutta ben sei occasioni per tenere il servizio in un gioco in cui era avanti 40-0 e l’americano, più propenso a prendere in mano le redini dello scambio, brekka. Pochi minuti dopo ha anche diverse occasioni per operare il doppio break e andare in fuga. Il belga, però, non regala nulla e dopo essersi salvato ha la forza e il cinismo per riagganciare l’avversario sul 3-3. In ogni game è battaglia: Tiafoe dà l’impressione di avere il potenziale per accelerare ma sbaglia spesso sul più bello. Non, però, all’ennesima palla break del set sul 5-5: Frances entra bene in campo e chiude con una volée a campo aperto. È lo strappo decisivo per vincere un parziale che poteva finire con più di venti minuti di anticipo. Invece, dopo 2 ore e 15 inizia una partita al meglio dei tre set.

Il match rimane equilibrato anche nel terzo. L’unica novità è che i giochi scorrono molto più rapidamente (soprattutto quelli in cui batte il belga) e le palle break sono meno frequenti. Fino al 5-5 le uniche, nel sesto game, sono appannaggio di Goffin che però non sfrutta una percentuale bassissima di prime in campo dell’avversario. Nell’undicesimo gioco, però, Tiafoe cambia passo e trasforma la prima opportunità di break in suo favore del set. Sul 6-5 Frances si conferma solido e aggressivo e porta a casa il parziale.

Inaspettatamente Tiafoe ha bisogno di un medical time out nella pausa tra terzo e quarto, pur non mostrando particolari problemi fisici. In ogni caso, l’avvio del nuovo parziale è a tinte belghe: David vince 12 dei primi 15 punti e si porta rapidamente sul 3-0 in virtù di una ritrovata spinta che così mancava dal primo set (e di un calo d’attenzione dell’americano). Goffin va anche vicino a mettere un’ipoteca sul parziale quando ha l’occasione per portarsi sul 4-0, ma un dritto lungo linea che sarebbe stato vincente finisce per pochi centimetri in corridoio. La fuga del belga arriva pochi minuti dopo, ma sul 5-1, quando anche Tiafoe era probabilmente già con la testa al quinto set, inizia il black-out di David. Frances non può credere ai suoi occhi e così ne approfitta per recuperare i due break di svantaggio e servire per agganciare l’avversario sul 5-5. Ma qui arriva un altro colpo di scena: Tiafoe sente il momento, commette due doppi falli, sbaglia una chiamata con il falco e non riesce a completare la rimonta. Goffin, senza essersi ripreso più di tanto dal passaggio a vuoto, riesce quindi a chiudere sul 6-4 e a portare la partita al quinto.

Nonostante le quattro ore di match nelle gambe, nel set decisivo il livello di gioco torna ad alzarsi dopo un quarto set piuttosto negativo per entrambi. Le occasioni di break, però, latitano: la stanchezza si fa comunque sentire e i giocatori, dopo essersi concentrati sui rispettivi turni di servizio, si lasciano un po’ andare in risposta. Il punto che porta l’americano sul 5-5, con un botta e risposta di colpi difensivi che diventano offensivi, è uno dei più belli del match. Frances si carica e capisce che deve cogliere l’attimo, ma Goffin tira fuori non uno ma tre jolly (ovvero altrettanti servizi vincenti) per annullare due palle break e salire sul 6-5. L’americano accusa il colpo, mentre il belga è un muro e sul match point ha il coraggio di attaccare. Quando il timer sul campo segna 4 ore e 37, David taglia il traguardo di questa divertente maratona.

[9] C. Norrie b. [30] T. Paul 6-4 7-5 6-4

La prima volta in un quarto Slam non potrebbe essere più dolce per Cameron Norrie: l’inglese centra questo traguardo proprio a Wimbledon, dimostrando la sua solidità con una vittoria in tre set su Tommy Paul. In due ore e 21 minuti Cameron, che non aveva mai oltrepassato il terzo turno in uno Slam prima di questo torneo, è il primo britannico a finire nei Last 8 da Andy Murray nel 2017 ed il quinto suddito della Regina ad avercela mai fatta. Per farcela, nella sua quinta apparizione all’All England Club, ha superato Munar in una battaglia di cinque set, ma poi non ha concesso nulla a Pablo Andujar e a Steve Johnson così come a Paul. Tommy abbandona così quello che è stato per lui un ottimo torneo: agli USA, vista anche l’eliminazione di Frances Tiafoe, restano le carte Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Norrie, invece, ha l’occasione della vita: David Goffin è un avversario decisamente ostico, ma in quarti di finale a Wimbledon si può trovare di peggio.

Continua a leggere

ATP

John Isner nuovo primatista mondiale di aces: superato Ivo Karlovic

L’americano ha commentato così il suo record: “Continuando a giocare il numero totale salirà ancora: potrei restare lassù molto a lungo”

Pubblicato

il

John Isner - Roma 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

L’ace con cui è salito 30-30 nel terzo gioco della partita contro Jannik Sinner poteva sembrare un ace qualunque, per John Isner. Ma non lo era: con quella bordata centrale l’americano ha battuto il record mondiale per il numero totale di aces messi a segno in carriera, salendo a quota 13.729. Il primato precedente del dato, che l’ATP registra dal 1991, apparteneva al croato Ivo Karlovic. Isner, che contro Sinner ha tirato in tutto 24 aces, ha dichiarato in merito: “È davvero fantastico. È una cosa di cui sono molto orgoglioso. Sarò il leader di tutti i tempi. Continuerò a giocare, continuerò ad aumentare il mio totale… E non so se la cifra finale sarà battuta. Potrei restare in vetta davvero per molto tempo”.

Il 37enne originario della North Carolina, diventato professionista nel 2007, ha ottenuto risultati notevoli nell’arco della sua carriera (tra cui una semifinale a Wimbledon nel 2018, due quarti agli US Open nel 2011 e nel 2018, con il quarto turno raggiunto in tutte le prove dello Slam) sfruttando il servizio come arma principale. Oltre al record messo a segno contro Sinner a Wimbledon, l’americano è anche in testa alla classifica degli ace del 2022 con 629 in 28 partite. Isner si è classificato al primo posto dell’ATP Tour per numero di ace in sette stagioni e ha superato la soglia dei 1000 ace per sette volte, compreso il record di carriera di 1260 del 2015.

Se è vero che i record sono fatti per essere battuti, sarà di certo difficile trovare un servizio migliore di quello di John: è evidente che Isner sia aiutato dalla sua altezza (è uno spilungone di 208 cm e alzando la racchetta scaglia la pallina a terra da quasi 4 metri), ma è altrettanto chiaro che ciò non basta per tirare fuori dal servizio ciò che ha saputo ottenere lui, che in carriera ha vinto il 92% dei suoi game di servizio, compreso il 79% dei punti con la prima palla. Subentrano infatti altre qualità tecniche e mentali. E lo ha confermato anche un altro grande battitore come Andy Roddick. “Isner, sempre Isner. Ci sono stati grandi servitori che sono stati giocatori più forti, ma il suo servizio è il migliore di sempre”. Come dargli torto.

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement