Numeri: le mille vittorie di Djokovic a confronto con quelle di Nadal e Federer

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Numeri: le mille vittorie di Djokovic a confronto con quelle di Nadal e Federer

Il campione serbo ha raggiunto l’importante traguardo a Roma, battendo Casper Ruud. Quando ce l’hanno fatta gli altri due assi? E qual è il bottino che “pesa” di più? L’approfondimento di Ferruccio Roberti

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1000 – Le vittorie nel circuito ATP ottenute da Novak Djokovic grazie alla vittoria su Casper Ruud la scorsa settimana nella semifinale degli Internazionali d’Italia. Un traguardo importante per l’attuale numero 1 al mondo, divenuto il quinto tennista dell’Era Open a raggiungere un tale numero di successi, dietro a Jimmy Connors (1274), Roger Federer (1251), Ivan Lendl (1068) e Rafael Nadal (1051). Un record impreziosito da un’altra importante statistica: la sua percentuale di vittorie nel circuito maggiore è seconda solo a quella di Nadal, che ha vinto l’83.2% (1051-212) delle partite da lui giocate, giusto un centesimo meglio di quanto fatto da Nole. Djokovic è a sua volta seguito in questa speciale graduatoria dall’82,4% di Bjorn Borg (ottenuto grazie a 654 vittorie e 140 sconfitte ), dalll’82% di Roger Federer (1251-275) e dall’81.8% di Jimmy Connors (1274-283). 

La millesima vittoria dell’attuale numero 1 ATP ci ha stimolato a cercare di ripercorrere in qualche modo tutti i successi ottenuti dal serbo nei suoi diciassette anni di presenza nel tour. Non ci siamo soffermati sul numero di titoli vinti o di settimane di permanenza al primo posto della classifica, ma abbiamo piuttosto scomposto le sue vittorie in categorie meno conosciute al grande pubblico. Le mille partite vinte dal campione serbo le abbiamo così divise tra quelle giocate al meglio dei tre o dei cinque set, tra le superfici di gioco sulle quali sono state ottenute, per la categoria di tornei nella quale sono arrivate e a seconda delle varie fasce di classifica degli avversari superati. Ne sono così venute fuori le tabelle che potete consultare, all’interno delle quali abbiamo anche indicato -per ciascuna categoria – la percentuale di vittorie raggiunta.


Età prima vittoria nel circuito (info sul match)
Età millesima vittoria nel circuito (info sul match)Bilancio complessivo W-L alla millesima vittoria (percentuale successi)Bilancio W-L partite giocate sulla distanza breve nel periodo che ha portato alla 1000 vittoria(percentuale successi)Bilancio W-L partite giocate sulla distanza lunga nel periodo che ha portato alla 1000 vittoria (percentuale successi)
Djokovic16 anni e 10 mesi (RR Coppa Davis 2004: b J. Skoderis 6-2 6-2)34 anni 11 mesi (QF Roma 2022: b. C. Ruud 6-4-6-3)1000-202 (83.2%)649-149 (81.3%)351-53(86.9%)
Federer17 anni e 1 mese (1°T Tolosa 1998: b. G. Raoux 6-2 6-2)33 anni  5 mesi(F. Brisbane 2015: b. M.Raonic 6-4 6-7 6-4)1000-227(81.5%)668-166 (81%)332-61 (84.4%)
Nadal15 anni e 10 mesi ( 1°T Maiorca 2002: b R. Delgado 6-4 6-4)34 anni 5 mesi (2°T Bercy 2020 4-6 7-6 6-4)1000-200 (83.3%)687-160 (81.1%)313-41 (88.4%)

Presi dalla curiosità abbiamo poi recuperato anche il cammino percorso da due campioni della stessa grandezza di Djokovic – Federer e Nadal- tra l’altro accomunati dall’aver frequentato il circuito grossomodo negli stessi anni dell’attuale numero uno al mondo. Anche per Roger e Rafa abbiamo considerato le loro prime mille vittorie nel circuito, raggruppandole poi in sottocategorie, così come fatto per Nole. Un modo di approfondire l’immensa grandezza delle loro carriere, ben consci che qualche statistica parziale non può certo ordinare le loro gloriose carriere in vane classifiche. Anche perché i numeri contenuti nelle quattro tabelle non fanno altro che confermare in buona parte notizie ormai risapute dagli appassionati: Federer dà il meglio di sè ed è il più forte di tutti sull’erba (87.3% di successi, l’unico dato molto parziale in controtendenza a tale affermazione è rappresentato dai 3 successi a 1 di Djokovic negli scontri diretti contro di lui), Nadal è nettamente il più forte sulla terra rossa, Djokovic, a sua volta, è il migliore quando la partita si disputa sul cemento all’aperto. Quando si gioca sulle superfici veloci in condizioni indoor il rendimento migliore è nuovamente quello di Roger, di un pizzico sul serbo (e in effetti Federer ha vinto 24 titoli contro i 13 di Djokovic, sebbene Nole conduca sullo svizzero per 6-4 i confronti diretti in queste condizioni di gioco). Anche leggendo altri dati relativi alle superfici i numeri sui punti deboli (sarebbe più corretto definirli di minor dominanza nel circuito) confermano che Nadal abbia avuto una certa difficoltà sul duro indoor (68.1% di vittorie) e che Federer abbia un buonissimo 76.2 % sul rosso (del resto Roger ha vinto 11 titoli, raggiunto altre 15 finali e ha un bilancio in positivo di 32 vittorie e 29 sconfitte contro i top ten) ma non in linea con le altre superfici. Così come, leggendo i dati contenuti nelle tabelle da noi preparate, si ricava un segreto che tale non è: Nole ha un rendimento di altissimo livello su qualsiasi tipo di campo si disimpegni, uno dei grandi motivi del suo grande successo. Tutti e tre sono arrivati alla millesima vittoria con percentuali di successo superiori all’80%, che mantengono sia nei match giocati al meglio dei tre set, che in quelli disputati sulla lunga distanza. 

 

Match vinti sulla Terra rossa
 (% vittorie su partite giocate)
Match vinti sull’Erba (% vittorie su partite giocate)Match vinti sul Cemento outdoor (% vittorie su partite giocate)Match vinti sul Cemento indoor (% vittorie su partite giocate)
Djokovic253 (80,3%)102 (85%)504 (86,3%)132 (81%)
Federer198 (76.2%)131 (87.3%)439 (83.6%)232 (84.9%)
Nadal445 (81.8%)71 (78%)407 (79.8%)77 (68.1%)

Magari era notizia meno nota che tra i tre per raggiungere le 1000 vittorie sia stato Djokovic a contare su più successi nelle partite che maggiormente contano durante la stagione: quelle degli Slam, ma anche dei Masters 1000 e delle ATP Finals (e Olimpiadi, mai vinte però dal serbo che in quattro partecipazioni ha ottenuto al massimo la medaglia di bronzo, conquistata nel 2008 a Pechino sconfiggendo James Blake). Sommando i match portati a casa in queste tipologie di tornei scopriamo che Nole ha ricavato i tre quarti dei suoi successi da partite giocate quando i tornei sono i più importanti della stagione tennistica: e del resto è l’unico tra i tre- leggiamo dalle nostre tabelle- ad aver ottenuto oltre il 20% dei suoi successi contro colleghi nella top ten (ad essere precisi il 23,1%, quasi una su quattro) e che contro giocatori non compresi nella top 20 abbia perso solo 70  delle 720 volte (il 9%) che li ha incontrati.


Slam
Masters 1000/ATP Finals/OlimpiadiATP 500-250Coppa Davis/Atp Cup
Djokovic323/369 (87.5%)434/540 (80.3%)197/240 (82.2%)46/53 (86.8%)
Federer279/324 (86.1%)372/478 (77.8%)311/379 (82.1%)38/46 (82.6%)
Nadal282/321 (87.9%)417/514 (81.1%)268/330 (81.2%)33/36 (91.7%)

Ma scavando si trovano dati impressionanti su tutti e tre questi grandi campioni: davvero ad esempio lascia senza parole il numero di 454 successi sul rosso che ha portato Nadal nel novembre 2020 a raggiungere la sua 1000°vittoria nel circuito. Per il campione maiorchino, indiscutibilmente -questo sì- il più grande di sempre sulla terra rossa una dote di successi che oltre ad aver portato all’incredibile record di 13 Roland Garros vinti, gli ha regalato un’incredibile bacheca (sempre fermandoci a novembre 2020) di 60 titoli complessivi ottenuti sulla terra battuta, tra i quali ben 25 Masters 1000). Anche i numeri di Federer sono incredibilmente buoni, come confermato senza che ce ne fosse bisogno dalle nostre tabelle. Anche rileggendo i numeri da noi raccolti è difficile pensare che ci possa essere qualcuno nel breve periodo capace di raggiungere i livelli di questi campioni immensi. Le curiosità da trarre da queste statistiche sono comunque tante, lasciamo ai lettori le considerazioni che riterranno più opportuno estrapolare.

W-L Vs top  5W-LVs 6-10W-LVs 11-20W-LVs 21-50W-LVs 51-100W-LVs 101 +
Djokovic108-73 (59.6%)123-32(79.3%)117-27(81.2%)310-43(87.8%)217-15(93.5%)123-12(91.1%)
Federer87-62 (58.3%)96-35(73.2%)120-33(78.4%)324-54(85.7%)240-31(88.5%)133-12(91.7%)
Nadal86-58 (59.7%)86-35(77.4%)137-31(81.5%)286-45(86.4%)269-17(94%)136-15(90.0%)

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Federer torna a Wimbledon per la prima volta da ex giocatore

La leggenda svizzera, ritiratasi definitivamente alla Laver Cup di settembre, ha fatto il suo ritorno sui campi dell’All England Club

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Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer
Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer

Non è passato molto tempo dall’ultima volta in cui Roger Federer aveva messo piede sul centrale di Wimbledon. Erano i Championships di quest’anno, e già lo svizzero presenziava ad una fastosa cerimonia apparendo ormai pensionato: l’annuncio e il match conclusivo sono arrivati qualche mese dopo, ma il sentore di ritiro aleggiava già nell’aria.

È per questo che dalla sua nuova visita di venerdì, da giocatore ormai ufficialmente ritirato, deriva soltanto un senso di allegria mista a nostalgia.

Il venti volte campione slam ha testimoniato la visita attraverso delle fotografie pubblicate sul suo profilo Instagram, che hanno fatto il giro del mondo diventando ben presto virali, come d’altronde per ogni segno di presenza di Roger, ovunque e con chiunque. 

 

Federer ha vinto Wimbledon otto volte (record), la prima partecipazione risale al 1998 (vittoria nel torneo Junior), l’ultima al 2021 (sconfitta ai quarti subita da Hubert Hurkacz, che si è rivelata essere anche l’ultimo suo match sul circuito).

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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