Roland Garros – Sonego illumina e illude, ma alla fine vince Ruud [VIDEO]

Flash

Roland Garros – Sonego illumina e illude, ma alla fine vince Ruud [VIDEO]

Perso il primo set, Lorenzo Sonego gioca due ore di grande tennis, prima di cedere alla distanza contro un Casper Ruud che ritrova la sua proverbiale solidità a partire dalla metà del quarto set

Pubblicato

il

Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

[8] C. Ruud b. [32] L. Sonego 6-2 6-7(3) 1-6 6-4 6-3

Dal nostro inviato a Parigi

Ad un certo punto sembrava molto probabile che per la prima volta nell’era Open potessero esserci due italiani agli ottavi di uno Slam sia in campo maschile che in quello femminile. È stato quando Lorenzo Sonego si è trovato in vantaggio per due set a uno contro Ruud giocando un tennis scintillante. Purtroppo il sogno è svanito alla fine del quarto set, quando la benzina ha cominciato a scarseggiare e Lorenzo ha giocato un bruttissimo decimo game che ha consegnato il set all’avversario. Va dato merito a Ruud di esser riuscito a rimettere in piedi la partita, tornando ad esprimersi ai suoi livelli, dopo che per quasi due ore era stato sballottato a destra e sinistra dal dritto di Sonego. Per il norvegese adesso il polacco Hurkacz: tra i due non ci sono precedenti.

 

Il sole finalmente scalda il Roland-Garros in questo tardo sabato pomeriggio, invogliando gli spettatori a riempire le tribune del campo 14. Anche perché per chi ha il biglietto “ground” – ovvero quello che permette l’accesso a tutti i campi eccetto i tre principali – il match tra Ruud e Sonego è sicuramente uno di quelli più interessanti a disposizione. Si parte senza sussulti, ma l’equilibrio inziale dura una quindicina di minuti, prima che l’applicazione chirurgica di Ruud dello schema tattico studiato nel pre-partita – insistere sul punto debole dell’italiano, il rovescio, per aprirsi il campo e affondare con il dritto – inizi a dare i suoi frutti. Il primo break arriva al sesto gioco. Sonego cerca di uscire dalla trappola, cercando di spostarsi per colpire di dritto, rischiando anche tantissimo, e cercando di variare il gioco per creare al norvegese qualche problema non previsto sulla carta. Ma il punto con cui subisce il secondo break e perde il primo parziale è rappresentativo di come il n. 8 del mondo sia al momento in controllo del match: Sonego tenta la sorpresa del serve & volley e non gli riesce neanche male, ma Ruud arriva e piazza un lob millimetrico, per chiudere il primo parziale 6-2 in 33 minuti.

Sappiamo che Sonego non è il tipo che si arrende facilmente, è infatti inizia il secondo set senza strascichi mentali per il parziale perso. Continua a prendersi tanti rischi con il dritto il tennista torinese, ma in effetti è l’unica strada per cercare di creare qualche piccola crepa nel solidissimo muro norvegese. Quasi ci riesce nel quinto gioco, quando si procura la prima palla break, che purtroppo sfuma per il suo 13esimo errore non forzato. Ma Sonego non demorde ed il differenziale tra vincenti (praticamente tutti di dritto) e non forzati comincia a diventare significativamente positivo. Ruud comincia ad essere meno a suo agio e inizia a concedere anche qualcosina, come pronosticato dallo stesso Sonego poco prima dopo l’ennesimo punto da fondo del 23enne di Oslo (“Stai lì, che prima o poi qualcosa concede”, parole abilmente colte dal collega Garofalo, seduto in prossimità del campo). Poco, ma considerato il tipo (due unforced nell’intero primo set) è già tanto. Ed ecco che il break a favore del tennista azzurro arriva nel game successivo, grazie ad un vincente di dritto dopo il quale chiede l’applauso del pubblico, che non si fa pregare – anche perché è quasi composto da italiani, come i due tifosi che all’inizio del secondo erano entrati rassicurando Sonego: “Lollo siamo qui”) – e accoglie immediatamente l’appello di Lorenzo, che consolida il vantaggio sul 5-3. Ma Ruud non si fa impressionare dalla grinta del torinese e non si impietosisce di fronte alla voglia del pubblico di vedere un match combattuto: infila un 12-1, con controbreak a zero, che gli vale il sorpasso sul 6-5, sugellato con il terzo ace dell’incontro. Sonego però non demorde e si conquista il diritto (meritato) di giocarsi il parziale al tie-break. Che inizia sotto il segno dell’equilibrio, prima che il n. 35 entri in trance agonistica e infili 4 punti consecutivi (con due vincenti). Sulle tribune si esulta, 7-6 Sonego e un set pari.

Lorenzo è on fire, anche grazie alla sua capacità di trovare energie dal sostegno il pubblico, che stasera sicuramente non gli manca. Continua a macinare vincenti di dritto ed i nove con cui inizia il terzo set gli valgono l’allungo sul 3-0. Ruud è in difficoltà, tanto da provare soluzioni che non si sono congeniali, ovvero cercare rapidamente il colpo vincente da fondo. Il doppio fallo con cui cede il secondo servizio certifica la confusione tecnica e tattica del norvegese. Ma tantissimo merito va a Sonego, che ora domina letteralmente, continua picchiare con il dritto e ora si permette anche di far match pari sulla diagonale debole di rovescio. Il set si chiude con un vincente lungolinea di rovescio e una smorzata vincente di Lollo: 6-1 Sonego, in 34 minuti. In questo momento, dopo due ore di gioco, il top 10 in campo sembra lui.

Nel quarto set Ruud ritrova la prima di servizio, assente ingiustificata nel parziale precedente (solo il 50% in campo e il 44% dei punti vinti) e questo gli permette di restare agganciato a Sonego, che continua a martellare in maniera impressionante con il dritto. Ma capace anche di usare il fioretto da quella parte, con delle smorzate vincenti che lasciano di sasso il norvegese. Che seppur ancora un po’ in confusione, come dimostrato da un paio di scelte tattiche discutibili (come una discesa a rete sul colpo più in fiducia di Sonego, il dritto), riesce ad issarsi sul 5-4. Quando Sonego serve per rimanere nel set i due sono appaiati per numero di punti, 105 a testa. Purtroppo alla fine del game si ritrovano appaiati anche nel numero di set: Sonego gioca un brutto game, in cui non riesce a sfondare l’avversario come fatto fino a poco prima, e con un paio di gratuiti consegna il parziale al n. 8 del seeding, 6-4 Rudd e si va al quinto, dopo quasi tre ore di gioco.

La sensazione è che il treno per Sonego sia passato alla fine del quarto set e difficilmente passerà di nuovo. Ruud è di nuovo tonico e reattivo, mentre la spia della benzina di Sonego comincia ad accendersi, anche perché obiettivamente era difficile chiedergli di continuare a giocare ai livelli stratosferici delle ultime due ore. Il 27enne piemontese non vuole arrendersi, si inventa un dritto incrociato stretto che lascia stupefatto il suo avversario per poi impattare sull’1-1, ma da lì Ruud infila un parziale di 12 punti a 1, con Lorenzo in evidente debito di ossigeno, che gli vale il 4-1. Con orgoglio l’azzurro tiene il servizio per cercare di procurarsi ancora un’ultima chance, ma i due ace che Ruud piazza nel settimo game fanno capire che il semifinalista di Roma (sconfitto da Djokovic) non intende dargliela. Non ci sono ulteriori sussulti e dopo quasi tre ore e mezza di gioco, Ruud chiude 6-3 e raggiunge così per la prima volta gli ottavi a Parigi (seconda volta in uno Slam, dopo Melbourne 2021).

A fine match il direttore Scanagatta ha chiesto a Ruud riguardo alla battaglia di questa sera che Lorenzo ha giudicato il suo miglior match della carriera nonostante la sconfitta:
“In un match al meglio dei 5 set capita che ci siano momenti, periodi dove si gioca bene e altri dove si sbaglia di più. Ma per quasi 3 set Lorenzo ha giocato molto bene, ha trovato molti vincenti sia di dritto che di rovescio anche quando era sotto pressione. A un certo punto era diventato complicato per me perché non sapevo più da che parte tirare, perché era aggressivo da tutte le parti e serviva bene. Ma mi sono detto che in un match su 5 set potevo sperare che a un certo punto il suo livello scendesse un pochino e a quel punto avrei potuto scambiare con lui. Fortunatamente per me nell’ultimo game del quarto set ha fatto un paio di errori, sono riuscito a recuperare qualche palla per fargli il break.
In questo tipo di partite è positivo aver giocato già match al quinto: anche se sono giovane penso di aver già giocato una decina di match al quinto set in carriera e penso che questo mi abbia un po’ aiutato.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Continua a leggere
Commenti

Flash

Wimbledon, quote 6 luglio: Fritz a 3,10 contro Nadal

Kyrgios favoritissimo su Garin. Partono avanti Rybakina e Halep

Pubblicato

il

Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)
Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (Instagram - @wimbledon)

Secondo mercoledì di tennis a Church Road, con in programma la seconda parte dei quarti di finale. Match clou quello fra Rafa Nadal e un caldissimo Taylor Fritz, in striscia di otto successi consecutivi su erba, preceduto sul Centrale dalla bella sfida che vede opposte Simona Halep e Amanda Anisimova. 

Parità nei precedenti fra Rafa Nadal e Taylor Fritz, con il californiano che si è imposto in due set nella finale di Indian Wells a marzo, mentre il maiorchino si impose due anni fa ad Acapulco sempre in due set. Avversario ostico per Rafa, che dopo i primi due turni balbettanti sembra aver trovato la quadra, come dimostrato nelle comode vittorie su Lorenzo Sonego e Botic Van De Zandschulp, E’ infatti un Fritz in forma smagliante quello giunto per la prima volta ai quarti in uno Slam, senza concedere set ai propri avversari, a tratti ingiocabile nei suoi turni di battuta e sull’onda dell’entusiasmo del trofeo di Eastbourne (vinto senza mai perdere il servizio). Per Betpoint paga 3,15 un exploit di Taylor, che riporterebbe uno statunitense in semifinale a Wimbledon dopo quattro anni (l’ultimo John Isner, sconfitto in un interminabile quinto set da Kevin Anderson). Vale invece 2,81 un risultato di 3 a 0 per lo spagnolo, sempre in corsa per il Grande Slam. 

Nell’altro quarto di finale si sfidano due tennisti reduci da vittorie in cinque set: Nick Kyrgios (1,25) ha sofferto contro Brandon Nakashima, mentre Cristian Garin (3,90) ha ribaltato un match incredibile con Alex De Minaur, annullando anche due match point nel quarto set all’australiano. Primi quarti in assoluto in un Major in carriera per il cileno, che ha sfruttato benissimo il buco di tabellone lasciato da Matteo Berrettini e che ora si gioca un’eventuale semifinale con pochissimo da perdere. Tutta la pressione sarà infatti su Nick, che contro Nakashima ha comunque dimostrato insolita calma e maturità, e che ora pregusta la prima semifinale Slam (molto probabilmente, come detto, contro Rafa). Per Bwin vale 3,90 che anche questo incontro si risolva al quinto set, dove tra l’altro Kyrgios a Wimbledon ha un invidiabile record di 6 vittorie e 0 sconfitte. 

 

Ha raccolto solo tre game Amanda Anisimova nell’ultimo scontro con Simona Halep un paio di settimane fa sull’erba di Bad Homburg, addirittura solo uno al Roland Garros 2020; si era invece imposta in due set nel primo dei loro tre confronti diretti, sempre a Parigi, in quell’edizione 2019 in cui Amanda si spinse fino alla semifinale. Halep, campionessa ai Championships tre anni fa, non perde da 11 incontri a Wimbledon (considerando che due anni or sono non si è giocato, e l’anno scorso non ha partecipato), compreso l’ultimo nel quale ha demolito Paula Badosa. Anisimova si è confermata a buoni livelli contro Harmony Tan dopo la bella vittoria, in rimonta e da sfavorita, su Coco Gauff, mettendo nel mirino la seconda semifinale Major in carriera, che per i bookies vale in media 2,90.  

Secondo quarto di finale Slam per Elena Rybakina, secondo consecutivo a Wimbledon per Alja Tomljanovic. Unico precedente a Madrid lo scorso anno, portato a casa agevolmente dalla kazaka, che finora ha vinto tutti i suoi match per 2 set a 0, servendo benissimo ed eliminando per ultima Petra Martic, e prima ancora Bianca Andreescu. Alja ha invece rimontato Alize Cornet, così come aveva fatto in precedenza con Barbora Krejicikova, dimostrando una nuova solidità mentale e una rinnovata confidenza con la superficie. Per Sisal vale 1,52 una vittoria di Rybakina, mentre è data a 2,50 un’affermazione di Tomljanovic. Un ennesimo 2 a 0 firmato Elena pagherebbe 2,10, un’altra vittoria al terzo set dell’australiana 5,50. 

      BETPOINT BWIN SISAL 
R. NADAL  T. FRITZ 1,36 – 3,15  1,35 – 3,10  1,40 – 3  
N. KYRGIOS C. GARIN 1,23 – 4,25  1,25 – 3,90  1,25 – 4  
S. HALEP A. ANISIMOVA 1,43 – 2,85  1,42 – 2,85  1,40 – 3  
E. RYBAKINA A. TOMLJANOVIC 1,52 – 2,55  1,50 – 2,55  1,52 – 2,50  

***Le quote sono aggiornate alle 20 di martedì 5 luglio e sono soggette a variazione

Continua a leggere

Flash

John Lloyd, intervistato da Scanagatta, presenta l’autobiografia “Dear John” [ESCLUSIVA]

Intervistato in esclusiva per Ubitennis, l’ex-tennista britannico Lloyd si racconta tra aneddoti e ricordi. “Avrei dovuto vincere quel match” a proposito della finale all’Australian Open con Gerulaitis

Pubblicato

il

L’ex tennista britannico John Lloyd, presentando la sua autobiografia “Dear John”, viene intervistato in esclusiva dal direttore Ubaldo Scanagatta e racconta tanti aneddoti relativi alla sua carriera, inclusi i faccia a faccia con l’Italia in Coppa Davis. Le principali fortune di Lloyd arrivarono in Australia dove raggiunse la finale dello Slam nel 1977: “All’epoca era un grande torneo ma non come adesso” ricorda il 67enne Lloyd. “Mancavano molti tennisti perché si disputava a dicembre attorno a Natale, ma ad ogni modo sono arrivato in finale. Avrei dovuto vincerlo quel match– ammette con franchezza e una punta di rammarico –ho perso in cinque set dal mio amico Vitas (Gerulaitis). Fu una grande delusione ma se dovevo perdere da qualcuno, lui era quello giusto. Era una persona fantastica”.

Respirando aria di Wimbledon, era impossibile tralasciare l’argomento. Lo Slam di casa fu tuttavia quello che diede meno soddisfazioni a Lloyd, infatti il miglior risultato è il terzo turno raggiunto tre volte.Sentivo la pressione ma era davvero auto inflitta, da me stesso, perché giocavo bene in Davis e lì la pressione è la stessa che giocare per il tuo paese” ha spiegato l’ex marito di Chris Evert. “Ho vinto in doppio misto (con Wendy Turnbull, nel biennio ’83-’84) ed è fantastico ma sono sempre rimasto deluso dalle mie prestazioni lì. Ho ottenuto qualche bella vittoria: battei Roscoe Tunner (nel 1977) quando era testa di serie n.4 e tutti si aspettavano che avrebbe vinto il torneo. Giocammo sul campo 1. Ma era una caratteristica tipica delle mie prestazioni a Wimbledon, fare un grande exlpoit e poi perdere il giorno dopo. In quell’occasione persi contro un tennista tedesco, Karl Meiler”. In quel match di secondo turno tra i due, Lloyd si trovò due set a zero prima di perdere 2-6 3-6 6-2 6-4 9-7. Insomma cambieranno anche le tecnologie, gli stili di gioco, i nomi dei protagonisti… ma certe dinamiche nel tennis non cambieranno mai.

Continua a leggere

Flash

Le sette meraviglie di Novak Djokovic: tutte le sue rimonte da uno svantaggio di due set a zero

Quella di oggi contro Jannik Sinner è stata soltanto l’ultima grande rimonta di Djokovic con le spalle al muro. E in tre casi ha poi vinto il torneo

Pubblicato

il

Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

Jannik Sinner, nonostante una grande partita nei primi due set, non è riuscito a prevalere su un mai domo Novak Djokovic. Quella odierna è soltanto l’ultima rimonta da 0-2 che lo ha visto protagonista, che va ad aggiungersi alle altre sei realizzate in passato.

Sono sette in totale dunque, tre delle quali arrivate contro un italiano. Inoltre, è curioso il fatto che per tre volte, dopo essere riuscito a sopravvivere a match che quasi tutti avrebbero perso, Nole abbia poi vinto il torneo.

1. Wimbledon 2005 – Guillermo García López

Tutto ebbe inizio proprio a Wimbledon, quando l’allora 18enne Novak Djokovic perse i primi due set contro Guillermo García López, allora numero 81 del ranking (con un futuro da n°23 nel febbraio 2011). Il serbo riuscì ad approdare al tabellone principale dopo essere passato attraverso le qualificazioni. Furono particolarmente dure, perché nell’ultimo turno l’allora numero 128 del mondo la spuntò 6-3 al quinto contro Wesley Moodie.

 

Al primo turno nel tabellone principale Djokovic superò in tre set Juan Monaco, ma la sua prima impresa avvenne due giorni dopo. Al secondo turno, il futuro vincitore di 20 Slam recuperò un doppio 6-3 contro García López, vincendo il terzo e il quarto grazie a due tiebreak e imponendosi 3-6 3-6 7-6 (5) 7-6 (3) 6-4. La sua corsa si interruppe la partita seguente contro la testa di serie numero nove Sebastien Grosjean, a sua volta fermato da Andy Roddick ai quarti. L’americano perse poi in finale contro Roger Federer.

2. US Open 2011 – Roger Federer

Nell’arco di sei anni le prospettive di Novak Djokovic sono radicalmente cambiate. Da poco, infatti, il serbo si era issato per la prima volta in carriera al numero uno del mondo, traguardo ottenuto grazie alla vittoria su Rafael Nadal in finale a Wimbledon (in quello che rappresentò anche il suo primo trionfo sull’erba tennistica più prestigiosa). Poco meno di due mesi dopo Djokovic arrivò allo US Open da primo favorito del seeding, ma in semifinale venne seriamente impensierito da Roger Federer, numero tre del mondo.

Il campione elvetico vinse un primo set tiratissimo al tiebreak, conquistando anche il secondo. Da quel momento, però, Djokovic cambiò marcia, prendendosi i successivi tre parziali e raggiungendo l’ultimo atto grazie al definitivo 6-7 (7) 4-6 6-3 6-2 7-5. Due giorni più tardi arrivò anche il primo titolo negli Stati Uniti, grazie alla vittoria in quattro set ancora su Nadal.

3. Roland Garros 2012 – Andreas Seppi

Il primo italiano a dover subire un comeback di Djokovic fu Andreas Seppi. L’altoatesino veniva da due vittorie al quinto nei turni precedenti, ottenute contro Mikhail Kukushkin al secondo turno e Fernando Verdasco al terzo. L’attuale numero 162 del ranking (allora era n°25) tentò l’impresa, mettendo a dura prova la resistenza del suo avversario.

Seppi strappò i primi due set, ma nel terzo perse ben quattro volte il servizio, contribuendo al rientro in partita di Djokovic, che alla fine si impose 4-6 6-7 (5) 6-3 7-5 6-3. Il serbo spese molte energie anche ai quarti contro Tsonga – sconfiggendolo 6-1 al quinto – e forse pagò il grande sforzo in finale contro Rafael Nadal, che non aveva ancora perso un set e lo sconfisse 6-4 6-3 2-6 7-5.

4. Wimbledon 2015 – Kevin Anderson

Novak Djokovic e Kevin Anderson sono stati protagonisti di alcune partita particolarmente importanti a Wimbledon, su tutte la finale del 2018, quando il serbo si impose 6-2 6-2 7-6 (3), certificando il suo definitivo ritorno ai massimi livelli. Tre ani prima, tuttavia, il gigante sudafricano ha rischiato di eliminare il nativo di Belgrado al quarto turno. Anderson vinse infatti i primi due set sul filo del rasoio, annullando anche un set point nel secondo.

Due tiebreak pressoché identici che avrebbero steso praticamente chiunque. Chiunque, sì, ma non Djokovic, che rispose subito con un 6-1 senza appello e chiuse poi 6-7 (6) 6-7 (6) 6-1 6-4 7-5. Nei successivi tre turni il serbo perse soltanto un set, nel trionfo in finale contro Roger Federer, che gli permise di bissare la vittoria dell’anno prima.

5. e 6. Roland Garros 2021 – Lorenzo Musetti e Stefanos Tsitsipas

Il vero capolavoro della carriera di Novak Djokovic è probabilmente il Roland Garros 2021. I sui successi sono tantissimi e svariati, certo, ma quello Slam parigino rientra senza dubbio tra le sue migliori opere d’arte. Se non è la più prestigiosa in assoluto, poco ci manca. La spedizione francese di Djokovic era cominciata in maniera piuttosto soft, con tre comode vittorie su Sandgren, Cuevas e Berankis, tutte in tre set.

Agli ottavi di finale si presenta la prima, grande – e un po’ inaspettata – minaccia: Lorenzo Musetti. Il classe 2002 di Carrara esprime un tennis divino per i primi due set, vinti entrambi al tiebreak (il primo molto lottato, il secondo dominato), ma poi crolla fisicamente. Djokovic se ne rende conto e aumenta i giri del motore, non lasciando scampo al povero italiano che deve lottare anche contro un fisico spremuto al massimo. La lotta diventa impari e Musetti, a due game dalla sconfitta, non ha più energie e decide saggiamente di ritirarsi, crollando 6-7 (7) 6-7 (2) 6-1 6-0 4-0 rit.

Ai quarti di finale Nole prevarrà anche su Matteo Berrettini, ma è in semifinale che il serbo dà il meglio di sé. La vittoria in quattro set su Nadal è una delle partite più clamorose, epiche e devastanti (positivamente) degli ultimi anni. Steve Flink ha definito il terzo set “il più bello della loro rivalità“, mentre per Djokovic è stata la sua “miglior partita di sempre al Roland Garros“.

La ciliegina sulla torta arriverà due giorni più tardi nell’ultimo atto contro Stefanos Tsitsipas. In che modo? Ovvio, ancora rimontando da 0-2. Il greco ha disputato un torneo fantastico, eliminando Medvedev e Zverev sulla strada verso la sua prima (e finora unica) finale Slam in carriera. Una partita disputata ad altissimi livelli dall’ateniese, in cui ha strappato il primo set al tiebreak e si è portato a casa il secondo con un netto 6-2. Djokovic però – abbiamo imparato a capirlo non solo da questo articolo – non va dato per vinto nemmeno quando sembra finito. E così, anche in questo caso, la lenta e inesorabile rimonta del serbo lo ha condotto al 6-7 (6) 2-6 6-3 6-2 6-4 grazie al quale ha sollevato il 19esimo Slam, diventando il primo giocatore nell’Era Open a vincere tutti i Major almeno due volte.

7. Wimbledon 2022 – Jannik Sinner

L’ultima vittima speciale di Djokovic è Jannik Sinner, in una memoria ancora tristemente vivida. Il 20enne di San Candido è diventato il terzo italiano a portarsi in vantaggio di due set contro il serbo senza riuscire a vincere la partita (dopo i già menzionati Seppi e Musetti).

L’andamento del match è noto ai più, con Sinner stellare per i primi due set che, però, poco ha potuto dinnanzi al dirompente rientro in carreggiata del fenomeno di Belgrado. L’amaro risultato dei quarti di finale di questa edizione di Wimbledon recita 5-7 2-6 6-3 6-2 6-2 in favore della testa di serie numero uno, che ha saputo far sfogare il suo rivale per poi ingranare e non dargli più alcuna possibilità di reazione. In tre occasioni su sei, nello stesso torneo in cui è riemerso da 0-2 Djokovic ha poi vinto il titolo (US Open 2011, Wimbledon 2015 e Roland Garros 2021). Sarà la volta buona per il quarto?

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement