ATP Stoccarda: Murray avanza comodamente, Kyrgios ok al rientro

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ATP Stoccarda: Murray avanza comodamente, Kyrgios ok al rientro

Andy Murray senza brillare supera O’Connell. Kyrgios esegue il compitino con Lehecka

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Andy Murray - Australian Open 2022 (foto Facebook Australian Open)
 

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A. Murray b. [Q] C. O’Connell 6-4 6-3 (Paolo Di Lorito)

L’attuale n.68 del mondo Andy Murray supera il qualificato Christopher O’Connell per 6-4 6-3, in un’ora e 35 minuti di match non particolarmente entusiasmante. Lo scozzese ha gestito con esperienza l’incontro, superando l’unico momento di difficoltà in apertura di primo set, quando era partito col freno a mano tirato. Murray in pratica ha vinto una partita delle sue, dove non si sono visti grandi colpi né errori marcati, bensì giocando ‘passivamente’ ma con attenzione. Ora per Andy il vincente di Kudla-Bublik.

IL MATCH – Nei primi game Andy è falloso sia col dritto che con la battuta e subisce subito un break. Ci vogliono 19 minuti prima che lo scozzese riesca a fare il primo game (per giunta ricorrendo ai vantaggi), quando il suo avversario ne ha già tre, ma da lì in poi sarà difficile fermarlo. Il gioco di Murray inizia a ritrovare solidità mentre l’australiano, peccando di rovescio, sciupa il vantaggio; col passare dei game l’impressione è che l’andamento del match dipenda sempre più dal livello dell’ex numero 1, il quale non fa  grossi passi in avanti, ma quanto meno riduce i gratuiti. La bilancia degli errori infatti ora punta tutta sul 28enne australiano, che perde la bussola prima col rovescio e poi col dritto, consegnando il vantaggio a un Murray attento in risposta. Il match, tutt’altro che brillante e nient’affatto da erba – con i due tennisti comodamente stabili sulla linea di fondo – procede quasi per inerzia verso un primo set a favore di Murray: ace dello scozzese e dritto lungo di O’Connell sigillano un 6-4 in 53 minuti.

 

Il secondo set purtroppo non si infiamma in termini di spettacolo e, con andamento lento e costante, Murray passa questa volta subito avanti senza gli impicci di dover recuperare un break. Il n.116 del mondo non ha i mezzi, nonostante qualche passante ben giocato, per risalire nel punteggio, anzi sembra che un problema alla coscia destra ne limiti ancora di più i movimenti. L’ultimo treno per Christopher passa nell’ottavo game quando ha una palla del 4 pari, ma un attento Murray si salva col rovescio. L’occasione non sfruttata (per altro neanche troppo ghiotta) si ripercuote negativamente sotto forma di un altro break in favore di Murray. Uno smash a rimbalzo finito fuori di O’Connell (preceduto da un doppio fallo) mette fine al match per 6-4 6-3.

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Stoccarda

N. Kyrgios b. J. Lehecka 7-6(3) 6-3

C’è sempre grossa curiosità intorno alla figura di Nick Kyrgios, specie quando torna in attività dopo qualche mese di stop. L’ex numero 13 ATP si rivede in campo dal torneo di Houston e gli basta giocare due games alla sua maniera per avere ragione del pur bravo Jiri Lehecka, che lo segue di una sola posizione nel ranking, ma che almeno sul verde ha ancora tanto da imparare prima di potersela giocare ad armi pari con un avversario di livello superiore.

IL MATCH – La partita rispecchia in pieno le previsioni, anche se il ceco prova a ribaltare un pronostico all’apparenza chiuso: il rovescio lungolinea gli frutta parecchi punti nei primi giochi, e Kyrgios sembra soffrire l’atteggiamento propositivo dell’avversario, innervosendosi a più riprese con sé stesso e con il giudice di sedia. Gli effetti si notano anche sul gioco, dove l’australiano fa fatica inizialmente a mantenere i suoi turni di battuta, spesso lanciandosi a rete in maniera approssimativa, esponendosi ai lob di Lehecka, o cadendo spesso in evitabili gratuiti, a causa della fretta di chiudere lo scambio. Per sua fortuna può contare sulle formidabili prime di servizio (le quali toccano anche i 220 km/h in più di un’occasione), che arrivano puntuali a togliere le castagne dal fuoco. Dopo una prima fase di rodaggio in cui cerca di registrare il fondamentale, Kyrgios inizia a rispondere sulle righe, costringendo Lehecka a giocare il secondo colpo quasi di controbalzo, ma il classe 2001 dimostra di avere la pasta giusta per tirarsi fuori dai guai, come nel settimo gioco quando con due doppi falli concede la prima palla break al rivale, e riesce prontamente ad annullarla. Il set scivola via sui binari dell’equilibrio e così si arriva all’inevitabile tie-break, che si rivela però a senso unico: Kyrgios diventa praticamente ingiocabile al servizio e in risposta, conquistando ben cinque set-point consecutivi, chiudendo la pratica al primo punto giocato al servizio, nemmeno a dirlo con una micidiale seconda di servizio mascherata da prima.

Non cambia il copione nel secondo parziale, con i due giocatori in campo in grado di mantenere abbastanza agilmente i rispettivi turni di servizio: si assiste anzi a degli scambi ancora più brevi, se possibile. Lehecka prova qualche variazione scendendo maggiormente a rete, ma non raccoglie i frutti sperati perché il servizio entra in una fase piuttosto ondivaga di produttività: infatti il ceco fa e disfa con il fondamentale, e solo la scarsa pazienza dell’avversario, peraltro ingiustificata, gli consente di restare a galla. E’ ancora il settimo gioco a rivelarsi quello più importante, infatti Kyrgios prima si inventa un passante incrociato in corsa ragguardevole per andare sul 15-30, quindi una risposta insidiosa che provoca il gratuito del 30-40: la dea bendata certamente non aiuta il giovane ceco, che nel punto successivo vede il suo dritto a sventaglio rimbalzare sul nastro per poi atterrare ben oltre la linea dell’out. Il break, l’unico della partita, si rivela anche quello decisivo, perché difatti per Kyrgios è una mera formalità chiudere i giochi nel game finale, vedere per credere il punto conclusivo arrivato con un servizio da sotto, in tweener. L’australiano avanza quindi al turno successivo, dove incontrerà il vincente tra Musetti e Basilashvili.

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Stoccarda

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Djokovic o Tsitsipas toglieranno il n. 1 ad Alcaraz: “Lo meritano più di me”

Lo spagnolo si è detto non preoccupato sulla temporanea fine del suo regno, durato venti settimane: ora tocca a Stefanos Tsitsipas o a Novak Djokovic

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Torino 16 Novembre 2022 ATP Finals Carlos Alcaraz premiato come n. 1 ATP nel ranking di fine anno Foto Giampiero Sposito

Dopo le vittorie su Karen Kachanov e Tommy Paul, Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas si apprestano a contendersi, nella nostra mattinata di domenica 29 gennaio, il titolo dell’Australian Open. Ma non solo. Chi dei due avrà la meglio, infatti, scalzerà Carlos Alcaraz dalla prima posizione mondiale.

Con la vittoria il greco, attualmente terzo a 6195 punti, passerebbe al primo posto con 6995 punti. Alle sue spalle, in ordine decrescente: Alcaraz, Djokovic, Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il primo successo slam per Tsitsipas, giunto alla sua seconda finale: nella prima, al Roland Garros 2021, aveva ceduto in cinque set da Djokovic stesso. Il greco diverrebbe anche il ventinovesimo numero uno della storia, posizione che già ha ricoperto nel circuito Junior. Nel caso in cui fosse il serbo a vincere, invece, passerebbe lui a condurre, con 7070 punti invece degli attuali 6270. A seguire Carlos Alcaraz, mentre Tsitsipas dovrebbe accontentarsi del terzo posto, seguito sempre da Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il ventiduesimo successo slam per il serbo, che raggiungerebbe così Rafa Nadal, e la trecentosettantaquattresima settimana di regno al primo posto della classifica mondiale. 

 

Terminerà dunque, qualunque sia l’esito della partita, il (temporaneamente) breve regno di Carlos Alcaraz, durato soltanto venti settimane: in ogni caso, più di Medvedev (per ora fermo a 16), Roddick (13) e Becker (12) e a pari merito con Mats Wilander

Nel corso di un evento a Murcia, nella sua città natale, lo spagnolo ha rilasciato, in proposito, queste dichiarazioni: “sto guardando cosa fanno Tsitsipas e Djokovic, ma non sono preoccupato. Se uno dei due mi toglie il numero uno sarà perché se lo merita più di me.” 

Lo spagnolo tornerà in campo per i tornei sulla terra rossa sudamericana, prima a Buenos Aires e poi a Rio, di cui detiene il titolo. 

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Da Nardi a Cobolli: la settimana Challenger non va per niente bene per gli azzurri

Il solo Darderi supera il primo turno mentre tutti gli altri, anche Arnaldi e Arnaboldi, devono fare prematuramente le valigie

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Il resoconto dei tre Challenger attualmente in svolgimento è impietoso: tutti gli azzurri fuori all’esordio con la sola eccezione di Luciano Darderi, un 1-6 un pò imbarazzante.

Cominciamo dal Challenger 125 di Quimper (Bretagna, cemento indoor), quello con la migliore entry list, che vedeva in tabellone i nostri giovani migliori. Molta curiosità suscitava soprattutto il big-match tra il 19enne Luca Nardi e il francese, di un anno più giovane, Luca Van Assche, uno dei talenti emersi in maniera più prepotente nella seconda parte della scorsa stagione (una vittoria Challenger e tre finali). Nel terzo gioco i piedi veloci del francese propiziano subito un break che, purtroppo per il tennista pesarese, sarà sufficiente per portare a casa il primo set. Infatti Van Assche in tutto l’incontro non perderà mai il servizio, pur dovendo annullare nel decimo game una pericolosissima palla break che forse avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Anche nel secondo parziale è il terzo gioco ad essere fatale all’azzurro che alla fine deve arrendersi 6-4 6-3 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Grande delusione per il nostro bel talento che non ha iniziato per niente bene questo 2023 che al momento gli presenta un bilancio di una sola vittoria contro quattro sconfitte. In questo caso bisogna però concedergli l’attenuante di un sorteggio veramente maligno perché il francesino è uno davvero forte e, non appena riuscirà a mettere un po’ di potenza nei colpi, sarà un osso duro per tutti. Noi ci consoleremo pensando che in fin dei conti è mezzo italiano per parte di madre.

Fuori anche Matteo Arnaldi che si è fatto rimontare 3-6 6-2 6-1 da Sebastian Ofner (n.193 ATP) e il risultato è decisamente sorprendente, perché il sanremese, molto più maturo della sua età, non dovrebbe più permettersi passi falsi con un giocatore di media caratura come l’austriaco, che pure è in ottima forma e reduce dalla finale di Tenerife.

 

Flavio Cobolli si ferma anche lui all’esordio (6-3 6-4) contro un Lucas Pouille (n.367 ATP) che, nonostante si trovi chiaramente in parabola discendente, può ancora riservare dei pericolosi colpi di coda. Flavio che aveva iniziato benissimo l’anno all’ATP 250 di Pune si è poi invece trovato in difficoltà a livello Challenger. Vedremo quale sarà il suo punto di equilibrio.

Al Challenger 125 di Ottignies (cemento indoor) Raul Brancaccio si fa battere all’esordio 6-0 7-6(4) dal portoghese Frederico Ferreira Silva (n.202 ATP), mentre Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni, ha finito per perdere nettamente (6-2 6-1) contro l’ungherese Fabian Marozsan (n.174 ATP) in un match che giocava contro pronostico.

Si giocava anche al Challenger 100 di Concepcion (Cile, terra battuta outdoor) dove Luciano Darderi riesce, almeno lui, a superare il turno battendo 6-3 6-2 l’argentino Guido Andreozzi, per poi cedere al cileno Alejandro Tabilo (n.102 ATP) col punteggio di 6-4 7-5. Non ce la fa invece Franco Agamenone che perde 6-1 6-4 dal non irresistibile spagnolo Oriol Roca Batalla (n.273 ATP), confermando di aver smarrito quel tocco magico che negli ultimi due anni gli aveva regalato importanti successi.

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ATP, eletti Dimitrov e Rublev nel nuovo Consiglio dei Giocatori. Si allarga il Board

Grigor e Andrey sostituiscono Roger Federer e Rafa Nadal. Torna Chris Kermode nell’organo direttivo

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Grigor Dimitrov - Vienna Erste Bank Open 2022 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger).

È stato eletto il nuovo Player Advisory Council, l’organo dell’ATP che si fa portavoce delle istanze dei tennisti quando l’associazione dei pro prende decisioni che riguardano il Tour. Nel Council uscente spiccavano i nomi di Roger Federer e Rafael Nadal in rappresentanza dei tennisti top 50. I loro posti sono ora stati presi da Andrey Rublev e Grigor Dimitrov, ma sono tutti nuovi nomi che rappresentano i tennisti nel consiglio, al quale è stato anche rifatto il look e non solo per l’aggiunta di “Advisory” al nome. Scendono infatti da quattro a due i rappresentanti dei top 50 (oltre a Rafa e Roger, c’erano Millman e Auger-Aliassime, ma la posizione di Felix era vacante già dalla scorsa primavera) e, di conseguenza, il numero di componenti dell’organo. Inoltre, i due portavoce dei doppisti top 100 diventano uno per i top 25 e uno per i primi 75 del ranking. Ecco allora i nomi del Player Advisory Council, la cui prima riunione si è tenuta Melbourne lo scorso 12 gennaio:

  • 1-50 Singles: Andrey Rublev & Grigor Dimitrov
  • 51-100 Singles: Pedro Martinez & Bernabe Zapata Miralles
  • 1-25 Doubles: Wesley Koolhof
  • 1-75 Doubles: Harri Heliovaara
  • At-Large: Pedro Cachin & Matt Ebden
  • Coach Representative: Daniel Vallverdu
  • Alumni Representative: Nicolas Pereira

A votare i nuovi rappresentanti sono naturalmente i loro colleghi, con Rublev e Dimitrov eletti dai top 50 e via così per categorie. L’unico nome presente nel consiglio ornai decaduto è quello di Dani Vallverdu, scelto dagli allenatori ATP in loro rappresentanza.

“Mi era stato chiesto diverse volte in passato, ma all’epoca non avevo sentito che il momento e la soluzione fossero giusti per me” ha dichiarato Grigor. “Ora credo di essere in una posizione in cui ho anni alle mie spalle, esperienza in campo e con i giocatori e aspetto con impazienza di mettermi all’opera”.

 

Secondo Wesley Koolhof, numero 1 di fine 2022 in coppia con Skupski, “è importante per i giocatori avere una voce e qualcuno che li ascolti e provi a fare dei cambiamenti dove ne abbiamo bisogno. Personalmente, sento che sarebbe un bene ascoltare i giocatori e combattere per le nostre posizioni, specialmente per i doppisti, ovviamente, e rendere il tennis un posto migliore in generale”.

Una voce, evidentemente non abbastanza ascoltata secondo Novak Djokovic e Vasek Pospisil, che nell’agosto 2020 ebbero l’idea della PTPA, la Professional Tennis Player Association, dimettendosi dal Player Council (Nole era presidente), salvo poi tentare di rientrarvi. La loro candidatura fu respinta dall’ATP, in virtù di una contestata nuova regola volta a impedire a chi si pone in un conflitto potenzialmente distruttivo con la tua organizzazione di farne parte. La PTPA ha iniziato effettivamente a prendere forma nel giugno dell’anno successivo, mentre è recentissima la nomina del suo primo Comitato Esecutivo dei giocatori e la diffusione dei principi guida.

Tornando all’ATP, se il Player Council è preposto ad ascoltare e raccogliere le voci e le istanze dei giocatori, l’organo che decide è il Board, che può essere anche visto come una sorta di luogo di composizione di interessi spesso contrapposti, vale a dire quelli dei tennisti e quelli dei direttori dei tornei. Perché, se tutti beneficiano di un aumento di interesse per il tennis e, come spesso fatto notare da Andrea Gaudenzi, la vera concorrenza viene da fuori, per esempio gli altri sport o Netflix (alla quale l’ATP si è affidata per una docuserie), restano innegabili le divisioni interne.

Fra i tornei, nel senso che il Masters 1000 di Indian Wells ha problematiche diverse dall’ATP 250 di Marrakech (e, infatti, esiste anche un Tournament Advisory Council con rappresentanti per categorie di tornei e zone geografiche) e, allo stesso modo, tra i giocatori – basti pensare a un top 100 e a chi si barcamena tra ITF e Challenger o alla ripartizione dei montepremi. E, naturalmente, la classica contrapposizione tra tornei e giocatori quando si tratta di spartirsi la torta, di oscura quantificazione, dell’incasso totale.

Forse proprio nell’ottica di una maggiore rappresentanza, da quest’anno il Board si allarga da sei a otto componenti (oltre al Presidente, Gaudenzi). Diventano dunque quattro i rappresentanti dei giocatori – Pablo Andujar, Nick Basing, Mark Knowles e Eno Polo – e altrettanti quelli dei tornei: Gavin Forbes, vicepresidente senior alla IMG, Christer Hult, ex direttore e ora CEO dell’ATP di Bastad, Chris Kermode, ex presidente del Board e CEO dell’ATP, e Herwig Straka, direttore del torneo di Vienna ed ex manager di Dominic Thiem.

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