Wimbledon, Jabeur: "Non bisogna mescolare politica e sport". Raducanu: "Il centrale è sempre stato il mio sogno"

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Wimbledon, Jabeur: “Non bisogna mescolare politica e sport”. Raducanu: “Il centrale è sempre stato il mio sogno”

Entrambe con qualche acciacco nelle ultime settimane, entrambe unite da un sogno unico: vincere i Championships

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Ons Jabeur - Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)
 
 

La tunisina magica e la ragazza di casa, dolce fioretto e colpi di baionetta…se le giornate sono buone. In poche parole, Ons Jabeur ed Emma Raducanu, due delle giocatrici più attese di questo Wimbledon 2022, che inizierà domani per entrambe. La britannica, n.10 del tabellone, sarà subito protagonista sul Center Court contro Van Uytvanck, tra i match di Djokovic e Murray. Jabeur, terza favorita(per molti anche la principale) aprirà invece il campo 1 contro Bjorklund. Due storie diverse, la precocità di Emma contro lo scoppio un po’ tardivo di Ons, ma entrambe con lo stesso sogno: vincere Wimbledon. E andiamo a vedere, nelle loro conferenze prima del torneo, cos’hanno detto di interessante le due tenniste, accomunate da qualche acciacco in questi ultimi tornei, partendo dalla recente vincitrice del WTA 500 di Berlino.

D: “Penso ti sia ritirata per un infortunio al ginocchio a Eastbourne, dove particolarmente non hai giocato il singolare. Come ti senti nel complesso?

Jabeur: “Solo per la piccola esperienza avuta al Roland Garros, volevo essere pronta e non esagerare. Ho sempre avuto problemi con il mio ginocchio, quindi voglio essere prudente e pronta per Wimbledon. Ma nel complesso va tutto bene. Spero di essere al cento per cento lunedì“.

 

D: “Cosa ne pensi della squalifica di Wimbledon ai giocatori russi e bielorussi, poi della risposta del tour in merito ai punti in classifica?

Jabeur: “Ho sempre detto che la mia idea è di non mescolare politica e sport insieme perché alla fine della storia gli atleti vengono influenzati. I giocatori non potevano giocare il torneo, e noi non siamo riusciti a ottenere i punti, quindi nessuno ha vinto al fine. Per me è quello che è, la decisione è stata presa. Non sono felice di non ottenere punti perché ho i quarti di finale da difendere, ma sono contenta che almeno non fosse una finale o qualcosa, sii sempre positivo in questo. Wimbledon è un Grande Slam, sarà sorprendente, e sarò pronta al cento per cento per vincerlo“.

D: “Cosa pensi del tuo sorteggio, del tuo primo turno, e quanto lontano guardi al sorteggio di solito?

Jabeur: “Non lontano, non molto lontano(ride). È un buon sorteggio. Primi turno o qualsiasi altro turn in un Grande Slam è sempre complicato, tutti vogliono giocare e vogliono vincere. Sto cercando di usare l’esperienza che ho, in particolare quello che è successo agli Open di Francia per il primo turno e farlo passo dopo passo. Penso di conoscere solo i primi due turni, davvero non ho guardato oltre, non mi piace. Mi preparo a concentrarmi su ogni partita, poi vediamo cosa succede“.

D: “Hai detto che Wimbledon è l’obiettivo, lo è sempre stato? É questo che sognavi?

Jabeur: “Non lo so. Ho una certa sensazione su questo per qualche motivo. Wimbledon ha sempre come un posto speciale nel mio cuore; prima c’era l’Open di Francia perché era sempre vicino alla Tunisia, sono cresciuta giocando molto sulla terra battuta. Ma sull’erba di solito gioco a calcio, non a tennis (sorridendo). Voglio dire, è fantastico. Quello che ho vissuto l’anno scorso, le emozioni sul Centre Court, tutto quello che è successo, che sia diventato un sogno, che un giorno vorrei poter fare“.

Parole dolci ed emozionate della tunisina, che dovrà gestire una pressione non indifferente. Sicuramente uno dei problemi che attanagliano dall’impresa di Flushing Meadows anche Raducanu, consapevole di avere anche il ruolo di beniamina del pubblico.

D: “Hai subito l’infortunio a Nottingham, com’è? Puoi dire perché non hai svolto l’allenamento sul campo 1 per il quale eri programmata ieri?

Raducanu: “Ho dovuto sicuramente gestirlo da Nottingham, mi sono presa due settimane di ferie. Ma mi sono preparata questa settimana, ieri dovevamo solo reagire alla situazione, mi ero già allenata la mattina. Quindi tutti insieme pensavamo che fosse la decisione migliore passare la sessione pomeridiana al meglio, e restare fresca e pronta per partire“.

D: “Sono passati 12 mesi dalla grande svolta qui l’anno scorso. Cosa c’è di diverso finora nelle tue esperienze qui dietro le quinte? Immagino che tu sia in uno spogliatoio diverso, molti altri dettagli del genere. Ci sono aspetti dell’esperienza dell’anno scorso che forse ti mancano?

Raducanu: “Penso che sia fantastico. Quest’anno sento una sensazione così speciale passeggiando per i giardini, sento che le persone dalla mia. Anche da alcune delle persone che lavorano al torneo percepisci questo, stanno facendo il tifo per me. Uno dei vantaggi è che ora non ho bisogno di attraversare la strada Aorangi per esercitarmi sul Court 28 o qualcosa del genere. Mi sento come se l’anno scorso fossi uscita direttamente dagli esami, ero fresca, pronta per giocare. Provo la stessa eccitazione quest’anno, ad essere onesti, perché penso che Wimbledon la porti. Sto solo andando a giocare come una bambina che ama giocare a tennis, e andare sul Centre Court è sempre il mio sogno. È qualcosa che ho da sempre voluto fare e per cui ho iniziato a giocare a tennis“.

D: “Posso sapere i tuoi pensieri sulla tua avversaria di primo turno Alison Van Uytvanck?

Raducanu: “Penso di averci giocato ad agosto l’anno scorso, sono passati nove mesi. Era sicuramente lei più in alto in quel momento, io era appena entrata nel torneo. Sento se ci metto davvero la testa posso essere abbastanza brava (sorridendo), quindi sono in attesa della partita. Ma è una vera avversaria, soprattutto sui campi in erba; penso che questa superficie sia decisamente adatta a lei, che svolge un gioco piuttosto veloce e ad alto ritmo. Ci vorrà un po’ per abituarsi, per essere preparati; sarà sicuramente un incontro difficile, ma ogni partita è a questo livello. Sono pronta per partire“.

D: “Stavo parlando con Tim Henman. Ha detto che ti ha parlato un po’ dell’esperienza di Wimbledon come principale giocatrice britannica. Quanto ti sei preparata per l’attenzione che sarà su di te, come hai intenzione di gestirla? Hai mai colpito o giocato sul Centrale?

Raducanu: “No, non ho mai colpito sul Centrale. Ad essere onesta, prendo qualsiasi sensazione come positiva. Penso che le persone saranno dalla mia e faranno il tifo per me, non c’è niente di negativo in questo, loro vogliono fare bene. Non vedo l’ora di andare là fuori e sperimentarlo e sentirlo“.

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Rientro amaro per Bouchard al WTA 125 di Vancouver

Sconfitta in due set per la canadese Eugenie Bouchard, al rientro dopo oltre un anno. Vince facile Bronzetti, out Cocciaretto

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Eugenie Bouchard - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

C’era molta attesa su cosa potesse offrire Eugenie Bouchard al ritorno in campo dopo oltre un anno. La tennista canadese è ritornata a disputare un torneo nella sua terra natia, grazie alla wild card concessa dagli organizzatori del WTA125 di Vancouver Tuttavia, l’esordio stagionale della ventottenne di Montréal non ha avuto un esito positivo. Infatti, sul campo è arrivata la sconfitta con un doppio 6-2 per mano della olandese Arianne Hartono, numero 166 del ranking WTA , maturata in poco più di 70 minuti di gioco.

L’ex numero 5 del mondo, attualmente senza ranking, aveva disputato il suo ultimo match nel marzo 2021, arrendendosi in due set alla cinese Lin Zhu. Poi è arrivato un intervento alla spalla che ha posto la parola fine alla stagione della canadese, alimentando i dubbi di un suo ritorno al tennis giocato. Dubbi diventati sempre più forti alla luce dell’attività sui social e del ruolo di commentatrice tecnica per TennisTv.

Rientro che in realtà doveva già avvenire lo scorso giugno dato che Bouchard risultava nell’entry list del torneo di Wimbledon grazie al ranking protetto, ma la scelta degli organizzatori di non assegnare punti ha portato la tennista canadese a rinunciare all’evento, posticipando la data di rientro.

 

Ho maturato molta esperienza fuori dal campo. Ho attraversato momenti davvero difficili che hanno messo alla prova la mia pazienza, tutto questo mi ha fatto capire quanto amassi il tennis. Prima d’ora non sono mai dovuta rientrare da un intervento chirurgico, non avevo mai avuto un infortunio così grave, per me è come ricominciare da zero” ha dichiarato la tennista canadese al termine dell’incontro.

Se l’esordio in Canada ha visto Bouchard conquistare solo quattro game, l’opportunità di riscatto è già dietro. Proprio grazie al ranking protetto la tennista canadese sarà tra le tenniste in gara nelle qualificazioni dello US Open che prenderanno il via la prossima settimana. Non vi è solo la Bouchard tra le protagoniste del WTA 125 di Vancouver. Infatti, al via erano presenti due nostre portacolori che stanno rifinendo la preparazione per l’imminente US Open. Subito semaforo rosso per Elisabetta Cocciaretto, sconfitta il tre set dalla britannica Watson. Esordio senza problemi, invece, per Lucia Bronzetti. La numero 66 WTA e testa di serie numero 2 del torneo canadese non ha avuto problemi nel regolare la qualificata britannica Miyazaki.

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ATP

Borna Coric: “Contro Nadal senza pressione, mi godrò il momento. Non è un problema fare quello che ami”

Il croato prepara la prima sfida dopo 5 anni contro un suo idolo, e parla delle proprie condizioni fisiche

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Borna Coric - US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Quando arrivi troppo in alto, poi puoi solo cadere. Borna Coric forse non è arrivato così in alto come avrebbe voluto (e potuto) ma la caduta, anche grave, l’ha presa eccome. Il 14 ottobre 2018 gioca la prima finale 1000 della carriera, qualche settimana dopo si attesta al n.12, il suo best ranking, sembra che finalmente quella grande promessa tanto attesa sia stata mantenuta. Da lì non c’è stato l’atteso salto di qualità, ma solo tanti problemi in serie, con l’infortunio alla spalla che lo ha tenuto fuori dal marzo del 2021 allo scorso marzo. Ora, però, qualche luce la vede: ieri una bella vittoria contro Lorenzo Musetti, e oggi il privilegio di sfidare il suo idolo Rafa Nadal, che batté a Basilea nel primo incontro nel 2014, perdendo l’ultimo precedente nel 2017 in Canada (in mezzo anche uno schiacciante 6-1 6-3 di Borna proprio qui a Cincinnati nel 2016, e una vittoria del maiorchino allo US Open 2015).

Lo stadio era pieno per il nostro quarto di finale“, racconta Coric ai microfoni dell’ATP dopo il successo su Lorenzo Musetti. “Mi ricordo che mi piaceva, ero super felice, mi sentivo come un bambino in un negozio di caramelle. Ero nel momento, stavo vivendo il mio sogno”. Quella vittoria, in quell’ottobre di 8 anni fa, arrivò nel momento in cui il croato stava salendo la scala del tennis, in cui doveva emergere, non ancora maggiorenne. Condizioni ben diverse da oggi, con un infortunio alla spalla in più, e gli anni che passano da reggere: “Non è mai facile tornare dopo un grave infortunio. Sono stato fuori per un anno e non è mai facile tornare e giocare un buon tennis, quindi ogni vittoria che si ottiene è estremamente importante anche per la mia fiducia e per la mia classifica, che non è ancora lì dove voglio che sia“.

La questione della sua spalla, oramai la principale quando si parla di Coric, viene ben approfondita dall’attuale n.152 al mondo, consapevole di quanto possa condizionarlo, e di quanto vada ben trattata e allenata: “Devo essere onesto, ben presto è diventato normale per me perché se voglio fare il mio lavoro, che è giocare a tennis, devo farlo. Non credo sia un enorme sacrificio avere 30 minuti in più di lavoro per arrivare a giocare a tennis. Puoi fare ciò che ami, non è un grosso problema. Se di solito vengo un’ora prima dell’allenamento, ora devo venire un’ora e mezza. Questo è tutto“. “Ma non ci penso più quando gioco ad essere sincero“, prosegue il croato, “perché anche se provo un po’ di dolore, e a volte capita, so che niente si può rompere. Non posso fare più danni, quindi a volte devo solo accettare che avrò un po’ di dolore e per me va bene“.

 

Certamente il suo gioco, soprattutto la sua mentalità e il suo approccio, si sono dovuti adattare ai problemi occorsi negli anni, come dimostrano queste parole. Parole di resilienza e abnegazione, quasi alla Nadal, la cui forza mentale è ciò che più lascia a bocca aperta: “Amavo tutto del suo gioco, in cui non c’è niente di sbagliato. Quindi puoi guardare ogni colpo e provare a farlo, perché è uno dei migliori del Tour. Riguarda più lo spirito combattivo, da cui penso che tutti possiamo imparare, e che può essere il nostro idolo“. Ma, dopotutto, va ricordato che stasera i due si affronteranno in campo, battezzando il ritorno in campo di Nadal più di un mese dopo il quarto a Wimbledon contro Fritz, per quella che in ogni caso sarà una partita speciale per Borna Coric, 9 vittorie in carriera contro top 5, l’ultima contro Thiem (n.4) all’ATP Cup 2020. “Giocherò senza alcune pressione“, conclude l’ex n.12 del mondo, “Ora posso divertirmi ancora di più perché non ho avuto questo tipo di partite e la competizione negli ultimi due anni. Mi diverto ancora di più rispetto a quando avevo 17 o 18 anni, e dato che sono stato a giocare a Challengers e tutto il resto, ora posso divertirmi ancora di più“.

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ATP

Opelka ancora contro l’ATP: “Un sistema corrotto che va a discapito della remunerazione del talento”

Il gigante statunitense si sfoga su Twitter criticando l’operato del Board dell’ATP e del consiglio dei giocatori in merito alle modifiche del calendario

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Reilly Opelka – Indian Wells 2021 (foto via Twitter @FILAtennis)

Assente dai campi da gioco dalla sconfitta contro Nick Kyrgios in quel di Washington, torna a fare sentire la sua voce fuori dal coro Reilly Opelka. Il servebot statunitense è noto per esprimere sempre la sua opinione sui social e nelle interviste su quello che non funziona nei rapporti tra tornei e giocatori, con aspre critiche nei confronti di Gaudenzi, più volte invitato alle dimissioni. Pertanto, non sorprende che in seguito alle ultime novità nel panorama tennistico, Opelka abbia detto sulle modifiche del calendario previste a partire dal 2023 e non solo.

Riepiloghiamo, a partire dal prossimo anno vi saranno diverse novità nel calendario. La più significativa riguarda i tornei più importanti a livello ATP, ossia i Masters 1000. Infatti, dal 2023 non saranno solo Indian Wells e Miami i tornei che si svolgeranno su 2 settimane, bensì anche Roma, Madrid e Shanghai. Dal 2025 la riforma riguarderà anche gli altri due mille nord americani, Canada e Cincinnati.

Questa riforma si innesta in un periodo di “compravendite” per quanto riguarda i diritti di alcuni tornei. Lo scorso febbraio la USTA, proprietaria dei diritti del torneo ATP di Cincinnati, ha messo in vendita la licenza andando a caccia di un acquirente disposto a spendere un importo almeno a nove cifre. Acquirente che secondo le ultime voci dovrebbe essere Ben Navarro, celebre milionario statunitense, proprietario del torneo femminile di Charleston.

 

A fine 2021 ero stato invece il torneo di Madrid a cambiare “organizzazione”, con l’uscita di scena di Ion Tiriac e l’ingresso della società di managemente IMG, già proprietaria dei diritti del torneo di Miami.

Questo giro di denaro ha mandato su tutte le furie Opelka alla luce delle disparità che secondo lui vi sono a livello ATP, tra quanto spetta ai tornei e quanto invece finisce del prize money a disposizione dei giocatori.

Quindi fatemi capire bene, Madrid e Cincinnati vengono vendute per $ 400 milioni / $ 300 milioni. Nello stesso anno il Board dell’ATP decide di concedere ai Masters 1000 una tonnellata di giorni in più, riducendo nel contempo le players commitment protections, portando a sanzioni molto più severe per eventuali Masters 1000 saltati”.

Ma le critiche non si sono limitate solo alle decisioni dell’ATP. Con un sarcasmo per nulla celato Reilly ha giudicato negativamente l’operato dei rappresentati ei giocatori, rei di non aver negoziato accordi negli interessi dei giocatori stessi che loro rappresentano.

“Sembra che il board dei rappresentati dei giocatori abbia fatto una grande lavoro nel negoziare per nostro conto. Hanno ottenuto un incremento del 2% dei prize money e acconsentito alla più grande presa in giro [Opelka la definisce ‘biggest known sucker play’] per la compartecipazione dei ricavi [dei tornei], accettando una percentuale sul profitto netto, invece che lordo”.

Opelka rincara la dose evidenziando come l’accordo permetta ai tornei di poter “manipolare” i numeri secondo il proprio tornaconto:[Questo accordo] permette ai tornei di continuare la pratica di manipolazione dei loro numeri. Basta chiedere a chiunque è coinvolto nel processo le differenze tra i numeri che i tornei presentano ai potenziali venditori rispetto a quelli che utilizzano durante la negoziazione dei prize money”.

La frecciata finale è rivolta alla USTA: “Quanto ha pagato la USTA per la licenza [del torneo di Cincinnati]? Prima che qualcuno polemizzi sul fatto che un atleta professionista parli di denaro, qui si parla di denaro, ma si parla di un sistema corrotto che sistematicamente va a discapito della remunerazione del talento in questa così detta partnership.

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