ATP Bastad: Thiem e le sue sbracciate scaraventano fuori Bautista, per Rublev rientro sofferto

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ATP Bastad: Thiem e le sue sbracciate scaraventano fuori Bautista, per Rublev rientro sofferto

L’ex n. 3 del mondo torna a vincere due match di fila dopo un anno e tre mesi. Il russo ai quarti affronterà Laslo Djere, dopo aver lottato duramente con il finalista del 2021 Federico Coria

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Dominic Thiem - ATP Madrid 2021 (ph. Alberto Nevado)
 
 

Continua la settimana di tennis vichinga in quel di Bastad, con il Nordea Open che nella giornata odierna si è allineato ai quarti di finale. In terra svedese si sono infatti disputati i restanti quattro ottavi di finale del tabellone, quelli della parte bassa.

SOLIDITÀ BATTE ATTITUDINE OFFENSIVA – Ad aprire le danze sul Centrale dell’impianto scandinavo è stato l’incontro, che ha visto il serbo Laslo Djere superare il mancino svizzero Marc-Andrea Huesler per 7-5 6-2 in poco più di un’ora e venti di gioco. Il giocatore balcanico ha fatto prevalere la propria solidità – peculiarità che lo rende un osso veramente duro in queste condizioni di gioco – sulla spiccata predisposizione ad attaccare dell’elvetico, il quale alla lunga si è reso conto dell’inefficienza delle sue armi qust’oggi: in particolare il serve&volley. Il n. 53 della classifica ATP, giustiziere al primo turno di Lorenzo Musetti, si è complicato la vita più del previsto dopo una partenza a dir poco perfetta.

Il tennista di origini ungheresi ha difatti dilapidato un vantaggio inziale di quattro game a due, poi però si è dimostrato abile nel rimanere lucido non lasciandosi prendere dalla frustrazione per il bottino gettato a mare e riuscendo con un colpo di coda a fare suo il primo set nel dodicesimo gioco. Differentemente da quanto accaduto in avvio di partita, nel secondo parziale il giocatore ad uscire meglio dai blocchi è il n. 108 del ranking. Il 26enne di Zurigo brekka per la seconda volta nel match e si arrampica sul 2-1 e servizio, poteva essere la prima tappa della rimonta ed invece si rivela il momento che segna sostanzialmente la fine della sfida. Questo perché, colui che aveva estromesso dal torneo nel turno decisivo delle qualificazioni Fabio Fognini – prima che il ligure venisse ripescato per il ritiro di Rinderknech – da quel terzo gioco non ha più racimolato neanche un game subendo un filotto di cinque giochi consecutivi, mandando così il n. 4 di Serbia all’appuntamento con la testa di serie più alta rimasta in gara, dopo lo scalpo albiceleste ai danni del fantasmino Ruud.

 

Costui, che quindi adesso seguendo pedissequamente la classifica diviene inevitabilmente il favorito per la conquista finale del torneo, è il rientrante Andrey Rublev. Il russo dopo la vacanza forzata da Church Road è tornato a riassaggiare il campo, l’ultimo match disputato risaliva ad un mese fa, quando al primo round del ‘500’ di Halle da finalista in carica si arrese a Nikoloz Basilashviliil georgiano non se la passa proprio bene, tra un’accusa ed una smentita in merito ad un suo possibile coinvolgimento in partite truccate. Ebbene il ritorno alle competizioni del n. 8 al mondo è stato molto complesso, costellato da insidie e problematiche di vario genere, ma vincente. Ci sono volute oltre due ore e mezza di lotta rossa, di quelle vere da terra battuta dove il proprio sudore si mimetizza con il mattone triturato, al finalista della scorsa stagione del Masters 1000 di Cincinnati per superare un coriaceo Federico Coria con lo score di 7-5 4-6 7-6(2). Il 30enne di Rosario, che si confà perfettamente alla descrizione di terraiolo sudamericano tutto grinta e garra, – uruguagia, che affonda le proprie radici nel caudillo per antonomasia: Josè Nasazzi, capitano della Celeste che conquistò il titolo mondiale del 1930 – fratello minore del più celebre Guglielmo, (ex n. 3 delle classifiche, finalista al Roland Garros 2004 e attuale capitano di Davis del team argentino) sui campi svedesi è di casa e si trova particolarmente a suo agio: l’anno scorso raggiunse la finale, la prima della carriera nel circuito maggiore, dovendo lasciare strada spianata al tennista che nell’immaginario collettivo ha preso il posto del mitico David Ferrer.

RIENTRO CON VITTORIA PER ANDREY, MA NON SENZA SUDARE – Le prime fasi del duello non possono che rispecchiare le caratteristiche di un match equilibrato sulla superficie terrosa, con tutti i crismi del caso. Su tutti, i servizi che non dominano come in altre condizioni: si parte con quattro break di fila con i turni di servizio smarriti con la stessa facilità con cui si scarta una caramella, seguiti da una parte centrale del set regolare, per poi chiudere con altri tre strappi negli ultimi quattro giochi della frazione, che hanno confezionato il 7-5 moscovita in 57 minuti. Ad un parziale inaugurale da montagne russe e ribaltamenti di fronte a ripetizione, fa da contro altare un secondo set totalmente opposto, nel quale le battute lasciano le briciole sino al decimo game. Qui il n. 2 del seeding perde le staffe al momento di allungare la frazione – concedendo le prime palle break dell’intero set, Federico al contrario non ne ha concessa neanche una – e rimanda il referto del match.

La conclusione dell’incontro arriverà solamente dopo una battaglia di oltre un’ora, al tie-break. Nel corso del set a rischiare di più è l’allievo di Fernando Vicente, che dopo essere salito 2-1ha consolidato il vantaggio cancellando tre break point complessivi nei suoi due turni di battuta successivi. Al momento di chiudere i giochi, però, Andrey ha tremato ancora e questa volta non ha avuto scampo, dovendo quindi ricorrere al gioco decisivo per centrare la vittoria.

Ma se comunque lo scontro tra Rublev e Coria ha regalato spettacolo e pathos, il match del giorno è stato certamente il settimo confronto diretto tra la tds n. 4 del tabellone Roberto Bautista Agut e il n. 339 del mondo – mi tiro un pizzicotto, ma è tutto vero – Dominic Thiem. I precedenti vedevano lo spagnolo avanti quattro a due, con l’ultimo faccia a faccia andato in scena nei quarti dell’ATP 250 di Doha lo scorso anno. In quel caso la partita andò per lunghe, oltre le due ore e venti, e vide l’austriaco cedere il primo set al tie-break ed il terzo per 6-4. Ebbene lo svolgimento di questa gara 7, si direbbe in Nba anche se osservando gli H2H e ragionando sempre come i cestisti d’oltreoceano la contesa sarebbe già stata chiusa, ha ripercosso le medesime orme ma questa volta invertendo i panni del vincitore. L’ex n. 3 è tornato infatti in versione The Dominator, almeno a tratti, e si è qualificato per quarti di finale dopo quasi tre ore di gioco, con il punteggio di 7-6(5) 3-6 6-4. Thiem non vinceva due match consecutivi dal Masters 1000 di Madrid dello scorso anno, ovvero da un anno e tre mesi. Nella capitale spagnola batté Giron per 6-1 6-3, De Minaur 7-6(7) 6-4, Isner 3-6 6-3 6-4, prima di essere eliminato in semifinale dal futuro vincitore Zverev. Un ritorno ai massimi livelli, quello del finalista all’Australian Open 2020, che adesso dopo essersi sbloccato con il successo sul connazionale Misolic al Challenger di Salisburgo – la settimana scorsa – sta dando continuità attraverso le battaglie svedesi.

THIEM FA VALERE LA SUA PESANTEZZA DI PALLA – Una sfida assolutamente godibile, che ha presentato contenuti tecnici di spessore ed un livello generale medio-alto. Purtroppo l’incontro non è stato pienamente entusiasmante, poiché non vi è stata una fase del match in cui entrambi hanno espresso il loro miglior tennis contemporaneamente; ma si sono alternati nel controllo delle operazioni, quando il livello dell’uno saliva l’altro scendeva di colpi e di gioco. Il 34enne valenziano si è fatto preferire all’inizio, riuscendo ad avere la meglio con il suo ordine geometrico e la sua magistrale pulizia nel cogliere gli angoli giusti per costruire il punto alla perfezione, senza mai rischiare eccessivamente di incorrere nell’errore. Sul 5-2, però, l’inerzia ha lentamente cambiato padrone, con il campione dello Us Open 2020 che dopo aver costantemente subito la propositività dell’avversario, raffigurata dai meravigliosi lungolinea di Roberto e che permettevano al n. 20 ATP di far perdere sistematicamente metri al due volte finalista del Roland Garros mandandolo a raccattare sui teloni, ha finalmente preso in mano gli scambi.

Le sue botte da orbi, all’improvviso riaggiustano il mirino e cominciano a creare solchi mastodontici nella metà campo opposta, la rimonta trova la sua concretizzazione e Dominic fa suo un set che sembrava perso. Fanno paura le accelerazioni devastanti di rovescio del 28enne di Wiener Neustadt, sono di brutale forza: il suo vero marchio di fabbrica, quello che lo ha fatto conoscere al grande tennis. Lui e Wawrinka hanno avuto in dote i migliori rovesci ad una mano, per abilità nell’imprimere potenza alla palla, degli ultimi decenni. Tra una sbracciata monomane “sismica“, con anche il saltello in talune circostanze, ed un’affilata rasoiata profonda, Thiem sembra viaggiare su una navicella del passato che lo ha riportato agli antichi splendori. L’infortunio al gomito però non è ancora un miraggio, e la condizione che è scaturita dalla lunga convalescenza non può non essere colpita da un primo set così duro. Il calo fisico arriva puntuale, Bautista di esperienza e facendo leva su soluzioni alternative pareggia i conti. Anche l’iberico infatti non splende, si può osservare chiaramente come non sia al massimo per via del COVID riscontrato a Londra, perciò si affida alle smorzate per abbreviare i punti e sorprendere l’allievo di Nicolas Massù. Nel set decisivo Dom innesca di nuovo la marcia superiore, la sua pesantezza di palla è incontenibile: lo schema back incrociato e poi bolide vertiginoso di rovescio funziona a meraviglia. E se anche il kickone dei bei tempi torna a mietere vittime, il successo è assicurato. Rientra, grazie a questa vittoria, virtualmente nei primi 300.

Nel primo quarto della metà bassa del tabellone Thiem se la vedrà con Sebastian Baez. La tds n. 8 ha vinto nettamente per 6-2 6-3 contro il finalista di Montecarlo Alejandro Davidovich-Fokina, in 1h21. A fare la differenza, la capacità di trasformazione del 21enne di Buenos Aires sia della prima che della seconda di servizio, rispettivamente il 76% e il 63% contro il 55% e il 57% dell’iberico. Inoltre il n. 34 del ranking ha frantumato entrambe le chance di break offerte.

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ATP Napoli, in corso i lavori per la costruzione dell’Arena da 4.000 posti

Iniziati i lavori per la costruzione dell’impianto principale del torneo, l’Arena da 4000 posti. “Nonostante il maltempo di questi giorni, saremo pronti” ha dichiarato l’organizzazione

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A poco meno di un mese dall’inizio del torneo di Napoli, a cui parteciperanno tra gli altri gli azzurri Musetti, Sonego e Fognini, oltre al numero 9 del mondo Rublev, sono a buon punto i lavori per la costruzione dell’Arena da 4.000 posti sul lungomare della città partenopea: sarà l’attrazione e il cuore pulsante della Tennis Napoli Cup, torneo ATP250 in programma dal 17 al 23 ottobre (qualificazioni il 15 e il 16 ottobre). Dopo la trasformazione della superficie di tre campi del Tennis Club Napoli, da terra rossa a cemento, è partita l’operazione principale, con l’allestimento dell’Arena che rappresenta il vero e proprio fiore all’occhiello di un evento molto importante per tutto il movimento tennistico italiano e per Napoli in particolar modo, città che ha ospitato per anni un torneo Challenger e che ora si prepara al salto di categoria: “Nonostante il maltempo di questi giorni che ci sta facendo inevitabilmente soffrire – ha spiegato l’organizzatore Cosimo Napolitano – saremo pronti. Contiamo per mercoledì 12 o giovedì 13 ottobre di effettuare le tanto attese prove tennistiche”.

Passaggi obbligati, una sorta di tabella di marcia fino al grande giorno: “Si tratta di passaggi uno successivo all’altro, obbligatori per la perfetta realizzazione del campo – illustra nei particolari Cosimo Napolitano –. Si provvederà a disegnare e gettare il bordo del perimetro del campo, che poi verrà riempito con degli inerti che creeranno la base per stendere la platea di legno, con il tappetino, il cemento e la relativa resina”.

L’Arena sarà una struttura ad alta tecnologia, tutto l’impianto perimetrale del campo sarà dotato di tecnologia Led con un backdrop di due metri sul lato corto del campo centrale, come nei grandi tornei dell’ATP Tour. “Durante il challenger del 2021 a Napoli abbiamo fatto intravedere le novità che metteremo in pratica nell’ATP 250 – ha aggiunto Napolitano -, qualcosa di bello che a Napoli non si è mai visto. Ora le stiamo realizzando tutte, con l’aggiunta di effetti grafici particolari e nuovi, tutto ad altissima tecnologia”.

 

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ATP Sofia: Sinner non fa sconti a Borges e punta al tris in Bulgaria

L’altoatesino approda ai quarti nella capitale bulgara sfoderando una grande prova al servizio. “La corsa alle ATP Finals? Per ora non ci penso”

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Jannik Sinner – ATP Sofia 2022 (foto: Ivan Mrankov)

J. Sinner b. N. Borges 6-3 6-4

Lo status di top ten ritrovato e il record immacolato a Sofia attribuivano a Jannik Sinner il ruolo di grande favorito nel suo primo incrocio di sempre con Nuno Borges, 25enne portoghese attualmente al suo best ranking di n.93 ATP. E l’altoatesino ha rispettato facilmente i pronostici. L’azzurro vince in due set al suo esordio in Bulgaria, in un torneo vinto due volte (2020 e 2021) in due partecipazioni, al termine di una partita gestita in maniera chirurgica nei momenti chiave e caratterizzata da una grandiosa resa della prima palla di servizio (ben 10 aces, quasi il 90% di resa della prima palla e nessun break point concesso).

Ai quarti di finale, Jan sfiderà uno tra Verdasco e Vukic: l’obiettivo, visto un tabellone in cui sono rimaste in ballo solo due teste di serie (Musetti, numero 4 del seeding, e Rune, n.5), non può che essere quello di conquistare il tris di titoli (traguardo necessario per mantenere un posto tra i primi dieci) in un torneo che per lui resta speciale, avendo vinto qui il suo primo alloro sul circuito. Sullo sfondo c’è sempre la caccia alle ATP Finals di Torino, una caccia che per Sinner resta complicata ma ancora possibile.  

 

IL MATCH – Jannik parte subito forte e toglie il servizio all’avversario alla prima chance. Borges salva una prima palla break, poi ha due palle dell’1-1, ma è sempre il nativo di San Candido a dettare i ritmi dello scambio e alla seconda opportunità scatta 2-0. Da quel momento Sinner tiene a debita distanza il portoghese, senza concedere palle break. Solo nel settimo gioco c’è un minimo di apprensione, con Nuno che riesce a portare ai vantaggi Jannik. Borges riesce a fare male col dritto, ma è troppo poco solido sul rovescio e giocandogli sul lato sinistro Jannik porta a casa il primo set (6-3), chiuso con un ace al centro (sono 17 su 21 i punti vinti dal nostro con la prima palla fin qui).

Nel secondo set il match si scalda quando Borges va a servire sull’1-1. Qui Sinner si porta a palla break prima con una mirabile combinazione palla corta-lob e poi con un’ottima risposta ad una prima palla centrale del portoghese. Borges si salva scendendo a rete con coraggio e bravura, ma una risposta di rovescio identica alla precedente regala a Jannik la seconda palla break, trasformata picchiando forte col dritto. Jannik conferma di vivere un’ottima giornata al servizio, non dà mai all’avversario la possibilità di fabbricarsi un’occasione di contro break e di tanto in tanto strappa applausi con qualche preziosismo tra palle corte e volée. Quando Sinner va a servire per il match, Borges con un challenge azzeccato inverte una chiamata dei giudici e va 15-30, ma Jannik infila tre prime palle e chiude i discorsi.

LE PAROLE A CALDO – Così Sinner nell’intervista in campo a caldo: “Penso che oggi sia stata una partita difficile, ma ho servito molto bene soprattutto nei momenti importanti. Grazie anche al calore del pubblico. Per me qui è un posto speciale, vediamo cosa succede domani”. A Sinner viene poi chiesto se la corsa alle ATP Finals aggiunge pressione: “Ora non ci sto pensando molto, faccio del mio meglio match dopo match e poi vediamo a fine anno quale è la situazione. Ogni partita è difficile e occorre trovare le soluzioni giuste anche nelle situazioni complicate”. Sul rapporto con Sofia: “Qui ho vinto il mio primo titolo ATP, è un posto speciale per me. E poi il pubblico è molto caldo”.

Quando sono arrivato qui ho fatto un po’ di fatica ad adattarmi alle condizioni – ha detto poi Sinner nella conferenza stampa post match – non mi ricordavo fossero così gli anni passati. Le palle volavano abbastanza [Sofia è a 550 metri sul livello del mare n.d.r.], infatti ho cambiato qualcosina anche sulla tensione delle corde. Ma non è strano tutto sommato, quando si giocano tanti tornei non ci si ricorda sempre tutto. C’ è un po’ di differenza tra il centrale ed i campi di allenamento, però alla fine siamo tutti nelle stesse condizioni e mi sento abbastanza bene su questo campo”.

Dal punto di vista della preparazione fisica, abbiamo visto delle cose che possiamo far meglio, ma ci vuole un po’ di tempo per aggiustare le cose, quando ci sono nuove persone che entrano nel team. Darren [Cahill] è molto professionale perché ha tanta esperienza, e soprattutto ciò che è veramente importante è che ora il team si conosce molto bene e ora c’è tanta armonia. Quest’anno ci sono stati problemi fisici, ma alla fine il tennis è buono e anche i risultati sono stati soddisfacenti, perché in tutti i tornei tranne Miami ho sempre fatto un turno in più di quello che avevo fatto lo scorso anno.

LE ALTRE PARTITE – Prima del match di Sinner, la giornata di Sofia era stata caratterizzata dalla sconfitta a sorpresa della testa di serie numero due, Pablo Carreno Busta. Lo spagnolo numero 14 ATP è stato eliminato in tre set (6-3 3-6 6-2) dallo svizzero Marc-Andrea Huesler (n. 95 ATP), giocatore in ascesa che ha colto la sua prima vittoria contro un Top-20 quest’anno in un’ora e 44 minuti. Già raccontato della sconfitta di Lorenzo Sonego contro Holger Rune, restano da menzionare anche le vittorie del tedesco Jan-Lennard Struff contro un Ugo Humbert sempre più in disarmo (6-3 6-1) e del polacco Kamil Majchrzak su Oscar Otte (4-6 6-2 6-4). Nel torneo di doppio, intanto, vittoria per Bolelli e Fognini sulla coppia bulgara Donski-Lazarov: i due azzurri avanzano in due set (6-4 6-3).

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DELL’ATP 250 DI SOFIA

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ATP Seoul: Ruud vince all’esordio e si qualifica matematicamente per le ATP Finals

Il norvegese batte Jarry a Seoul e diventa il terzo a strappare il ticket per Torino dopo Alcaraz e Nadal. Intanto in Corea del Sud c’è il forfait di Fritz

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Casper Ruud - US Open 2022 (foto Twitter @usopen)

Le NITTO ATP Finals di Torino 2022 hanno il loro terzo qualificato. Dopo Carlos Alcaraz e Rafael Nadal, a staccare il pass per la kermesse di fine anno è il numero due al mondo Casper Ruud, grazie alla vittoria al secondo turno in tre set su Nicolas Jarry. Il norvegese ha perso il secondo set ma ha risolto i suoi problemi nel terzo set. Il n. 2 del ranking parte come un rullo compressore, solido al servizio e con grande determinazione si porta avanti 4-0. La reazione di Jarry arriva nel secondo parziale con 18 vincenti che rendono complicata la gara di Ruud. Il cileno annulla due palle break per poi strappare il servizio al suo avversario e salire 4-1. Diciotto colpi vincenti fanno la differenza e non offrono chances di rimonta al norvegese. Nel terzo set Ruud alza il livello del suo tennis e strappa il servizio nel sesto game. Undici vincenti per lui nel terzo parziale, a tutela del passaggio del turno. Il finalista di Roland Garros e US Open sfiderà nei quarti di finale Nishioka e intanto commenta così la qualificazione per le Finals torinesi, la seconda dopo quella del 2021 quando raggiunse le semifinali: “Sono molto felice di tornare in Italia, l’anno scorso mi sono divertito tantissimo e spero che quest’anno possa essere un’altra bella esperienza”.

La lunga mattinata coreana comincia con la vittoria di Cameron Norrie che in 1he3’ chiude la pratica Kaichi Uchida, n. 163 della classifica, con un doppio 6-2. Prima dello start, era arrivato il ritiro di Taylor Fritz dal torneo, assenza che ha dato via libera a McDonald che, contro il lucky loser Shintaro Mochizuki, n. 417 del ranking, corre qualche rischio nel secondo set prima di chiudere la pratica 6-3, 6-4.

 

Brillante la gara anche dell’altro americano iscritto al torneo, Jenson Brooksby, che batte 6-3, 6-4, il padrone di casa Soonwoo Kwon. Il n. 49 del ranking rischia nel primo turno di servizio annullando 5 palle break per poi volare sul 4-1 in un set chiuso 6-3. Brooksby ottiene subito il break anche nel secondo parziale, ma perde la battuta nel sesto game dopo esser stato avanti 30-0. Rimedia prontamente strappando nuovamente il servizio al coreano, per poi chiudere con il punteggio di 6-4. Affronterà Cameron Norrie.

Avanti anche Aleksandar Kovacevic che, invece, ha chiuso con almeno 39’ abbondanti di ritardo la pratica Chun Hsin Tseng. Vince in tre set con il punteggio di 7-6(5), 6-7(4), 6-2, ma non è riuscito a chiudere in due set la gara, malgrado sia andato a servire per il match forte di un break, l’unico dei primi due parziali, ottenuto nell’undicesimo gioco. Tseng a quel punto ha alzato il livello del suo tennis e, dopo aver strappato il servizio al suo avversario, ha giocato un tie break perfetto, rimontando da 3-1 e scaldando il dritto spesso e volentieri. Kovacevic non si è scomposto, ha sofferto nel primo gioco del terzo set, per poi andarsi a prendere il passaggio del turno con un doppio break ai danni del suo avversario.

Nel derby giapponese tra Yoshihito Nishioka e Taro Daniel, il primo vince 6-2, 6-4 in 1he22’. Percorso netto nel primo parziale per il n. 56 del ranking, gara più equilibrata nel secondo set con Daniel che subisce il break decisivo nel nono game.

Paolo Michele Pinto

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DELL’ATP 250 DI SEOUL

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