ATP Bastad: Musetti sconfitto al primo turno dalla bestia nera Djere

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ATP Bastad: Musetti sconfitto al primo turno dalla bestia nera Djere

Il 20enne di Carrara non riesce ad invertire il trend negativo contro l’esperto serbo, che lo ha sempre sconfitto sulla terra battuta

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Lorenzo Musetti – ATP Bastad 2022 (foto via Twitter @NordeaOpen)
 
 

Lorenzo Musetti non riesce proprio a trovare un modo per arginare Laslo Djere. Con la sconfitta odierna, infatti, l’italiano ha perso in 5 occasioni su 6 incontri contro il serbo, non riuscendo mai ad imporsi sulla terra rossa. Anche allo Swedish Open la musica non cambia: Djere è molto solido, Musetti invece è un po’ discontinuo, perdendo tre volte il servizio nel primo parziale e venendo tradito dal dritto nell’ultimo game del match.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

IL MATCH – Pronti via ed è subito pennellata favolosa di Musetti con il rovescio, che inaugura un parziale di cinque punti a zero per aprire le danze in favore del toscano. Ma Djere, prima che giunga sul precipizio del burrone, fa pervenire sul campo la sua migliore qualità: la solidità. E così in men che non si dica, contro-filotto del serbo, 8 punti consecutivi per lui e strappo a 0. Sul 2-1 e servizio, il n. 53 del mondo certifica saldamente il vantaggio: per ora le variazioni del Muso non sortiscono l’effetto sperato, anche complice una copertura del rettangolo di gioco da parte del serbo praticamente perfetta. Il parziale dei punti vinti consecutivamente da Djere non cessa, assestandosi fino a 12 quindici in fila (3-1). L’ex numero 27 del ranking continua ad essere molto performante in battuta, rivelandosi inattaccabile.

Il tennis di Lorenzo in avvio sembra mancare un po’ d’intensità, nonostante le solite prodezze che a sprazzi regalano perle abbaglianti per gli spettatori. Il 20enne di Carrara non riesce a verticalizzare quanto dovrebbe e così facendo non riesce ad uscire dalla morsa degli scambi da fondocampo. Questa situazione tattica fa sì che Musetti sia sempre il primo a forzare la ricerca di angoli pronunciati, o a districarsi in soluzioni improbe ad alto coefficiente di difficoltà. Il risultato è un doppio break balcanico nel settimo game, ma l’italiano è bravo finalmente a scuotersi e a sfruttare il primo passaggio a vuoto dell’avversario. Il numero 67 del mondo infatti accorcia le distanze sul 3-5, con il serbo che si fa sorprendere al momento di chiudere nonostante la possibilità di servire con le palle nuove. Purtroppo, però, l’azzurro non è continuo: un doppio fallo abbinato a nuovi errori da fondo sigillano il terzo break subito e il 6-3 finale in 32 minuti.

 

Anche in avvio di secondo parziale Musetti commette qualche errore di troppo, continuando a mostrare molto nervosismo. Quando si allunga lo scambio è quasi sempre l’italiano a sbagliare per primo, ma nonostante ciò riesce a difendere comodamente i suoi primi due turni di battuta. Sotto 2-3, il 20enne di Carrara deve fronteggiare un pericoloso 0-30, arrivato anche per via di una folata di vento che ha totalmente spostato la palla a Musetti, impossibilitato a colpirla come avrebbe voluto. Nonostante ciò l’italiano – salito di livello con il passare dei minuti – riesce a conquistare i quattro punti successivi, agganciando il suo avversario. La differenza tra i due, rispetto al primo parziale, si è decisamente assottigliata, ma Djere continua ad interpretare il match in modo incredibilmente solido.

Si procede senza intoppi fino al 5-5, con le percentuali al servizio del numero 67 ATP che sono decisamente salite rispetto al primo set. Anche il serbo, dal canto suo, continua a non battere ciglio e a tenere altrettanto comodamente i suoi turni di battuta, garantendosi il tiebreak. Chiamato una seconda volta a servire per restare nel match, Musetti viene purtroppo tradito dal dritto nel momento decisivo. Sono tre i gratuiti con questo fondamentale: il primo arriva sopra la rete sul 15-0, in una situazione che avrebbe indirizzato il game in suo favore. Il più grave è però l’ultimo, arrivato sulla seconda parità, che consegna a Djere il match point. Il il numero 53 del ranking risponde bene, entra nello scambio e ne prende il comando, chiudendo 6-3 7-5 con una comoda smorzata e confermandosi bestia nera di Musetti, che in sei scontri diretti ha vinto soltanto una volta (0/4 sulla terra battuta). Al secondo turno il serbo attende Holger Rune, testa di serie numero 7, oppure Marc-Andrea Huesler, che questa mattina ha eliminato Fabio Fognini all’ultimo turno delle qualificazioni.

(ha collaborato Cipriano Colonna)

Il tabellone completo dell’ATP250 di Bastad

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ATP Montreal: un opaco Berrettini si arrende subito a Carreno Busta

Matteo Berrettini esce al primo turno del Masters 1000 di Montreal. “Non c’era nessun aspetto del mio gioco a cui potessi attacarmi”. Prima di andare a Cincinnati alcuni giorni di pausa

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Matteo Berrettini - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

P. Carreno Busta b. [11] M. Berrettini 6-3 6-2 (da Montreal, il nostro inviato)

Non sappiamo se Matteo Berrettini sia meteoropatico o meno, certo è che la versione del suo gioco fatta vedere in questo primo turno dell’Omnium Banque Nationale di Montreal assomigliava molto al cielo che negli ultimi due giorni ha ricoperto la città canadese: grigio, cupo, freddino e senza mai un bagliore che possa dare speranza di un miglioramento.

Berrettini è mestamente uscito dal torneo quasi prima di entrarci, forse sorpreso dal repentino cambio di condizioni climatiche, dopo essersi allenato per diversi giorni a Montreal in una calura quasi caraibica. “Forse è stata la partita più brutta che abbia mai giocato” ci ha detto Matteo a caldo subito dopo essere uscito dal Court Rogers e trasportato all’ingresso degli spogliatoi dalle “golf cart” della sicurezza. “Ci sono giornate buone e giornate meno buone e oggi davvero è stata una giornata pessima. Non c’era alcun problema in particolare, solo non ho trovato alcun aspetto del mio gioco a cui potermi attaccare”.

 

Le statistiche del servizio descrivono perfettamente la partita: solo due punti su tre sulla prima, addirittura uno su quattro sulla seconda, per quella che dovrebbe essere l’arma principale di Berrettini. Ben 30 gli errori gratuiti per Matteo, più della metà dei quali con il diritto che però gli ha dato soltanto 8 punti vincenti.

Il match sicuramente non era semplice: Carreno Busta è un avversario particolarmente tosto su questa superficie, e non era stato certo un sorteggio benevolo quello che l’aveva opposto a Berrettini al primo turno. Ci può sicuramente stare la sconfitta, ma il modo in cui è arrivata è abbastanza sorprendente.

E dire che la partita era iniziata in maniera equilibrata: negli scambi da fondo gli errori arrivavano sia da una parte sia dall’altra. D’altro canto non è semplice giocare subito bene in una partita ripetutamente ritardata, giocata sotto le luci artificiali nonostante fosse da poco passato mezzogiorno e con una temperatura di circa 16 gradi. Berrettini ha dovuto salvare due palle break nel primo turno di battuta, ma poi si era stabilizzato sul suo solito rendimento, arrivando un paio di volte a 30 sul servizio dell’avversario, ma non riuscendo mai a lasciare un vero graffio nel match. Il rumore della palla sul suo diritto era molto meno pulito del solito, le traiettorie erano spesso erratiche e la fiducia di forzare una delle sue armi principali faticava ad arrivare.

Sul 3-4 del primo set l’inizio del tracollo: un turno di battuta perduto a zero dava a Carreno Busta il via libera per conquistare il primo parziale; poi all’inizio del secondo Berrettini riusciva a salvare in qualche modo il suo primo game di servizio annullando due palle break con due belle battute, ma il turno seguente veniva ceduto ancora a zero, e da quel momento forse se ne andava anche la voglia di rimanere attaccati a una partita per la quale sentiva di non avere le energie.

È stato un anno molto complicato il mio – ha continuato Berrettini nel nostro colloquio post match – ho dovuto affrontare tante situazioni, e anche se in effetti ho giocato molto poco, ho comunque speso tante energie nervose e oggi mi sentivo davvero stanco. Per fortuna ci saranno altre partite, altri tornei, ora ho bisogno sicuramente di uno-due giorni di riposo e poi decideremo con il mio team se rimanere qui ad allenarmi oppure andare subito a Cincinnati”.

Oltre alla innegabile giornata storta, probabilmente la sconfitta odierna è da imputare anche a un periodo non semplice a livello mentale vissuto da Berrettini a causa del forzato ritiro da Wimbledon, dove era tra i favoriti e al quale era arrivato vincendo due tornei consecutivi. Queste delusioni possono richiedere periodi di tempo più o meno lunghi per essere completamente metabolizzate, e forse Matteo non è ancora pronto per guardare quanto è successo nello specchietto retrovisore.

Ma nel tennis che non si ferma mai un altro torneo è sempre dietro l’angolo: il Western&Southern Open di Cincinnati comincerà tra pochi giorni, e per Berrettini rappresenterà l’occasione di ritornare al suo abituale rendimento in una situazione ambientale (campi veloci e gran caldo) che sembrano essere quelle più adatte alle sue caratteristiche.

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Race to Milano: sono sette gli azzurri nella Top 15

Ecco la situazione aggiornata per la corsa all’evento milanese di novembre

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Francesco Passaro - Challenger Milano 2022 (foto ufficio stampa)

All’appuntamento del 2022 con le Intesa Sanpaolo Next Gen Atp Finals mancano ancora diversi mesi, ma la corsa alle qualificazione è già entrata nel vivo in attesa di scoprire cosa riserveranno i tornei più importanti della US Open Series. Alle Next Gen Finals, come noto, potranno partecipare gli otto giocatori nati dopo il 31 dicembre 2000 che avranno ottenuto più punti ATP nell’arco della stagione. Il torneo si svolgerà dall’8 al 12 novembre.  

Restano immutate le prime posizioni, con Alcaraz che ha un grande vantaggio su Sinner. Ma come noto, l’obiettivo di questi due giocatori è qualificarsi alle ATP Finals di Torino. Dopo di loro il giovane con più punti è Lorenzo Musetti che ha un vantaggio importante sugli avversari. Risale in maniera significativa lo svizzero Stricker nono dopo aver vinto il Finaport Zug Open, battendo in finale Gulbis in tre set. Considerando che la corsa alle Next Gen Finals potrebbe comprendere i giocatori dalla posizione numero 3 a quella n.10, in questo momento sarebbero due gli italiani qualificati, con Passaro che si unirebbe a Musetti. Ma sono tanti gli azzurri che spingono nelle retrovie: in tutto sono 7 i nostri atleti nella Top 15.

PosizioneGiocatoreNazionePunti      Nato nel         Classifica Generale
1AlcarazSpagna428020034
2SinnerItalia1690200112
3MusettiItalia1141200230
4RuneDanimarca 1008200326
5DraperGBR620200159
6LeheckaRep. Ceca592200168
7NakashimaUsa492200161
8TsengTaipei423200183
9StrickerSvizzera3742002126
10PassaroItalia3652001144
11MisolicAustria3162001136
12ZeppieriItalia2852001143
13CobolliItalia2722002134
14NardiItalia2342003168
15MaestrelliItalia 2332002206

Paolo Michele Pinto

 

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ATP Cincinnati, forfait di Zverev. Al suo posto dentro Bonzi

Il tedesco non forza i tempi ma per lui resta l’obiettivo US Open: gli aggiornamenti

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Alexander Zverev - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

E’ tornato in campo Alexander Zverev, ma per ora salta anche Cincinnati. L’obiettivo del tedesco è chiaro, giocare lo US Open. Obiettivo fissato dopo un lungo periodo nel quale ha lavorato sodo per tornare in campo dopo l’infortunio alla caviglia destra rimediato nel match di semifinale contro Nadal al Roland Garros. Si è definito “Un bambino felice che fa finalmente ritorno al suo parco giochi preferito”. Intanto, come detto, a Cincinnati il tedesco non ci sarà. Nessuno vuole forzare i ritmi, il rientro avverrà quando tutto sembrerà essere a posto: “Non ho voglia di affrettare i tempi, cerco di fare quello che il mio corpo mi consente di fare. Per questo non mi sbilancio sulla mia partecipazione agli US Open”, aveva dichiarato in una recente intervista a Eurosport Germania. Al posto di Zverev entrerà in tabellone a Cincinnati il francese Benjamin Bonzi.

Al prossimo forfait, entrerà in tabellone Nick Kyrgios. Il fresco vincitore di Washington vuole arrivare al top agli US Open, mantenendo un alto livello di concentrazione mentale. Per questo riceverà una Wild Card e parteciperà anche al torneo di Cincinnati. Ma se ci fosse ancora un ritiro di un giocatore iscritto, libererebbe l’invito, che diventerebbe disponibile per un altro giocatore.

Paolo Michele Pinto

 

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