Goran Ivanisevic: "Sinner diventerà più forte di Berrettini. US Open? Djokovic farà di tutto per esserci"

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Goran Ivanisevic: “Sinner diventerà più forte di Berrettini. US Open? Djokovic farà di tutto per esserci”

L’ex campione croato, sulle pagine di Repubblica, elogia Jannik e parla di Nole: “Farà di tutto per esserci allo US Open”

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Novak Djokovic e Goran Ivanisevic - Belgrado 2021 (photo @SerbiaOpen)
 
 

In campo era un pirata all’arrembaggio, ora Goran Ivanisevic sarebbe più paragonabile a uno dei Quattro Imperatori del manga giapponese One Piece. Diventato un allenatore di successo, che dal 2019 siede sulla panchina del cannibale del circuito Novak Djokovic, in un’unione serbo-croata che sta dando decisamente dei frutti succosi. Ma, soprattutto, è anche un vero e proprio eroe dalle parti di Umago, dove si gioca l’ATP 250 ieri concluso con la vittoria di Sinner, il cui campo centrale è a lui intitolato. E proprio lì, nella cornice della sua Croazia, Antonello Guerrera lo ha intervistato in un bel servizio per Repubblica.

Si parte, chiaramente, parlando del campione del torneo, nonché n.1 d’Italia: “Sono davvero un grande fan di Sinner, da quando era un ragazzino. É umile, ha un talento immenso e sta crescendo a meraviglia, è il futuro del tennis e potrà vincere qualsiasi Slam. Anche contro Nole a Wimbledon poteva farcela, ha giocato i primi due set in maniera straordinaria; poi ha sbagliato a cedere e indietreggiare nel terzo set. A Nole non puoi lasciarlo respirare, devi finirlo subito“.

Parlando di tennis, di Italia e di Jannik Sinner, non si può non arrivare al solito paragone con Matteo Berrettini (con anche un rapido spunto sulla battuta, l’arma prediletta di Ivanisevic: “Jannik sta migliorando nel servizio, anche se ancora non posiziona le gambe nel modo giusto, Berrettini serve meglio. Io ero diverso, palla bassa e più veloce“): “Da appassionato di tennis preferisco Jannik, perché il suo tennis mi piace di più. Matteo è un grande, ha un ottimo servizio, i suoi slice sono efficaci, è bello da vedere. Ma secondo me Sinner sarà ancora più forte: ha risposta, dritto e rovescio eccezionali da fondo campo. Se va di più a rete e migliora le voleé, è al top. Gli è mancato questo contro Djokovic“.

 

Ma, dopo gli interessanti spunti sul tennis azzurro, è giusto parlare anche un po’ dell’assistito di Goran, cioè Djokovic, e di tutti i problemi che l’essere no-vax potrebbe causargli a breve e lungo termine: “Nole farà di tutto per essere allo US Open, magari con un visto speciale. Ci sono però solo due settimane di tempo. E, personalmente, ho zero speranze sul fatto che Biden cambierà le regole prima che inizi il torneo. Per me non ha senso: se sei vaccinato ma positivo puoi entrare negli Stati Uniti, se non lo sei ma sei negativo, no. C’è troppa politica nello sport“. Ma anche qualche parola su cosa significhi allenare un giocatore come il serbo chiaramente non manca: “Ho capito allenandolo che Nole è un perfezionista incredibile, vuole migliorare ogni giorno anche a 35 anni. Sarei un bugiardo se negassi che è molto stressante per me, ma anche questo è il lavoro dell’allenatore. In allenamento, se manca una palla, può impazzire totalmente, e cambiare umore da un momento all’altro, e a volte è meglio calmarsi e non dirgli niente. E avere la stessa lingua e la stessa cultura slava ci ha aiutato nel nostro rapporto“.

La chiusura, infine, è appannaggio di Goran Ivanisevic, e di cosa è stato e cosa sarebbe potuto essere: “Sono molto fiero di me stesso, della vittoria a Wimbledon e del bronzo a Barcellona ’92. Ma ho perso delle partite importanti perché non avevo il giusto equilibrio mentale: combattevo contro me stesso invece che contro l’avversario. Ma sono orgoglioso di aver giocato contro tante generazioni: da Borg, Connors, McEnroe e Lendl fino a Federer e Nadal. Li ho visti tutti“.

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ATP

ATP Montreal: un opaco Berrettini si arrende subito a Carreno Busta

Matteo Berrettini esce al primo turno del Masters 1000 di Montreal. “Non c’era nessun aspetto del mio gioco a cui potessi attacarmi”. Prima di andare a Cincinnati alcuni giorni di pausa

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Matteo Berrettini - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

P. Carreno Busta b. [11] M. Berrettini 6-3 6-2 (da Montreal, il nostro inviato)

Non sappiamo se Matteo Berrettini sia meteoropatico o meno, certo è che la versione del suo gioco fatta vedere in questo primo turno dell’Omnium Banque Nationale di Montreal assomigliava molto al cielo che negli ultimi due giorni ha ricoperto la città canadese: grigio, cupo, freddino e senza mai un bagliore che possa dare speranza di un miglioramento.

Berrettini è mestamente uscito dal torneo quasi prima di entrarci, forse sorpreso dal repentino cambio di condizioni climatiche, dopo essersi allenato per diversi giorni a Montreal in una calura quasi caraibica. “Forse è stata la partita più brutta che abbia mai giocato” ci ha detto Matteo a caldo subito dopo essere uscito dal Court Rogers e trasportato all’ingresso degli spogliatoi dalle “golf cart” della sicurezza. “Ci sono giornate buone e giornate meno buone e oggi davvero è stata una giornata pessima. Non c’era alcun problema in particolare, solo non ho trovato alcun aspetto del mio gioco a cui potermi attaccare”.

 

Le statistiche del servizio descrivono perfettamente la partita: solo due punti su tre sulla prima, addirittura uno su quattro sulla seconda, per quella che dovrebbe essere l’arma principale di Berrettini. Ben 30 gli errori gratuiti per Matteo, più della metà dei quali con il diritto che però gli ha dato soltanto 8 punti vincenti.

Il match sicuramente non era semplice: Carreno Busta è un avversario particolarmente tosto su questa superficie, e non era stato certo un sorteggio benevolo quello che l’aveva opposto a Berrettini al primo turno. Ci può sicuramente stare la sconfitta, ma il modo in cui è arrivata è abbastanza sorprendente.

E dire che la partita era iniziata in maniera equilibrata: negli scambi da fondo gli errori arrivavano sia da una parte sia dall’altra. D’altro canto non è semplice giocare subito bene in una partita ripetutamente ritardata, giocata sotto le luci artificiali nonostante fosse da poco passato mezzogiorno e con una temperatura di circa 16 gradi. Berrettini ha dovuto salvare due palle break nel primo turno di battuta, ma poi si era stabilizzato sul suo solito rendimento, arrivando un paio di volte a 30 sul servizio dell’avversario, ma non riuscendo mai a lasciare un vero graffio nel match. Il rumore della palla sul suo diritto era molto meno pulito del solito, le traiettorie erano spesso erratiche e la fiducia di forzare una delle sue armi principali faticava ad arrivare.

Sul 3-4 del primo set l’inizio del tracollo: un turno di battuta perduto a zero dava a Carreno Busta il via libera per conquistare il primo parziale; poi all’inizio del secondo Berrettini riusciva a salvare in qualche modo il suo primo game di servizio annullando due palle break con due belle battute, ma il turno seguente veniva ceduto ancora a zero, e da quel momento forse se ne andava anche la voglia di rimanere attaccati a una partita per la quale sentiva di non avere le energie.

È stato un anno molto complicato il mio – ha continuato Berrettini nel nostro colloquio post match – ho dovuto affrontare tante situazioni, e anche se in effetti ho giocato molto poco, ho comunque speso tante energie nervose e oggi mi sentivo davvero stanco. Per fortuna ci saranno altre partite, altri tornei, ora ho bisogno sicuramente di uno-due giorni di riposo e poi decideremo con il mio team se rimanere qui ad allenarmi oppure andare subito a Cincinnati”.

Oltre alla innegabile giornata storta, probabilmente la sconfitta odierna è da imputare anche a un periodo non semplice a livello mentale vissuto da Berrettini a causa del forzato ritiro da Wimbledon, dove era tra i favoriti e al quale era arrivato vincendo due tornei consecutivi. Queste delusioni possono richiedere periodi di tempo più o meno lunghi per essere completamente metabolizzate, e forse Matteo non è ancora pronto per guardare quanto è successo nello specchietto retrovisore.

Ma nel tennis che non si ferma mai un altro torneo è sempre dietro l’angolo: il Western&Southern Open di Cincinnati comincerà tra pochi giorni, e per Berrettini rappresenterà l’occasione di ritornare al suo abituale rendimento in una situazione ambientale (campi veloci e gran caldo) che sembrano essere quelle più adatte alle sue caratteristiche.

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ATP

Race to Milano: sono sette gli azzurri nella Top 15

Ecco la situazione aggiornata per la corsa all’evento milanese di novembre

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Francesco Passaro - Challenger Milano 2022 (foto ufficio stampa)

All’appuntamento del 2022 con le Intesa Sanpaolo Next Gen Atp Finals mancano ancora diversi mesi, ma la corsa alle qualificazione è già entrata nel vivo in attesa di scoprire cosa riserveranno i tornei più importanti della US Open Series. Alle Next Gen Finals, come noto, potranno partecipare gli otto giocatori nati dopo il 31 dicembre 2000 che avranno ottenuto più punti ATP nell’arco della stagione. Il torneo si svolgerà dall’8 al 12 novembre.  

Restano immutate le prime posizioni, con Alcaraz che ha un grande vantaggio su Sinner. Ma come noto, l’obiettivo di questi due giocatori è qualificarsi alle ATP Finals di Torino. Dopo di loro il giovane con più punti è Lorenzo Musetti che ha un vantaggio importante sugli avversari. Risale in maniera significativa lo svizzero Stricker nono dopo aver vinto il Finaport Zug Open, battendo in finale Gulbis in tre set. Considerando che la corsa alle Next Gen Finals potrebbe comprendere i giocatori dalla posizione numero 3 a quella n.10, in questo momento sarebbero due gli italiani qualificati, con Passaro che si unirebbe a Musetti. Ma sono tanti gli azzurri che spingono nelle retrovie: in tutto sono 7 i nostri atleti nella Top 15.

PosizioneGiocatoreNazionePunti      Nato nel         Classifica Generale
1AlcarazSpagna428020034
2SinnerItalia1690200112
3MusettiItalia1141200230
4RuneDanimarca 1008200326
5DraperGBR620200159
6LeheckaRep. Ceca592200168
7NakashimaUsa492200161
8TsengTaipei423200183
9StrickerSvizzera3742002126
10PassaroItalia3652001144
11MisolicAustria3162001136
12ZeppieriItalia2852001143
13CobolliItalia2722002134
14NardiItalia2342003168
15MaestrelliItalia 2332002206

Paolo Michele Pinto

 

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ATP

ATP Cincinnati, forfait di Zverev. Al suo posto dentro Bonzi

Il tedesco non forza i tempi ma per lui resta l’obiettivo US Open: gli aggiornamenti

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Alexander Zverev - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

E’ tornato in campo Alexander Zverev, ma per ora salta anche Cincinnati. L’obiettivo del tedesco è chiaro, giocare lo US Open. Obiettivo fissato dopo un lungo periodo nel quale ha lavorato sodo per tornare in campo dopo l’infortunio alla caviglia destra rimediato nel match di semifinale contro Nadal al Roland Garros. Si è definito “Un bambino felice che fa finalmente ritorno al suo parco giochi preferito”. Intanto, come detto, a Cincinnati il tedesco non ci sarà. Nessuno vuole forzare i ritmi, il rientro avverrà quando tutto sembrerà essere a posto: “Non ho voglia di affrettare i tempi, cerco di fare quello che il mio corpo mi consente di fare. Per questo non mi sbilancio sulla mia partecipazione agli US Open”, aveva dichiarato in una recente intervista a Eurosport Germania. Al posto di Zverev entrerà in tabellone a Cincinnati il francese Benjamin Bonzi.

Al prossimo forfait, entrerà in tabellone Nick Kyrgios. Il fresco vincitore di Washington vuole arrivare al top agli US Open, mantenendo un alto livello di concentrazione mentale. Per questo riceverà una Wild Card e parteciperà anche al torneo di Cincinnati. Ma se ci fosse ancora un ritiro di un giocatore iscritto, libererebbe l’invito, che diventerebbe disponibile per un altro giocatore.

Paolo Michele Pinto

 

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