Cincinnati, bandiere ucraine davanti all’entrata del torneo. Dolgopolov polemizza: “Spero che giocatori russi e organizzatori non chiamino l’FBI”

L'ex tennista ucraino dice la sua sui fatti del Western & Southern Open, dalla bandiera “non regolamentare” al piccolo raduno davanti all'ingresso

Di Giorgio Di Maio
2 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Alexandr Dolgopolov - Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell'Olivo)

🎾 UBICONTEST 2026
Prova a vincere 2 biglietti per le Finals 2026
Gioca con i pronostici e il nuovo FantaTennis durante Madrid, Roma e Amburgo: in palio 2.550€ di premi, tra cui due biglietti per le ATP Finals 2026 con hotel. Iscriviti alla Lega Yokohama sull'app Ubitennis! Leggi il regolamento completo →
Concorso a premi "Ubicontest 2026" · 18 aprile – 23 maggio 2026 · Valore totale montepremi € 2.550

Tiene banco la questione russo-ucraina, uno dei temi principali di questa stagione di tennis. La WTA e l’ATP hanno supportato sin da subito la causa ucraina e c’è stata anche la controversa decisione di bandire i tennisti russi da Wimbledon, culminata nel caso di Rybakina, nata a Mosca ma che ha vinto Wimbledon sotto bandiera kazaka.

La questione è tornata all’ordine del giorno durante Cincinnati, con una spettatrice allontanata durante il derby russo tra Potapova e Kalinskaya per le proteste di una delle due tenniste, infastidita dalla bandiera ucraina e dalla corona di fiori portata dalla spettatrice. Com’è emerso successivamente dalle indagini di Ben Rothenberg la spettatrice di nome Lola è stata scortata alla sua auto, dove ha riposto la bandiera prima di poter rientrare nell’impianto. La motivazione ufficiale è stata che la bandiera ucraina era superiore alle dimensioni consentite dal torneo.

A rincarare la dose ci ha pensato Alexandr Dolgopolov, l’ex tennista attualmente impegnato nella difesa della sua Ucraina. “Lola, che è stata espulsa da @WTA e @CincyTennis perché i russi si sono sentiti insultati, è andata davanti all’ingresso del torneo con i sostenitori dell’Ucraina e le bandiere. Si spera che i giocatori russi o i funzionari del torneo non si sentano insultati di nuovo e non chiamino l’FBI o il Presidente degli Stati Uniti. Le persone sembrano solidali“.

Leave a comment