US Open: Matteo, che fatica! Berrettini supera Murray in quattro set [VIDEO]

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US Open: Matteo, che fatica! Berrettini supera Murray in quattro set [VIDEO]

Grandi difficoltà a tratti per Matteo Berrettini, ma l’azzurro la spunta alla distanza su una versione quasi deluxe dello scozzese

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Matteo Berrettini – US Open 2022 (foto via Twitter @usopen)
 

[13] M. Berrettini b. A. Murray 6-4 6-4 6-7(1) 6-3

L’Open degli Stati Uniti si conferma un torneo fortunato per Matteo Berrettini, che è più forte dei problemi di gioco e del rischio di crollare sotto un quasi ritrovato Andy Murray, fisicamente in forma come non si vedeva da anni. Vittoria che vale ancora di più per come è arrivata, con lo scozzese che inizia la rimonta e ha anche un break di vantaggio nel quarto, ma la lucidità dell’azzurro è superiore. Il livello a tratti è stato altissimo per Matteo, specie al servizio, in altri ha pagato la reattività di Murray e un lato sinistro oggi troppo debole, ma alla lunga la partita è stata ottima, vinta sul piano emotivo più che del gioco, dove comunque ha spesso mantenuto il proprio copione tattico ma ha sofferto il ritmo di Murray, in stato di grazia per lunghi momenti. Questa vittoria può dare molto per il prosieguo del torneo, per consolidare l’alto livello dell’azzurro, nel tabellone per lui delle grandi occasioni

 

Quarto incontro tra i due, 2-1 i precedenti a favore di Berrettini, ma Murray ha vinto l’unico sul cemento a Beijing nel 2019. Per l’italiano è il settimo terzo turno Slam di fila, allo US Open non ha mai perso a questo livello, cerca il quarto turno per il quarto anno consecutivo. Andy, dal canto suo, ha perso l’ultima volta ai sedicesimi di finale a Flushing Meadows contro Wawrinka nel 2010, e non dimentichiamo che questo torneo è il decimo anniversario dalla sua prima vittoria Slam.

IL MATCH – La prima chance di break è a favore di Berrettini nel terzo game, che non la sfrutta però al meglio mettendo in rete uno slice di rovescio con poca reattività. Inizia bene al servizio l’azzurro, con già 3 ace. Lo slice e l’accelerazione di dritto a seguire sono due carte da cui non può prescindere, oltre naturalmente al servizio, che da destra gli sta regalando tante soddisfazioni, e gli ha permesso di cavarsela in un complicato sesto game, dove annulla palla break. E questa è una bella iniezione di fiducia, come si vede nel gioco successivo, teatro del primo break del match, a favore di Matteo, che Murray suggella con il primo doppio fallo, il secondo punto di fila senza prima, nel tentativo di stanare il rovescio di Berrettini, che ha il merito di variare tanto e danzare tra slice, accelerazioni e palle corte, così da non concedere ritmo all’avversario. Chiude il primo set in scioltezza al servizio l’azzurro, con 11 punti di fila alla battuta vinti, e due ace (nove totali) anche nel decimo gioco, giusto per gradire. Copione tattico immacolato di Matteo, con tante palle corte così da togliere ritmo e soprattutto stancare lo scozzese, da parte sua un po’ contratto nei momenti decisivi.

Inizio di secondo set di altissimo livello di Berrettini, che al primo game subito strappa il servizio a Murray, ancora preoccupato dall’iniziativa di Berrettini sulla seconda, che lo porta a forzare e commettere un doppio fallo che vuol dire palla break, finalizzata con uno scambio in progressione ottimo, dove si sente tutta la differenza di peso del dritto. Stavolta lo scozzese riesce subito a recuperare il break, trovando con più costanza il suo piano di gioco, muovendo dunque lateralmente Berrettini e cercandone più spesso il lato del rovescio, chiaramente trovando più errori da parte di Matteo, che comunque perde un po’ di slancio nel game del contro-break, con un paio di gravi, fatali leggerezze. La partita scorre senza scossoni, ora però Andy sta riuscendo a tenere in scacco Berrettini, facendolo muovere lungo tutto il campo e senza dargli chance di accelerare. Eppure, proprio nel momento probabilmente migliore dello scozzese, il romano riesce a mettere la freccia nel secondo parziale, andando a segno con il break, ancora una volta regalato con un doppio fallo, ma dopo un paio di scambi lunghi di altissimo livello vinti da Matteo, fondamentale in cui stava pagando dazio finora. Il secondo set ancora è appannaggio del n.13 del seeding, sempre con un game immacolato al servizio nel finale, in cui Murray ancora perde un po’ il ritmo e regala qualche punto a Matteo, molto in fiducia dopo aver trovato il break di vantaggio.

Più volte occasioni sprecate in avvio di terzo set da parte di Berrettini, che si fa annullare quattro palle break dallo scozzese, non riuscendo ad incidere come avrebbe dovuto in risposta. Dopo le troppe palle break gettate al vento è Murray che sta facendo la partita, con un ritmo medio-basso che non permette a Matteo le solite folate né di variare come vorrebbe. Il piano tattico dello scozzese per ora è il migliore, e serve qualcosa di più del servizio all’azzurro per chiuderla in tre. Fino al 5-5 la navigazione è liscia come l’olio, nessuno dei due riesce a tracciare il solco in questo set, né appare particolarmente più in fiducia dell’altro. Nell’undicesimo gioco ancora arrivano tre palle break per Berrettini, che stavolta ha ancora più colpe di quelle precedenti, specie sulla seconda, con il campo spalancato sbaglia di metri un comodissimo dritto.

Troppo falloso nel terzo set l’azzurro, che nonostante cominci bene il tie-break con un immediato mini-break, lo sciupa malamente permettendo a Murray di vincere i due punti successivi al servizio. Prestazione decisamente migliore dello scozzese ora, che gioca al suo ritmo e muove l’altro quando vuole. Alla fine Murray va a vincere 7 punti a 1 un tie-break dominato dall’inizio alla fine, in cui lui gioca benissimo ma sfrutta una pessima serie di punti di Berrettini ,che trova poche prime e troppi errori, meritando il quarto set.

Inizio di quarto da incubo per Matteo, per perde il servizio in apertura proseguendo in una serie di grossolani errori. Il problema di fondo è la mancanza di fiducia in questo momento per l’azzurro ,l’arma in più di Murray invece. Insperatamente c’è un immediato contro-break di Berretini, che ritrova sicurezza al servizio e anche offensività e colpi da fondo. Nonostante ormai non gli entri uno slice neanche per sbaglio, l’azzurro riesce a restare a galla e a mettere pressione a Murray, e non molla la presa, annulla palla break nel settimo game, sempre chiamando a raccolta il servizio, rimanendo così nel match per andare poi a prendersi lui di forza il break, ritrovando finalmente la pesantezza con il dritto e addirittura un delizioso passante di rovescio per trovarsi la chance. E alla fine, soffrendo più del previsto per come si era messo il match, Berrettini va a chiudere al servizio, senza tremare, come nei primi due set, mostrando una forza mentale non indifferente, contro un avversario che ha saputo andare ben oltre i propri limiti fisici, ma alla lunga non ha retto. Dunque per il quarto anno di fila Matteo Berrettini giocherà gli ottavi dello US Open, contro Alejandro Davidovich Fokina. Una sola sconfitta a questo punto del torneo, da Rublev nel 2020

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ATP

Lorenzo Sonego: “Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire”

“Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, come in Coppa Davis. “. In una lunga intervista al quotidiano La Repubblica di Torino, Lorenzo Sonego racconta le sue abitudini e gli obiettivi per l’anno prossimo

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Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Che Lorenzo Sonego sia un ragazzo umile e alla mano l’hanno capito tutti gli appassionati di tennis. Un’ulteriore conferma la si ha leggendo l’intervista rilasciata a Fabrizio Turco, collega che scrive per La Repubblica di Torino. In questa off-season, Lorenzo è nella sua Torino e si allena allo Sporting “perché qui mi sento a casa”.

Per lui che vive a poche centinaia di metri dal circolo, la sveglia è alle 7:30 ogni mattina e poi 4 ore di allenamento in campo e preparazione atletica al mattino e altrettante al pomeriggio, sempre sotto la guida attenta del suo inseparabile coach Gipo Arbino (intervistato in esclusiva pochi giorni fa) che l’ha scoperto e condotto nel mondo dello sport di racchetta quando ancora alternava il tennis al calcio nel Toro.

Classe 1995, Lorenzo non è ancora arrivato al suo meglio “Ho iniziato tardi e non sono mai stato un predestinato”. La passione per il tennis ha affiancato per tanti anni l’amore per il calcio, mai sopito che ancora agita il cuore del giovane torinese Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, proprio come in Coppa Davis. Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire, anche sul campo da tennis”.

 

Già, la Coppa Davis. In due giornate straordinarie, Lorenzo è stato l’eroe della spedizione azzurra. Prima la vittoria contro Frances Tiafoe, n. 19 del ranking, poi contro il mancino Denis Shapovalov, n. 18 “Però la partita della vita resta il 6-2 6-1 contro Djokovic, un paio d’anni da a Vienna. L’obiettivo per il 2023 è ritoccare il best ranking, mentre ora resta al n. 45. “Un pensierino alle Finals lo faccio e nel frattempo alzo l’asticella: l’obiettivo per il 2023 è migliorare la mia miglior posizione raggiunta in carriera, la n.21. La Coppa Davis purtroppo non assegna punti in classifica, ma vuoi mettere la soddisfazione?”. E chissà che quel sogno Finals di fine anno non possa concretizzarsi anche in doppio con il suo amico Andrea VavasSori. QUI INTERVISTATI IN ESCLUSIVA

Tra i suoi colleghi, il più simpatico è Berrettini, e non solo perché mi ha presentato Alice” cui Lorenzo riserva parole al miele sebbene non si parli ancora di matrimonio; Nadal “fuori dal campo è molto disponibile pur restando uno che daÀpoca confidenza” mentre Djokovic “è molto aperto”.

Gli Internazionali a Roma e Wimbledon sono per Lorenzo i tornei più belli ed emozionanti per l’atmosfera sugli spalti del primo e l’eleganza e la storia che si respira nel secondo ma i grandi spazi infiniti dei tornei americani come Miami e Indian Weels esercitano sempre un grande fascino. La stagione 2023 di Lorenzo Sonego inizierà il 2 gennaio al torneo di Adelaide e subito dopo il primo Slam dell’anno, gli Australian Open.

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Diriyah Tennis Cup, Nick Kyrgios: “Quando mi ritirerò voglio sapere di aver lasciato qualcosa”

L’australiano, appena giunto a Ryhad, si è fatto sentire carico in vista della nuova stagione

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Nick Kyrgios - US Open 2022 (foto Twitter @atptour)

La stagione 2022, dopo anni di chiaroscuri, è stata finalmente all’altezza delle aspettative per Nick Kyrgios. Il risultato più prestigioso della stagione è stato raggiunto a Wimbledon, in cui l’australiano è arrivato fino all’atto conclusivo, per essere poi sconfitto da Novak Djokovic. Non bisogna dimenticare neanche il titolo 500 a Washington e i quarti allo US Open dopo aver sconfitto Daniil Medvedev, numero uno e detentore del titolo, nel match precedente alla sconfitta con Kachanov.  

Nick ha terminato la stagione in anticipo, e ora ha raccolto l’invito per partecipare alla ricca esibizione araba “Dyryah Tennis Cup”, giunta alla sua seconda edizione.  

Intervistato dai microfoni arabi, riguardo all’evento Kyrgios ha dichiarato: “Sono sempre eccitato all’idea di disputare questo tipo di eventi, perché è molto importante che i fan possano essere coinvolti. Amo viaggiare in luoghi in cui non si conosce molto del tennis, e cercare di attirare dell’attenzione su questo sport, credo sia importante. Quando mi ritirerò voglio sapere di aver lasciato qualcosa e far appassionare molti nuovi tifosi allo sport. Credo sia un bonus per me poter giocare questi match e utilizzerò la pressione della partita per partire davanti agli altri all’inizio della stagione.” 

 

L’australiano è poi tornato sulla scorsa stagione: “Negli scorsi anni mi sembrava di aver smarrito la mia identità sul campo da tennis, così ho dimostrato di essere ancora uno dei migliori al mondo. 

Prima della finale a Wimbledon non riuscivo a dormire, era ciò per cui avevo lavorato tutta la vita. Sono stato a due set dall’immortalità tennistica, è un’esperienza che non dimenticherò mai. Mi ha fatto diventare molto più affamato di successi, ho imparato molto.” 

La Diriyah Tennis Cup prenderà il via l’otto dicembre e si concluderà il 10. Potrà contare su di un parterre prestigioso composto da dodici giocatori, fra cui Stan Wawrinka, Dominic Thiem e il rientrante Alexander Zverev. 

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ATP

ATP e WTA, calendario di gennaio: manca poco al via della stagione 2023 in Australia

A breve si ricomincia In Australia. Dopo la United Cup, ATP e WTA di nuovo in campo ad Adelaide. Ecco il calendario ufficiale del primo mese dell’anno

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La stagione 2022 si è conclusa da poco con le finali di Coppa Davis e della Billie Jean King Cup – e le storiche vittorie rispettivamente del Canada e della Svizzera – tuttavia manca pochissimo all’avvio del circuito 2023 che, come da tradizione, ripartirà dall’emisfero australe.

Oltre alla United Cup, competizione mista a 18 squadre che si svolgerà tra Brisbane, Perth e Sydney dal 29 dicembre all’8 gennaio, i ragazzi possono ricominciare a scaldare i motori il 2 gennaio con l’Adelaide International 1, evento della categoria 250. Per il primo appuntamento del 2023 hanno confermato la loro presenza Novak Djokovic – fresco campione delle Nitto ATP Finals – e Jannik Sinner che ha scelto proprio Adelaide per ricominciare a competere dopo lo stop per infortunio.

Si gareggerà contemporaneamente anche a Pune (in India, l’unico evento ATP a gennaio che non si trova nell’emisfero australe), con un torneo della stessa categoria. Dal 9 gennaio i ragazzi saranno impegnati ancora ad Adelaide con l’Adelaide International 2 e con l’opzione dell’ASB Classic di Auckland, in Nuova Zelanda.

Anche per le ragazze, oltre alla United Cup, la stagione riparte il 1 gennaio da Adelaide (Adelaide International 1), anche se per loro il torneo apparterrà alla categoria 500. Allo stesso tempo si svolgerà anche il torneo femminile 250 ASB Classic di Auckland (una settimana prima rispetto a quello maschile), a cui parteciperanno anche le sorelle Fruhvirtova (Linda grazie al ranking e Brenda con una wild card). Dal 9 gennaio, si continua con l’Adelaide International 2 (ancora un 500 per le donne). Il circuito WTA sarà impegnato contemporaneamente anche all’evento ‘250’ di Hobart.

E poi, dal 16 gennaio, tutti presenti a Melbourne per il primo slam dell’anno, l‘Australian Open, che si concluderà il 29 gennaio con la finale maschile. La finale femminile si disputerà invece il sabato 28.

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