Gli outfit dello US Open 2022

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Gli outfit dello US Open 2022

Slam newyorkese a tinte scure per i grandi campioni, poche scelte estrose per gli altri giocatori

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Serena Williams, sfilata Vogue 2022 (Instagram @serenawilliams)
 

Ultima fermata New York. La grande mela, la città che non dorme mai. Quella con le luci accese anche di notte. Quella del melting pot e di Wall Street. Ma anche quella delle nuove tendenze in fatto di moda. Lo sanno anche le grandi marche di abbigliamento da tennis che hanno fatto spesso indossare ai loro atleti i completi più stravaganti e controversi proprio durante gli US Open. Come dimenticarsi ad esempio degli short di jeans di Agassi o degli stivali da pantera di Serena. E anche quest’anno i brand non si sono smentiti, a colpi di scelte cromatiche vistose e tagli particolari.

Serena Williams – Nike

Serena Williams – US Open 2022 (foto: twitter @usopen)

Questo US Open era per Serena la “last dance”, l’ultimo torneo prima del ritiro, davanti al proprio pubblico, quello dell’Arthur Ashe Stadium. E forse non è un caso che per l’occasione, la più giovane e più vincente delle sorelle Williams ha indossato un abito ispirato alla disciplina sportiva che più si avvicina la danza, ovvero il pattinaggio artistico: gonna a tutu, parte superiore stretta e maniche coperte. Il colore è il nero, quello più volte indossato dalla campionessa statunitense durante le sue vittorie serali a Flushing Meadows. Ad arricchire (nel vero senso della parola) questo look ci sono le paillette nel vestito, 400 (!!!) diamanti nelle scarpe e qualcuno anche nei capelli, lacci delle scarpe placcati in oro. Con questo outfit Serena non ha voluto però solo mettere in mostra la quantità di zeri nel suo conto in banca ma anche celebrare la sua straordinaria carriera ed esperienza di vita. I sei veli nella gonna sono un riferimento ai 6 US Open vinti, i diamanti nelle scarpe servono a formare le parole “Queen” e “Mama”. Insomma, più che davanti ad un semplice completo di tennis siamo di fronte ad uno statement a tutto tondo, che ribadisce come Serena sia un icona che trascende il mondo del tennis e, forse, persino quello dello sport in generale. (Valerio Vignoli)

 

Rafa Nadal – Nike

Rafael Nadal – US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Luci e ombre su Rafa quest’anno a New York e non solamente perché è uscito per mano di Tiafoe agli ottavi di finale, ma anche per gli outfit indossati. Promosso infatti a pieni voti il completo diurno con pantaloncino rosso magenta e maglia bianca, scarpe intonate al pantaloncino. Una scelta estiva, elegante che si sposa perfettamente con l’esplosività di Nadal. Bocciato invece l’outfit serale. Se infatti possiamo apprezzare la scelta del rosa per fascia e polsini, il color “vino” di maglietta e pantaloni è spento, triste, inadatto a un campo da tennis. Un colore simile, seppur in tonalità più chiara, era già stato portato a Flushing Meadows da Roger Federer nel 2018, quando proprio durante una sessione serale venne sconfitto inaspettatamente da John Millman. Apprezziamo, però, sempre ad ogni Slam il tocco di classe sulle scarpe dove Nike, oltre a scrivere il nome di Rafa, incide gli anni delle sue vittorie a New York: 10, 13, 17 e 19. Come dire, per non dimenticare… (Chiara Gheza)

Collezione Nike

Carlos Alcaraz – US Open 2022 (foto Twitter @atptour)
Aryna Sabalenka – US Open 2022 (foto via Twitter @WTA)

Una collezione grintosa ma poco entusiasmante al tempo stesso. Appropriato il rosso acceso della t-shirt di ‘Carlitos’ Alcaraz che, del resto, simboleggia il “fuego” in campo dello spagnolo, nuovo campione di New York, nonché n. 1 del mondo più giovane della storia. Tuttavia, le fasce laterali color vinaccia non si sposano al meglio con il rosso, così come le maniche bianche rendono il tutto un po’ banale.

Forse sarebbe da rivedere la scelta degli abbinamenti cromatici, anche per quanto riguarda l’outfit indossato da Aryna Sabalenka, semifinalista allo US Open. La fascia rossa laterale del top altera decisamente l’estetica della canotta – bianca e classica – e del gonnellino – di un bel color rosa ciclamino e dalle pieghe leggere. (Laura Guidobaldi)

Iga Swiatek – Asics

Iga Swiatek – US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Iga Swiatek vince gli US Open a soli 21 anni, compiuti lo scorso 31 Maggio, e diventa il nuovo volto del tennis femminile dopo una stagione trionfale. Asics nella sua collezione autunnale scegli per lei un leggero color Tiffany, niente di più in linea con New York ammettiamolo, che si sposa perfettamente con il tessuto impalpabile del gonnellino. La canotta fin troppo classica sul davanti, recupera con un gioco di tessuto sulla schiena. L’outfit di Iga insomma ci piace molto e si adatta perfettamente a lei: sobrio, ma incisivo. Forse le scarpe azzurro chiaro non si sposano granché ma è solo un dettaglio. Infine il cappellino è ormai parte integrante di Iga, tanto che senza diventa quasi difficile riconoscerla. Asics dovrebbe quindi pensare a questo e sbizzarirsi nel disegnarne di speciali per la sua campionessa. (Chiara Gheza)

Casper Ruud – Yonex

Casper Ruud – US Open 2022 (foto Twitter @daviscup)

Casper Ruud, neofinalista dello US Open, dall’atteggiamento sempre classy, avrebbe forse meritato un completo più raffinato. Certo, la maglietta evoca l’energia del suo tennis ma il color vinaccia dominante, che sfuma verso il beige e il rosa nelle strisce oblique, non è tra i più adatti per l’atmosfera frizzante di Flushing Meadows. Il bianco, comunque, viene ad “addolcire” questo outfit geometrico e chiassoso al tempo stesso, conferendogli quel tocco di eleganza che tanto dona al 23enne norvegese. (Laura Guidobaldi)

Matteo Berrettini – Hugo Boss

Matteo Berrettini – US Open 2022 (foto Twitter @atptour)

Hugo Boss e Berrettini: che dire? Sono ormai una garanzia su ogni campo da tennis. Anche a New York Matteo è perfetto in bianco e nero con un dettaglio beige. Elegante, classico, esclusivo. Su di lui anche il cappellino portato con la visiera all’indietro, che potrebbe fare Jovanotti anni 80, è invece perfetto. Hugo Boss ha compreso le potenzialità di Berrettini e le sta usando magistralmente. Il suo outfit di questo US Open entra di diritto negli outfit più raffinati che si possano indossare per praticare un qualsiasi sport. Complimenti. (Chiara Gheza)

Daniil Medvedev – Lacoste

Lacoste è sinonimo di polo. Per non dire che la polo è sinonimo di Lacoste. E allora c’è di che stupirsi a vedere Daniil Medvedev, tennista di punta del marchio francese, indossare una t-shirt in campo. E che t-shirt, verrebbe da dire. Probabilmente quello visto a New York è il miglior outfit indossato dal russo in questa per lui non semplice stagioni 2022. La maglietta è blu avio con diversi panelli e un motivo geometrico tono su tono, che dà un tocco di originalità e modernità. Impeccabile l’accostamento con pantaloncino navy. Per la sessione notturna il moscovita ha sfoggiato lo stesso completo a colori invertiti, con maglietta navy e pantaloncino avio. Ma il risultato non era altrettanto buono (Valerio Vignoli).

Collezione adidas

Jessica Pegula – US Open 2022 (foto via Twitter @usopen)

Per questo US Open, Adidas ha creato una collezione con l’emergente fashion designer sudafricano Thebe Magugu. I completi rimandano all’africa per via dei loro colori sgargianti (fucsia, bianco panna e arancione) e per il profilo di una donna di colore, con una folta chioma di capelli e il rossetto. L’intenzione, più che lodevole, è quella di mandare un messaggio di inclusività e di amore, in un periodo in cui se ne sente molto il bisogno. Gli outfit però nel loro complesso non convincono del tutto tra tagli piuttosto basilari e accostamenti di colori azzardati. In definitiva, meglio nella teoria che nella pratica questa collezione del brand delle tre strisce per l’ultimo slam dell’anno.

Venus Williams – Eleven by Venus Williams

Venus Williams non si smentisce nemmeno quest’anno e a New York regala una lezione di classe ed eleganza con un outfit verde, complicato da indossare per chiunque tranne che per Venere, come la ribattezzò Gianni Clerici. Top cortissimo e gonnellino hanno un sapore quasi vintage per via delle righe bianche che attraversano il total green. Il colpo di classe però è nello scaldacuore candido, con le maniche lunghe, con il quale Venus inizia il match di doppio. Ancora una volta inarrivabile. (Chiara Gheza)

Coco Gauff – New Balance

Cori Gauff - Us Open 2022 (Twitter @usopen)
Cori Gauff – Us Open 2022 (Twitter @usopen)

Coco Gauff e i suoi outfit, un binomio vincente. La New Balance, infatti, con i suoi outfit esprime sempre al meglio il carisma e la bella personalità della 18enne americana. Inoltre, non manca mai l’eleganza unita all’originalità. Per questo US Open, il tocco d’eleganza è dato dal gonnellino a scacchi neri, leggero ed etereo nel tessuto, ma grintoso nella tinta e nella fantasia. Peccato, però, che, in questa occasione, la maglietta non sia all’altezza delle aspettative. Tanti elementi eterogenei messi insieme creano un mélange un po’ troppo chiassoso: le maniche bianche bucherellate, le fasce laterali rosse, disegni obliqui color lilla, verde chiaro e azzurrino che ricordano petali di fiori sullo sfondo a scacchi neri, i polsini gialli e la fascia per i capelli a scacchi neri e bianchi… Insomma, sono decisamente too much. Peccato. (Laura Guidobaldi)

Ajla Tomljanovic – Original Penguin

Per la prima volta in carriera, la dolce e graziosa Ajla ha raggiunto i quarti di finale allo US Open. E ha brillato non solo grazie al suo tennis ma anche per l’eleganza che ha sfoggiato in campo. Tomljanovic ha sempre e comunque un portamento aggraziato e il brand americano Original Penguin, con i dettagli dello stile per golfisti, realizza sempre completi di gran classe. E a lei stanno a pennello, proprio come il vestitino indossato a Flashing Meadows, raffinato e sbarazzino al tempo stesso, grazie all’eleganza del blu elettrico, vivacizzata quanto basta dalla fantasia bianca e rosa del corpetto e della gonna. Leggero, etereo e fresco, proprio come Ajla. (Laura Guidobaldi)

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Emma Raducanu nominata Cavaliere dell’Ordine dell’Impero britannico

Nella giornata odierna, Emma Raducanu ha ricevuto la nomina a Member of the British Empire da re Carlo III

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La star del tennis britannico Emma Raducanu è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine dell’Impero britannico (MBE, Member of the British empire) da re Carlo III in persona, in una cerimonia tenutasi al castello di Windsor, per i grandi traguardi raggiunti nel tennis.

La 20enne, in un comunicato ha detto “È fantastico ricevere questo onore oggi da sua Maestà il Re – ne sono estremamente grata”. Raducanu ha vinto gli US Open nel settembre 2021 a soli 18 anni; è stata la prima britannica a vincere una prova del Grande Slam dopo il successo di Virginia Wade nel 1977 e la prima giocatrice in assoluto a farlo partendo dalle qualificazioni.

Un altro riconoscimento per la stellina del tennis britannico. Sono numerosi i contratti di sponsorizzazione ottenuti durante questo 2022 e l’attenzione mediatica che continua a ricevere non accenna a fermarmi. Sul fronte sportivo invece quest’anno è stato avaro in termini di risultati sul campo e i continui cambi coach sono sintomatici di una lucidità che continua a mancare dopo il grande exploit americano.

 

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ATP

Holger Rune sogna in grande per il 2023: “Penso sia arrivato il momento di vincere un Grande Slam”

La svolta per il danese è arrivata cambiando piano nutrizionale: “Non assumevo nemmeno la metà del sale e dello zucchero di cui avevo bisogno”

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Holger Rune - ATP Parigi-Bercy 2022 (foto: twitter @atptour)

Holger Rune è senza dubbio uno dei nomi nuovi del 2022, anno in cui ha centrato il primo titolo 1000 (Parigi-Bercy) e la prima top 10 della carriera. Ora il danese classe 2003 si candida per un 2023 da grande protagonista.

Il danese si è concesso al sito “Relevant tennis” in un’intervista a tutto campo dove ha parlato della sua vita e dei suoi obbiettivi prossimi. Su di sé ha detto: “Ho 19 anni, sono una persona molto calma e gioiosa. Sul campo da tennis mi piace lavorare sodo, amo le sfide e amo migliorarmi. Sono super ambizioso e voglio vincere”. Rune si sofferma dunque su quanto sia importante nutrirsi in maniera adeguata e di quanto lo facesse male prima:Senza energia il motore si spegne. Ho un piano nutrizionale ora, quindi so si assumere quello di cui ho bisogno. Abbiamo capito che non assumevo nemmeno la metà del sale e dello zucchero di cui avevo bisogno, per questo avevo cali di zuccheri e crampi”. Il suo allenatore dice sempre: “una Ferrari senza carburante è inutile“. Holger sembra aver imparato la lezione dato che adesso ha molta più consapevolezza di quello che mangia: “anche se adoro la pizza e il gelato”.

Il colpo che fatto le fortune del danese quest’anno è il servizio, riconosciuto già ora come uno dei migliori del circuito: “Sto ancora crescendo – dice – il mio servizio diventerà ancora più letale. Sto lavorando sull’essere ancora più preciso. Quando mi alleno con Novak sono sempre impressionato dalla sua precisione, specie al servizio. Sto lavorando su questo, su spin e altri effetti. L’anno scorso non ho fatto particolare attenzione a questo fondamentale. Mi piaceva di più scambiare la palla. Sto studiando molto ora. Quando ti applichi con energia in qualcosa, migliori sempre“. Rune si sofferma poi sulle sue fonti di ispirazione da bambino: “Ho avuto molti idoli quando ero piccolo. Ora che sono un giocatore professionista, mi concentro sul diventare la versione migliore di me stesso. Anche giocando a tennis, ci sono ancora atleti che mi ispirano: Djokovic è uno di questi. Il serbo è un tennista fantastico e cerco di imparare molto da lui: il servizio, la precisione dei colpi e la tenuta fisica”.

 

Alla memoria riaffiora subito la finale poi vinta a Parigi contro Nole: “Vincere a Parigi contro di lui è stato incredibile. È stata una finale da sogno contro un avversario che rispetto molto per tutto quello che ha ottenuto nel mondo del tennis. Novak è sempre stato molto generoso. Come ho detto prima, è una grande ispirazione per me. I Big 3 sono molto speciali. Sono stato molto felice di vedere Novak vincere le ATP Finals a Torino e uguagliare Roger Federer in un’altra statistica” . In chiusura Rune ha parlato degli obiettivi che cercherà di raggiungere il prossimo anno: “A dicembre, io e il mio allenatore fissiamo gli obiettivi per la stagione successiva. Per noi la classifica non è solo un numero. Analizziamo ogni torneo che intendo giocare. Nel 2022 mi sono posto l’obiettivo di raggiungere la top 25, e l’ho superato di gran lunga. Non vedo l’ora di parlare con il mio allenatore e fissare gli obiettivi per il 2023. So già cosa voglio. Ho vinto un ATP 250 , ho raggiunto la finale di un ATP 500 e ho vinto un Masters 1000. Penso sia arrivato il momento di vincere un Grande Slam” 

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In Arabia riecco Zverev: “L’infortunio? Ero sereno, è arrivato mentre cercavo di raggiungere l’obiettivo di una vita”

Il tennista tedesco farà il suo rientro alla Diriyah Tennis Cup presented by Aramco, in Arabia Saudita: “Non volevo rientrare in Australia ecco perché gioco qui”

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Alexander Zverev - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Tra i grandi assenti della seconda parte di stagione 2022 vi è senza dubbio Alexander Zverev. Il tennista tedesco manca dai campi dalla semifinale del Roland Garros, quando è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco in sedia a rotelle dopo il problema alla caviglia. La diagnosi fu una lesione a diversi legamenti del piede destro. Il venticinquenne di Amburgo aveva provato più volte durante la stagione a rientrare, l’ultimo tentativo fu giocare in Davis con la sua nazionale nel girone che si disputava nella sua città natia. Anche in quel caso, tuttavia, il tennista tedesco fu costretto ad alzare bandiera bianca.

Archiviata la stagione chiusa comunque al numero 12 del ranking mondiale, il tennista tedesco si prepara a rientrare in maniera soft in Arabia Saudita.

Zverev, infatti, sarà uno dei protagonisti della Diriyah Tennis Cup presented by Aramco, torneo di esibizione che andrà in scena dall’8 al 10 dicembre. Il tennista tedesco farà parte di un elenco stellare di giocatori, infatti, in Arabia oltre a Zverev saranno presenti Tsitsipas, Medvedev, Fritz, Kyrgios, Norrie, Rublev, Wawrinka e Thiem. 

 

A pochi giorni quindi dal rientro in campo Zverev ha parlato del suo stato fisico e della sua voglia di ritornare in campo al canale YouTube ufficiale del torneo.

Il tennista tedesco si presenta in Arabia Saudita con tanta voglia di mettersi in gioco dopo la lunga assenza: “Non vedo l’ora di tornare in campo, di tornare a giocare un match perché è passato molto tempo per me dall’ultima volta. Qui a Diriyah saranno presenti alcuni dei migliori giocatori, quindi sarà un torneo di alto livello e penso che tutti saranno in ottima forma. C’è chi viene dalla Coppa Davis e chi ha disputato da poco le Nitto ATP Finals, quindi tutti saranno in grado di giocare un ottimo tennis e spero di poter tenere il passo con loro.”

Lunga assenza dal circuito che ha portato un po’ di nostalgia nel gigante tedesco: “Ad essere onesti ho sentito la mancanza di questi ragazzi, anche se siamo rivali, ho anche dei grandi amici nel circuito. In particolare, credo che io e Dominic non ci vediamo da quasi due anni, perché lui si è infortunato nel 2021, mentre io sono stato fuori nel 2022.

Zverev che è ansioso di rimettersi in gioco: “Non vedo l’ora di tornare ad essere parte del circuito. Non vedo l’ora di tornare in campo ma ovviamente non volevo che il mio primo torneo al rientro dall’infortunio sia in Australia. Perché puoi pensare di stare bene, potresti essere in forma fisicamente, forse potresti essere nel migliore stato di forma della tua vita ma se non giochi partite da sette mesi, si tratta comunque di un livello di forma fisica diverso e lo stesso vale anche per lo stress a livello mentale. Per questo ho deciso di rientrare in Arabia Saudita prima di giocare l’Australian Open.

Zverev parla anche dello sport del tennis e della speranza che eventi come questo aiutino a diffondere lo sport anche in paesi che non sono parte del circuito: “Penso che il tennis sia lo sport nel quale il risultato è quasi sempre il più fedele possibile al livello di gioco espresso. Penso che tutto dipenda da te, non puoi fare affidamento sui tuoi compagni di squadra, devi fare affidamento su te stesso, devi fare affidamento su tutti gli aspetti del gioco: la parte tecnica, quella fisica, e anche sulla disciplina durante il match. Nel tennis il più delle volte vince sempre il giocatore migliore. Penso che non ci siano molte opportunità di vedere i migliori giocatori del mondo in Arabia Saudita, quindi spero che molti ragazzini seguano questo evento e iniziano a praticare tennis qui in Arabia Saudita.

In chiusura il tedesco fa il bilancio della stagione e di cosa ha provato dopo l’infortunio subito a Parigi : “Due settimane prima delle Finals, ero ancora in lizza nella Race. Quest’anno sarebbe potuta essere una stagione abbastanza buona ad essere onesti, specialmente la partita contro Rafa a Parigi è stata di altissimo livello ed entrambi eravamo ai nostri limiti assoluti. L’infortunio ha avuto il suo peso. Sai che hai rotto sette legamenti, hai bisogno di un intervento chirurgico, hai bisogno di tempo per guarire, ma sono cose che accadono, sono riuscito a conviverci perché è successo durante le semifinali del Roland Garros mentre stavo cercando di raggiungere l’obiettivo di una vita. Non è successo praticando snowboard o sci o qualcosa del genere; non è stato uno stupido incidente.” 

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