Iga Swiatek: "Non giocherò la Billie Jean King Cup. Troppo vicina alle Finals: delusa da WTA e ITF"

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Iga Swiatek: “Non giocherò la Billie Jean King Cup. Troppo vicina alle Finals: delusa da WTA e ITF”

Le parole della n.1 al mondo durante il Media Day del torneo di Ostrava: “Mi piace molto qui, è più tranquillo e rilassante”. E intanto salta la BJK Cup

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Iga Swiatek - US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)
 

Ad Ostrava, in Repubblica Ceca, tornerà in campo, a poco più di 20 giorni dalla vittoria allo US Open, secondo Slam della sua incredibile annata, la n.1 del mondo Iga Swiatek, in un torneo non come gli altri. Infatti Ostrava è molto vicina al confine polacco, c’è aria di familiarità per la giovane campionessa (anche se il torneo di Varsavia in estate non le portò molto fortuna) che ha rilasciato interessanti dichiarazioni, anche di questo tipo, durante il Media Day del torneo di categoria 500 (del quale è anche semifinalista uscente). “É stato abbastanza divertente“, spiega la n.1 del mondo, “perché di base la maggior parte delle persone presenti erano polacche, quindi mi sono sentita come a casa. Mi piace molto che qui è così calmo perché dopo città come New York è buono andare in un posto in cui puoi davvero riposarti. Forse i miei amici verranno, ma solo se arriverò in semifinale. Quindi sono sotto pressione“.

Non sarà però un torneo facile in campo, dato l’alto livello del tabellone, in cui lei esordirà contro Tomljanovic o Zhang, e della voglia di molte giocatrici di far punti preziosi in vista delle WTA Finals. Inoltre Swiatek sarà presente senza il suo coach, Wiktorowski, e senza tutto il suo staff, a cui ha preferito concedere un break in vista del rush finale della stagione negli USA, dove si giocheranno le Finals a Fort Worth. “Abbiamo fatto qualcosa di simile a Dubai e Stoccarda“, chiarisce Iga, “abbiamo già le nostre abitudini. Lui è sempre a disposizione. Lavoreremo ancora in termini di tattica e preparazione alla partita. Sento che sia buono per loro stare un po’ di più a casa ed essere più freschi per il nostro viaggio negli USA“. E proprio oltreoceano, con la grande affermazione nell’ultimo Major dell’anno, la polacca ha avuto un’ulteriore iniezione di fiducia: “Mi ha dato la sensazione che possa vincere in qualsiasi condizione. Anche se non mi sento al meglio, posso comunque fare bene e mettere pressione sulle mie avversarie“.

IL TABELLONE COMPLETO DEL WTA 500 DI OSTRAVA

 

Si è però permessa di riposarsi una sola settimana Swiatek, tornando subito poi ad allenarsi a Varsavia, dunque in casa. E fa notizia in questo senso la rinuncia di rappresentare la propria nazione, con cui ha un certo legame e per la quale spesso spende parole dolci, durante le BJK Cup Finals. Scelta però abbastanza obbligata, dato che si terranno dall’8 al 13 novembre a Glasgow, quindi subito dopo le WTA Finals, dal 31 ottobre al 7 novembre a Fort Worth, uno degli eventi più attesi e per una tennista più desiderati, che saranno anche l’ultimo torneo del 2022 per la polacca. A tal proposito, Iga è intervenuta in tackle, con una storia su Instagram: “Ci ho pensato molto e ne abbiamo discusso parecchio con il mio team, ma non riuscirò a giocare a Glasgow per la Billie Jean King Cup. E ciò mi rattrista molto. Mi spiace, perchè gioco per la Polonia ogni volta che ciò è possibile dando sempre il massimo. Giocare in Polonia quest’anno è stato un onore e speravo di rifarlo a fine stagione. Sono delusa dal fatto che gli enti governanti del tennis non siano giunti a un accordo su qualcosa di così basilare come il calendario dei tornei, dando alle giocatrici solo un giorno per viaggiare attraverso il mondo e cambiare il fuso orario. Questa situazione non è sicura per la nostra salute e potrebbe causare infortuni. Ho intenzione di parlare con WTA e ITF per cercare di cambiare qualcosa. Questa situazione è difficile non solo per le giocatrici come me, ma soprattutto per i fan che supportano il nostro sport”.

Swiatek, in ogni caso, non rinuncia ai campi di casa per prepararsi all’ultimo, intenso mese di tennis, partendo da Ostrava: “Le condizioni (a Varsavia) sono simili a quelle che abbiamo qui. Questo torneo potrebbe essere difficile perché non ho giocato neanche una partita in tre settimane, e tornare dopo aver vinto un Grande Slam è sempre difficile. Ma dal punto di vista tennistico mi sento pronta“.

IL TABELLONE COMPLETO DEL WTA 500 DI OSTRAVA

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Coppa Davis

Coppa Davis: “Ancora una volta il Canada ci rispedisce a casa. È la terza volta”

Il direttore commenta la sconfitta in semifinale contro il Canada: “Rimpiangiamo il forfait di Bolelli, se Sonego avesse vinto in due set forse avrebbe giocato lui e non Berrettini”

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Coppa Davis

Coppa Davis, il doppio canadese spegne i sogni dell’Italia: battuti Berrettini e Fognini [AUDIO e VIDEO COMMENTO]

Matteo sostituisce a sorpresa l’infortunato Bolelli ma chiaramente non è in grado di incidere sul match. Auger-Aliassime e Pospisil portano il Canada in finale

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Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Coppa Davis – Semifinali

Italia-Canada 1-2

F. Auger-Aliassime/V. Pospisil (CAN) b. M. Berrettini/F. Fognini (ITA) 7-6(5) 7-5

 

Dal nostro inviato a Malaga

Dovrà aspettare ancora il tennis italiano per vedere la propria rappresentativa in finale di Coppa Davis, dove manca dal 1998: il doppio è vinto con merito dalla coppia canadese composta da Auger-Aliassime e Pospisil. I tennisti nord-americani hanno giocato meglio di Fognini e di Berrettini, schierato a sorpresa a pochi minuti dall’ingresso in campo da Volandri, a causa delle incerte condizioni fisiche di Bolelli. A posteriori una scelta non felice (non sappiamo quanto inevitabile): il tennista romano -che per forza di cose non poteva essere al meglio- ha giocato, specie nella seconda parte del primo set, una brutta partita.La coppia composta da Berrettini e Fognini non era però del tutto inedita: aveva già giocato nel circuito in quattro tornei (vincendo anche un titolo a San Pietroburgo nel 2018, uno dei due sin qui raccolti in questa specialità da Matteo) ed aveva già rappresentato l’Italia sia in Coppa Davis (vincendo nelle Finals del 2019 la sfida proprio col Canada di Shapovalov e Pospisil) che in ATP Cup (nel 2021,ultima apparizione ufficiale della coppia, che in quella circostanza si impose su Thiem e Novak). Da sottolineare come dal punto di vista tecnico della disposizione della coppia in campo Fognini con Matteo in risposta si mette a destra, a differenza di quanto di solito accade quando con lui gioca Bolelli.

Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il primo set illude gli appassionati italiani: i due tennisti azzurri entrano molto velocemente in partita e nel terzo game con Pospisil al servizio ci sono prima due palle break consecutive annullate dai canadesi, poi una terza sulla quale la potente risposta di dritto di Berrettini costringe Pospisil all’errore con la volee. L’italia si porta sul 3-1 giocando un tennis che lascia presagire buone chances per i nostri colori. Tuttavia sul 3-2, quando Matteo è chiamato per la seconda volta a servire, inizia improvvisamente a giocare male: sulle prime due palle break ci pensa il servizio di Berrettini a cavare d’impaccio gli azzurri. Sulla terza la risposta di dritto di Felix Auger-Aliassime viene lasciata a rete da Fognini che la giudica fuori, ma rimbalza in campo. Una volta equilibratosi il punteggio non ci sono ulteriori scossoni nel punteggio: nessun gioco arriva ai vantaggi e così le sorti del set sono decise dal tie-break. In questa fase del gioco a tenere su la coppia azzurra è Fognini, autore di bei colpi e bravo nell’incappare in pochi gratuiti, mentre nella coppia canadese è Auger Aliassime a trascinare Pospisil. Il tie-break è dominato dai nord-americani: da un lato tra ace e servizi vincenti sono ingiocabili quando sono alla battuta, dall’altro sono aiutati da Berrettini che sbaglia un paio di colpi decisamente alla sua portata. I canadesi lo vincono per 7 punti a 2 quando è passata un’ora dall’inizio di una partita non bella che -a differenza di quanto accaduto ieri per la semi tra Australia e Croazia- tiene comunque attaccati al sediolino la quasi totalità dei 9423 spettatori paganti (record sinora di questa edizione).

Il secondo set parte in maniera analoga al primo: nel secondo gioco, nuovamente con Pospisil al servizio, la coppia italiana riesce a guadagnare una palla break, che Fognini con un bel passante lungolinea di dritto converte positivamente. I tifosi azzurri presenti al palasport Carpena di Malaga non fanno a tempo ad esultare che subito devono tornare con i piedi per terra nel gioco successivo: Fabio va alla battuta e si incarta con due doppi falli che portano alla palla break i canadesi, aiutati nel convertirla da Berrettini, che sbaglia una stop volley di dritto non certo impossibile. Superata una alquanto insolita pausa per un guasto ai led pubblicitari a bordo campo, il successivo momento clou arriva all’undicesimo gioco quando tre errori piuttosto marchiani della coppia azzurra danno tre palle break consecutive ai canadesi: le prime due vengono annullate, sulla terza la risposta di dritto piuttosto scentrata di Auger-Aliassime viene giudicata lunga da Berrettini, ma termina in campo. Il match sembra finito, anche perché a servire è il 6 del mondo in singolare, decisamente il migliore in campo, tanto da non fare mai arrivare ai vantaggi gli italiani sino a quel momento quando era al servizio. Invece succede l’imponderabile e Fognini e Berrettini si portano sul 15-40. Tale situazione di punteggio è però solo l’ennesima illusione di una serata amara: Auger-Aliassime annulla le due palle break con un servizio vincente e un ace. Si arriva in un attimo al match point e a quel punto un dritto inside-in di Berrettini che finisce largo regala al Canada la finale di Coppa Davis, la seconda dopo quella del 2019.

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Musetti: “Sono stato troppo nervoso, ho giocato di fretta”

Lorenzo commenta la sconfitta in due set subita da Auger-Aliassime: “Spiace non aver dato il punto decisivo alla squadra per la seconda volta”

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A seguito del secondo match del giorno abbiamo avuto modo di ascoltare le parole di Musetti (Felix Auger Aliassime invece parlerà assieme ai compagni del doppio).

Oggi qual’è stata la chiave di lettura del match?

Auger ha meritato di vincere, forse ero un po’ nervoso e ho affrettato un po’ le giocate. è triste perchè è la seconda volta di fila che ho la possibilità di mandare avanti l’Italia e non l’ho sfruttata. Non sono stato bravo abbastanza a fare il mio e mi secca di avere un po’ buttato via queste due partite; invece di eseguire correttamente la mia strategia mi sono lasciato distrarre dal suo gioco e anche da alcuni situazioni poco favorevoli. Lui ha giocato bene ma io non ho trovato il mio miglior tennis. Forse anche il fatto di essere alla fine della stagione incide ed è difficile essere al 100%.

 

Qual’è la differenza più grande che senti in campo con giocatori del calibro di Fritz e Auger?

Non credo ci sia molta differenza, soprattutto a questi livelli ci vuole poco per vincere o perdere. Mi è mancata la tranquillità e la pazienza per giocare in un altro modo. Taylor e Felix vengono da un periodo di gran forma e sono in fiducia. Gli viene spontaneo fare la cosa giusta. sono nel loro miglior periodo e sono difficili da affronatare, ma non li vedo irragiungibili. La differenza sia quella di giocare più partite a questo livello. Hanno un ranking più alto, ma abbiamo visto che il ranking conta fino a un certo punto. Contro Auger poi ci ho vinto, anche se era sulla terra. Va detto però che erano condizioni diverse e che lui nell’ultimo periodo è maturato tanto.

Matteo sta giocando il doppio; come l’avete visto in questi giorni? Avete scambiato qualche palleggio con lui? Come avete deciso di farlo giocare?

Matteo negli ultimi giorni si stava sentendo molto meglio ed è il leader del nostro team. Credo che è il nostro leader e quello con la personalità più forte; questo è il match più importante ed è giusto schierarlo visto che siamo in emergenza. Non ci siamo mai allenati assieme, lui si è allenato a parte e ha lavorato molto bene, si sentiva pronto a scendere in campo; per il singolo ovviamente aveva un occhio di riguardo, ma per il doppio dove la fisicità è ridotta la scelta di schierarlo quella giusta.

Qual’è la differenza più grande che senti in campo con questi giocatori?

Non credo ci sia molta differenza, soprattutto a questi livelli ci vuole poco per vincere o perdere. Mi è mancata la tranquillità e la pazienza per giocare in un altro modo. Taylor e Felix vengono da un periodo di gran forma e sono in fiducia. Gli viene spontaneo fare la cosa giusta. sono nel loro miglior periodo e sono difficili da affronatare, ma non li vedo irragiungibili. La differenza sia quella di giocare più partite a questo livello. Hanno un ranking più alto, ma abbiamo visto che il ranking conta fino a un certo punto. Non sono stato bravo abbastanza a fare il mio e mi secca di avere un po’ buttato via queste due partite; mi sono lasciato distrarre dal suo gioco e anche da alcuni situazioni poco favorevoli.

Se arrivassimo in finale il tuo prossimo avversario sarebbe De Minaur: pensi che potrebbe essere più confacente al tuo stile di gioco?

Ci ho giocato in Australia ed è stato un match tirato. Sicuramente sul veloce è un avversario che gioca bene, ma penso che potrei impostare meglio la partita; è molto solido, ma non è un gran servitore come Fritz e Auger

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