Coppa Davis, Croazia-Australia 1-1: de Minaur supera un Cilic opaco e falloso

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Coppa Davis, Croazia-Australia 1-1: de Minaur supera un Cilic opaco e falloso

MALAGA – Il confronto tra i numeri 1 vede il combattivo Alex de Minaur imporsi facilmente su un Marin Cilic praticamente mai in partita

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Alex de Minaur – Davis Cup Finals 2022 (foto: Roberto dell'Olivo)
 

A. de Minaur ((AUS) b. M. Cilic (CRO) 6-2 6-2

Un ottimo Alex de Minaur, capace di mostrare come anche non avere colpi da K.O. non impedisca di esprimere uno spettacolo tennistico più che piacevole (oltre che efficace), ha con un duplice 6-2 nettamente la meglio su un Marin Cilic troppo falloso. Il numero 1 aussie mantiene vive le speranze della sua squadra di tornare in finale in Coppa Davis, dove manca da quella vinta a Melbourne contro la Spagna nel 2003 (per loro in seguito solo quattro semi perse). E dire che Cilic aveva vinto due dei tre confronti diretti (l’ultimo dei quali nelle Davis Cup Finals dello scorso anno), ma il croato ha confermato di vivere un periodo di forma troppo altalenante: dopo la finale raggiunta a Tel Aviv, Marin è arrivato qui a Malaga avendo perso gli ultimi tre incontri.

Inizio di match molto difficoltoso per Cilic, penalizzato da un particolare arrugginimento col fondamentale del servizio: nel game di apertura, nel quale si sono giocati 14 punti, l’ex numero 3 ATP commette ben quattro doppi falli che inevitabilmente portano due palle break a de Minaur. L’australiano sulla seconda approfitta di una volée di rovescio troppo lunga del croato per portarsi subito in vantaggio nel punteggio. Nel quinto gioco dell’incontro -durato ben 22 punti- l’australiano non converte quattro occasioni per portarsi sul 4-1 “pesante”, ma non si scompone per l’occasione mancata.

 

Dopo 35 minuti si sono giocati appena cinque game, ma è chiaro chi sia il padrone del campo e basta aspettare il successivo turno di servizio di Cilic per riscontrare anche nel punteggio l’effettiva distanza nel rendimento tra i due giocatori. Il vincitore degli US Open 2014 perde nuovamente la battuta nel corso del settimo gioco: dopo aver annullato due palle break, sulla terza, al termine di uno scambio caratterizzato da spettacolari recuperi dell’australiano, mette in corridoio il dritto. Un de Minaur pronto a correre e combattere su ogni palla e che concede pochissimi gratuiti (4, secondo le statistiche del sito della Davis in tutto il primo parziale) non si fa pregare per portare a casa il primo set.

Con l’inizio del secondo il momento di confusione di Cilic non si arresta: pronti-via e subito si fa strappare la battuta da de Minaur, in virtù di un dritto affossato in rete sulla palla break. Detto della scarsa vena del croato, non vanno tolti in alcun modo i meriti a de Minaur, che con l’andare dell’incontro si fa sempre più apprezzare dal pubblico di un Carpena quasi tutto esaurito (sin qui mai stato così affollato in questa edizione comunque positiva per la risposta degli appassionati, eccezion fatta per la sfida della Spagna). L’australiano per la sua combattività e per alcuni recuperi davvero spettacolari -che mostrano anche una certa sensibilità con la palla- ruba la simpatia del pubblico neutrale, non solo per la sua perfetta conoscenza della lingua spagnola. Cilic ha il merito, in una serata in cui offre una versione più che opaca del suo tennis, di non mollare e aggrapparsi alla partita con orgoglio. Prima salva una palla break sia nel corso del terzo game (nel quale de Minaur non sfrutta il vantaggio di una seconda dell’avversario servita a 135 km/h) che nel quinto (con un dritto al fulmicotone), poi nel sesto per la prima volta arriva quantomeno ai vantaggi quando è alla risposta.

Tuttavia è troppo grande la differenza tra i due nel match odierno e nel settimo game Marin si ritrova a dover fronteggiare nuovamente una palla break, ma commette mestamente il nono doppio fallo di una partita non degna del suo valore. Nel gioco successivo, divenuto una formalità, de Minaur chiude velocemente le ostilità: sarà ora il doppio, nel quale partono leggermente favoriti i croati, a decidere chi sarà la prima finalista di questa edizione delle Davis Cup Finals.

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Coppa Davis: l’ITF scioglie il contratto con Kosmos, voci di una causa intentata da Piqué

Rottura tra ITF e Kosmos, voci di una procedura legale sia da una parte che dall’altra, con la società di Gerard Piquè che sarebbe sul piede di guerra

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Coppa Davis a Montreal (foto Ubitennis)

Tra l’ITF e la Kosmos rien ne va plus. Avrebbero dovuto collaborare venticinque anni – così stipulava il contratto – e invece l’ITF, nel corso del mese di gennaio, ha deciso di porre fine alla tanto discussa partnership con la celebre società di eventi guidata dall’ex calciatore spagnolo Gerard Piqué.

Secondo quanto ricostruito, la decisione da parte della Federazione Internazionale di Tennis sarebbe stata dettata da un ritardo nei pagamenti da parte della Kosmos e da una gestione non adeguata; per questo, sembrerebbe che la stessa ITF abbia anche intentato una causa nei confronti della Kosmos.

Ma l’azienda guidata da Piqué ribatte che non ci sarebbe alcuna ragione per interrompere il contratto, per giunta con una scelta unilaterale e, per tale motivo, secondo il quotidiano spagnolo Marca, lo stesso Piqué farà ricorso al TAS (il Tribunale Arbitrale dello Sport) e avrebbe intenzione di intentare una causa nei confronti dell’ITF. Affaire è suivre... Intanto, la Coppa Davis 2023 inizierà la settimana successiva all’Australian Open, con il turno dei Qualifiers (a cui l’Italia non prenderà parte perchè ammessa direttamente alla fase a gironi). E a presiedere alla più importante competizione a squadre del tennis saranno l’ITF e l’ATP, entrata nel Committee a fine ottobre.

 

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Coppa Davis, Kosmos replica alla ITF dopo la scissione: “Il premio in denaro sarà saldato a tempo debito”

Nonostante il fallimento del progetto riguardante la Davis, Kosmos rilancia con l’acquisizione di tre nuovi volti nella propria agenzia di rappresentanza: “Borna Coric, Elina Svitolina e Andrey Rublev”

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Coppa Davis a Montreal (foto Ubitennis)

Dopo il comunicato pubblicato dall’International Tennis Federation, che sanciva la fine del rapporto tra l’ente governativo del tennis professionistico e l’organismo commerciale fondato dall’ex calciatore del Barcellona Gerard Piqué in materia di Coppa Davis, e successivamente all’indiscrezione fuoriuscita nei giorni precedenti secondo la quale la rottura dell’accordo che agli albori della sua nascita avrebbe dovuto avere una durata di 25 anni fosse stata dipesa dai mancati pagamenti ai tennisti dei Team impegnati a Malaga per la Final Eight lo scorso novembre; arriva puntuale la replica – in verità visto il contenuto espresso, più che altro un allineamento – di Kosmos Tennis con tanto di proprio comunicato stampa veicolato via Twitter.

La società spagnola ha confermato dei ritardi sui pagamenti inizialmente programmati, affermando che si provvederà a saldarli non appena verranno soddisfatti i parametri delle rispettive Nazioni in causa. Viene addotta ancora una volta, la piaga pandemica come effetto delle riduzioni degli esborsi economici in questione: “In risposta alla dichiarazione pubblica fatta ieri – venerdì 13 gennaio – dalla ITF, annunciamo che Kosmos ed ITF non sono stati in grado di raggiungere un accordo per rinegoziare il modello di business oltre che la commissione attuale e futura richiesta dall’ITF. Questa tassa, che è stata significativamente ridotta durante la pandemia, ha pagato per intero la quota relativa al 2022 ed il premio in denaro sarà saldato a tempo debito quando i requisiti delle nazioni saranno soddisfatti“.

Pur abbandonando anzitempo l’avventura riguardante la competizione per squadre nazionali più antica che lo sport conosca, Kosmos proseguirà lo sviluppo dei propri progetti legati al tennis tra i quali soprattutto il crescente ingresso di nuovi volti della racchetta nella propria agenzia di rappresentanza: “Kosmos continuerà ad essere comunque strettamente legata al mondo del tennis professionistico attraverso Kosmos Management, che ha recentemente aggiunto i tennisti Borna Coric, Elina Svitolina e Andrey Rublev al suo elenco di atleti rappresentati“.

 

Così come continueranno le varie partenerships avviate nell’intero mondo sportivo, in varie discipline, nonostante il lampante fallimento del progetto riguardante la ‘Coppa del Mondo di Tennis“: “La società continuerà a svolgere le proprie funzione in diversi altri progetti di successo come Kings League, l’Andorra Football Club e la Balloon World Cup e con le sue varie unità aziendali: Kosmos Management, Kosmos Studios, Kosmos Team, Kosmos Media, Goatch e Koi (entrambi creati con lo streamer Ibai Llanos)“.

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Coppa Davis, Daniel Evans sulla rottura ITF-Kosmos: “Era solo questione di tempo”

“Ci sono tennisti che non vedono l’ora di giocare 3 su 5” dice Daniel Evans. I fatti sembrano contraddire la fiducia espressa dal CEO di Kosmos poco più di un mese fa

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Daniel Evans - United Cup 2023 Sydney (foto Twitter @the_LTA)

Sono ore convulse per la Coppa Davis dopo la rottura del sodalizio tra l’ITF e Kosmos, il gruppo di Gerard Piqué. Le cause sarebbero da ricercarsi in alcuni mancati pagamenti nel corso dell’ultima edizione.  

Anche Daniel Evans, numero due britannico, ha voluto dire la sua: “E’ deludente che non possano continuare a riempire le nostre tasche! Venivamo pagati un po’ troppo per non molto“.

 

Secondo quanto riporta The Guardian, Evans si è dichiarato favorevole ad una nostalgica restaurazione che riporterebbe la Coppa alla sua formula originaria: “L’abbiamo cambiata quando non credo fosse necessario mutasse del tutto. Ci sono giocatori che non vedono l’ora di giocare tre su cinque tre giorni di seguito e vincere il torneo. Anche io ne sarei felice”.

Nel frattempo spunta anche qualche retroscena. Il giornalista Jannik Schneider riporta su Twitter un dialogo che avrebbe avuto con il CEO di Kosmos, Enric Rojas: “Era seduto a parlare con me. Mi ha guardato negli occhi e mi ha detto, ‘non siamo lontani dal fare un utile, entro i prossimi anni, forse già l’anno prossimo’, mentre ci confrontavamo sui numeri che avevo sentito (erano fuori di circa 50 milioni)”.

Momenti difficili, dunque, per il tennis: quale il futuro della Coppa Davis? 

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