L’Australian Open vara la “No Boo” policy per Djokovic: chi lo fischia verrà allontanato

Le parole del Ceo di Tennis Australia riportate dall’Herald Sun: “Non vogliamo qui chi impedisce ai giocatori di godersi il torneo”

Di Gianluca Sartori
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Novak Djokovic - Tel Aviv 2022 (foto via Twitter @DjokerNole)
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A un anno di distanza dai fatti del 2022, le scorie di quanto accaduto a Novak Djokovic in Australia si percepiscono ancora, nonostante il campione serbo sia stato autorizzato a tornare nella terra Down Under. Novak ha sempre fatto capire di essere preoccupato per l’accoglienza che avrebbe ricevuto al suo ritorno in Australia. Tutto è andato molto bene ad Adelaide, ma a Melbourne Park, in un torneo molto più importante che attirerà una quantità ben differente di pubblico rispetto all’ATP 250 dell’Australia Meridionale vinto proprio da Djokovic, le cose potrebbero andare diversamente. “Capisco che il popolo australiano potrebbe avere un’opinione negativa di me dopo quanto accaduto, viste le pesanti restrizioni che ha dovuto sopportare il paese per il Covid ha detto Djokovic -. Ma la percezione della vicenda che ha la gente è stata influenza da un racconto errato da parte dei media”.

Tennis Australia, con il Ceo Tiley, ha deciso di risolvere il problema alla radice. “Non vogliamo a Melbourne Park chi disturba i giocatori – sono le dichiarazioni rilasciate all’Herald Sun e riportate da si.com –. Se qualcuno impedisce a chicchessia di godersi il suo tempo nel nostro torneo: boom, verrà allontanato”, ha detto il numero uno del primo Slam dell’anno. Come noto, il dirigente è legato a Djokovic da un rapporto molto stretto, e non potrebbe essere diversamente, visti i nove trionfi di Novak a Melbourne. Chi fischia o emette “buu” all’indirizzo di Djokovic, dunque, verrà cacciato dagli spalti, o almeno questo è l’avvertimento. Per chi è curioso di verificare l’eventuale applicazione della policy, non resta che attendere l’inizio dell’Australian Open, in programma da lunedì 16 gennaio.

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