WTA Madrid, Swiatek accetta la sconfitta: "Non ho rimpianti, Aryna ha meritato"

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WTA Madrid, Swiatek accetta la sconfitta: “Non ho rimpianti, Aryna ha meritato”

“Non avendo affrontato nei turni precedenti giocatrici simili, non sapevo bene quale fosse il limite in termini di spinta” – ha detto la numero 1 del mondo, pronta per un’immediata rivincita

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Iga Swiatek - Madrid 2023 (foto Twitter @MutuaMadridOpen)

Kipling invitava il figlio a trattare la vittoria e la sconfitta – due impostori, li definiva – allo stesso modo. Iga Swiatek prova anche lei a seguire questo consiglio. Non che sia facile per una che è molto più abituata a vincere che a perdere, soprattutto quando il terreno di gioco sporca scarpe e calze sue e delle avversarie. Dal Roland Garros del 2020, il torneo che ha rappresentato la svolta della carriera di Iga, la polacca aveva perso solo tre match sul rosso (di cui uno proprio a Madrid, tra l’altro): ieri è arrivata la quarta sconfitta, nella finale del 1000 spagnolo contro la sua rivale più temibile, Aryna Sabalenka, con cui però non aveva perso nemmeno un set sulla terra in tre precedenti – l’ultimo appena tre settimane fa. Nonostante tutto ciò, Iga ha accettato il risultato, rendendo onore all’avversaria: “Ha giocato un ottimo match, quindi non voglio attribuire la colpa della mia sconfitta alle condizioni o ad altro. Non voglio togliere nulla ad Aryna”.

In conferenza stampa la numero 1 del mondo ha sottolineato più volte di non avere rimpianti. La sua prestazione è stata ampiamente positiva e forse è questo che più conta in vista dei prossimi appuntamenti e in particolare del Roland Garros. E forse nel subconscio della polacca c’è anche il pensiero che sia stato meglio perdere a Madrid contro Aryna così da poter trovare le giuste contromisure in una eventuale finale a Parigi, assolutamente non improbabile: Con la costanza che stiamo avendo entrambe, potremmo affrontarci di nuovo nella finale di qualsiasi torneo” – dice Iga. Vedremo.

Di seguito tutte le altre dichiarazioni più interessanti di Swiatek.

D: È stata una grande battaglia stasera, una grande finale. Cosa ha reso Aryna un’avversaria così difficile oggi?

SWIATEK: Abbiamo giocato a un buon livello, ma lei è stata più brava oggi. È difficile per me fare un’analisi in questo momento, quindi, onestamente, al momento non lo so. È difficile rispondere a questa domanda, perché è stata una partita molto combattuta. In alcuni momenti si è trattato semplicemente di qualche colpo che potevo giocare meglio. Lei ha giocato alcuni colpi che erano molto rischiosi. Spesso è stata una questione di centimetri. Forse in alcuni frangenti potevo essere più proattiva, ma onestamente credo che entrambe abbiamo giocato bene. Non ho grandi rimpianti.

Non avevo ancora affrontato qui qualcuno che gioca così veloce e con un’intensità così elevata, quindi non sapevo bene dove fosse il limite in termini di velocità. Forse l’anno prossimo saprò meglio se posso spingere di più, ma di sicuro ho fatto il 100% di quello che potevo, quindi non ho rimpianti.

D: Oggi è stata una giornata difficile, ma che cosa porti con te a Roma delle due settimane qui a Madrid?

SWIATEK: Non credo che portare qualcosa a Roma sia così importante, perché lo tratterò come una storia e un torneo completamente diverso. Ma in generale l’esperienza di giocare qui ad orari molto diversi ed essere in grado di recuperare dopo alcune partite finite tardi mi può dare la fiducia di poter gestire qualsiasi cosa. E il fatto di giocare bene in maniera costante è qualcosa di cui essere orgogliosi.

D: Ovviamente non hai perso molto quest’anno, ma alcune delle tue sconfitte sono state in due set. Sei soddisfatta della tua lotta e del modo in cui hai gestito le palle break nel secondo set e di come hai rimontato nel terzo?

SWIATEK: Onestamente mi sembra che voi giornalisti vi stiate concentrando su questo aspetto delle partite perse in due set, ma io so perché ho perso quei match. So cosa posso migliorare e per me non è importante se perdo in due o tre set. Certo, se la partita è più combattuta sai di aver avuto più occasioni, ma io combatto sempre. A volte posso giocare peggio e perdere in due set e l’avversaria può giocare un tennis perfetto. Purtroppo non si può avere il controllo di tutto, ma di sicuro mi concentro sulle cose su cui posso avere influenza. Se posso giocare meglio, lo farò in campo. In ogni caso sono contenta di come ho recuperato dopo il primo set oggi.

D: È  abbastanza raro che la n. 1 e la n. 2 raggiungano una finale nel circuito WTA. Tu e Aryna ci siete riuscite due volte consecutivamente. Secondo te perché avviene così di rado? Quanto è difficile mantenere le vostre posizioni al vertice e andare avanti nei tabelloni per essere in campo il giorno della finale?

SWIATEK: Per me, ovviamente, non è facile. Come si dice, è difficile arrivare al top, ma rimanerci lo è ancora di più. Non ho passato abbastanza tempo a questi livelli per sapere se è vero o no, ma arrivare ai vertici della classifica mi sembrava comunque più difficile. Rimanere in quella posizione è sicuramente difficile, ma credo di star facendo un buon lavoro. Credo che la soluzione stia nel non avere come obiettivo quello di restare lì e basta, ma di pensare e provare a raggiungere altre cose che possono motivarti e che puoi fare meglio, indipendentemente dalla posizione in cui ti trovi. Credo che questo sia stato il cambiamento di prospettiva che sono riuscita a fare rispetto all’inizio della stagione per gestire la pressione di essere di essere la numero 1 del mondo. Non so se altri giocatori la gestiscono in modo diverso o in questo stesso modo: quelli che sono rimasti in vetta per un periodo lungo hanno avuto percorsi o motivi diversi per cui sono riusciti ad essere costanti. Di sicuro io e Aryna siamo due grandi lavoratrici. Lei è super professionale anche in termini di fitness e altre cose. Andiamo avanti e proviamo a migliorarci indipendentemente dal fatto che siamo nelle posizioni di vertici o meno. Credo che sia questo il motivo per cui siamo solide.

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