ATP Toronto, Sinner: "Ho lavorato molto duramente per essere qui, conosco le sensazioni prima di una finale importante"

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ATP Toronto, Sinner: “Ho lavorato molto duramente per essere qui, conosco le sensazioni prima di una finale importante”

Dopo il successo in semifinale su Tommy Paul, Jannik Sinner proiettandosi alla finale contro De Minaur parla della centralità di Darren Cahill nel suo team: “Sa come preparare i momenti e le partite importanti”

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Jannik Sinner - Toronto 2023 (foto Twitter @atptour)
Jannik Sinner - Toronto 2023 (foto Twitter @federtennis)
 

Jannik Sinner, settima forza del National Bank Open Presented by Rogers di Toronto, dopo aver regolato con un doppio 6-4 in 1h53‘ minuti di gioco la testa di serie n. 12 Tommy Paul reduce dal secondo colpaccio ai danni di Carlos Alcaraz in altrettante edizioni consecutive dell’Open del Canada – e così centrato la terza finale Masters 1000 della carriera, nonché la seconda stagionale dopo quella raggiunta a Miami e la prima in assoluto al di fuori del “mille” della Florida, si è concesso prima alla stampa internazionale nella consueta conferenza stampa post partita e successivamente ai microfoni dell’inviato di Ubitennis nel Sud dell’Ontario Vanni Gibertini.

Vanni Gibertini, Ubitennis: Hai dichiarato che non ti aspettavi questo suo rendimento al servizio, ti ha servito anche diverse volte al corpo e ci hai quindi messo un pò ad adattarti in ribattuta, ma anche una tale resa della sua risposta perché ha cambiato strategia mettendosi nel secondo set a rispondere più indietro sulla tua seconda.

Jannik Sinner: “Soprattutto nel primo set quando ho servito la seconda rispondeva vicino, tuttavia non mi ha fatto tanto male e il colpo dopo il servizio sono comunque riuscito a fare qualcosa. Secondo me, da dietro ha risposto molto bene. Poi ribadisco, nel secondo set non ho servito benissimo. Quindi gli ho concesso tante seconde palle, di conseguenza chiaramente è un pochettino diverso rispondere in questo tipo di contesto rispetto a quando vengono servite tante prime. Lui inoltre, secondo me, ha servito molto bene. Ha un’ottima prima palla, anche con la seconda cambia spesso servendoti sia sul dritto sia sul rovescio. Perciò è un giocatore certamente difficile da incontrare“.

Vanni Gibertini, Ubitennis: “Ieri – Venerdì, ndr – hai finito tardi, oggi – Sabato, ndr – hai concluso il match prima. Quando sei impegnato in un tour de round così veloce, cioè hai una partita il giorno dopo con un intervallo abbastanza breve tra le due partite, hai un programma che è già predefinito e dove devi soltanto spostare gli orari oppure modifichi le cose a seconda di come ti senti fisicamente.

Jannik Sinner: “No, qualcosa di già programmato è previsto. Naturalmente poi spostiamo e aggiustiamo alcune situazioni: per esempio, domani la finale sarà alle 16:00 [le 22 italiane]. Quindi sarà diverso e perciò saranno necessari alcuni cambiamenti. Però più o meno gli aspetti su cui lavoro, la ruotine che faccio prima del match e le cose che inserisco nel programma sono pressoché le stesse. Oggi – ieri, ndr – ad esempio mi sono riscaldato meno del solito, perché mi sentivo comunque già abbastanza bene e allo stesso tempo le gambe erano un pò più pesanti. Quindi non aveva senso stare in campo molto tempo, oggi – ieri, ndr – sono stati 25 minuti, ieri – venerdì, ndr – nel riscaldamento sono stato in campo quasi un’ora. Infine devi stare attento a quanto mangiare, quante ore prima della partita farlo. Dunque di volta in volta ci sono situazioni che cambiano“.

D. Avete giocato uno scambio lungo ben 46 colpi. Puoi dirci come sei riuscito a rimanere concentrato durante uno scambio così lungo e come ti sei sentito quando finalmente hai ottenuto il punto?

Jannik Sinner: Stanco [dichiara sorridendo, ndr]. Rimanere concentrati è stato abbastanza facile, dovevo fronteggiare una palla break ed è un momento importante del match. Quindi ho cercato di giocare ogni colpo con l’atteggiamento giusto. È stato un punto molto difficile e importante, lo percepivo io e, ovviamente, lo sentiva anche lui. Quindi entrambi abbiamo colpito abbastanza duramente. Abbiamo provato a spostarci un po’. Questa tipologia di scambi sono piuttosto estenuanti. Senti le gambe diventare più pesanti colpo dopo colpo, ma l’adrenalina e l’importanza del punto ti fanno andare avanti, e questo è tutto.”

D. Congratulazioni. Domani ci sarà la tua terza finale del Masters 1000. Cosa pensi di dover fare per superare finalmente l’ostacolo e conquistare il tuo primo “1000”?

Jannik Sinner: “Si tratta di un’altra grande sfida per me e di un’altra possibilità. Sono felice di trovarmi in questa posizione in questo momento. Ho lavorato molto duramente per giocare questo tipo di partite, semifinali e finali. Quindi sono felice del fatto che domani avrò un’altra possibilità. Lui [De Minaur, ndr] ha dimostrato di essere un giocatore incredibile, quindi proverò a giocare il mio tennis. Sono già stato in questa situazione un paio di volte, quindi conosco le sensazioni che si provano prima di una finale importante, il che è positivo, e spero di poterlo dimostrare domani.”

D. Cosa ti piace del giocare a Toronto? Cosa ti colpisce dell’ambiente e dell’atmosfera che si trova qui?

Jannik Sinner: “Sicuramente amo il pubblico. Quando sono arrivato qui, mi sono immediatamente piaciute le condizioni di gioco. Qui è un po’ diverso rispetto a Montreal, ma credo che si adatti davvero molto bene al mio gioco. Le sessioni notturne sono un po’ diverse. Soprattutto quando servi e quando giochi lo smash, è un po’ diverso. Ma è sempre un privilegio giocare le sessioni notturne. Oggi [ieri nell’ora canadese, ndr] c’erano molte persone che hanno assistito al match, e questo ti fa sentire bene in campo. Penso che io e Tommy abbiamo mostrato un ottimo livello di tennis, che era la cosa più importante, anche per il pubblico.”

D. Hai iniziato questo torneo come partner di doppio di Alex De Minaur e ora ti giocherai il titolo contro di lui. Cosa sai già su di lui? Già, cosa significherà per te giocare contro di lui in finale?

Jannik Sinner: Non credo che nessuno dei due stiamo pensando ai match di doppi giocati insieme. Ci conosciamo abbastanza bene. É capitato che siamo allenati insieme a Montecarlo e ci siamo già affrontati un paio di volte. Sappiamo esattamente cosa aspettarci. Lui è migliorato così come sono migliorato io. È molto bello il fatto che possiamo condividere il campo per un trofeo importante. Sarà sicuramente una sfida difficile, ma mi piace giocare queste sfide e si spera che io possa giocare una buona partita.”

D. Hai parlato di come fuori dal campo con Darren Cahill vi piace giocare a golf e parlate davvero di tutto. Ma sono curioso delle modifiche che ha apportato al tuo gioco e su cosa si è concentrato per quanto riguarda il tennis che esprimi in campo.

Jannik Sinner: Dico sempre che il mix con lui e Simone [Vagnozzi, ndr] è davvero bello. Simone, per quanto riguarda i colpi, la tecnica, è molto preparato. Darren sa come preparare i momenti importanti o le partite importanti. Ha visto tante partite durante la sua carriera da allenatore ed è anche un personaggio importante. Ti dà sicurezza, sebbene sia sempre rilassato. Sul campo da tennis lavoriamo sodo. Abbiamo lavorato sul piazzare i colpi, ma anche tecnicamente ha avuto il suo contributo. Ho iniziato con lui l’anno scorso prima di Wimbledon. Il modo giocare sull’erba era un aspetto importante per me e penso che stia andando tutto bene tra noi.”

D. Come valuteresti la tua prestazione quando ti sei trovato a giocare dei punti importanti? In particolare nel secondo set, hai affrontato molte palle break.

Jannik Sinner:Non stavo servendo così bene, specialmente con la prima di servizio. Ma ho solo cercato di rimanere concentrato sul gioco e ho affrontato i punti più importanti provando a giocare nel modo giusto. Ho percepito la tensione quando stavo servendo per la partita, ma questo è il tennis. Poi ho cercato di dimenticare quello che è successo e ho cercato di rimanere concentrato sul gioco successivo. Mentalmente, ero pronto a giocare ancora per un po’. Mi sono sentito sicuramente sotto pressione, ma lo stesso vale per lui. È sempre dura quando hai tante occasioni e non riesci a sfruttarle.”

D. Arrivi in finale giocando due partite in meno del tuo avversario. Hai avuto un bye al primo turno e hai vinto per walkover [contro Murray, ndr]. Pensi che questo possa fare la differenza?

Jannik Sinner: “Non credo. Contro Monflis ho finito tardi e sono andato a dormire piuttosto tardi. Quindi, la mia routine è stata un po’ diversa. Lui ha finito il suo match prima di me ma questo non ha molta importanza. Ha giocato bene per tutta la settimana, così come ho fatto io e non credo che soffriremo così tanto fisicamente. In campo, sarà sicuramente un match piuttosto fisico, ma non credo ci sia un vantaggio o uno svantaggio da questa situazione.”

D. Mi chiedevo solo quale fosse il piano di gioco per la partita di stasera contro Tommy?

Jannik Sinner: “Non mi piace parlare di questo genere di cose, ma Paul è un giocatore piuttosto aggressivo. Serve molto bene. Non mi aspettavo il ritmo che ha tenuto sul suo servizio. Ovviamente si sta muovendo bene. Quindi a volte devi andargli dietro nello scambio, cercando di giocare nella stessa porzione di campo. Ha un rovescio incredibile, il diritto quando ha il tempo di preparare il colpo, lo gioca bene. È un giocatore bravo a tutto tondo. E sa giocare bene anche quando va a rete. Quindi, il lato tattico è stato molto importante oggi. Non parlerò di quale fosse esattamente il mio piano di gioco, ma penso che abbiate visto un po’ come io abbia preparato la partita, e penso che sia stata la giusta strategia”.

(ha collaborato Giuseppe Di Paola)

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