Humbert: “Le finali non si giocano, si vincono”. E la statistica gli dà ragione…

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Humbert: “Le finali non si giocano, si vincono”. E la statistica gli dà ragione…

Il tennista francese va a caccia del quinto titolo in altrettante finali: “Ho imparato dalle ultime sconfitte contro Hurkacz, oggi gli ho reso il favore”

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Al termine di una settimana ad alti livelli e dopo aver battuto in semifinale Hubert Hurkacz, Ugo Humbert giocherà domenica 11 febbraio l’ultimo atto dell’Open 13 di Marsiglia contro un ritrovato Grigor Dimitrov. Per il tennista francese si tratta della quinta finale in carriera, nella quale va a caccia del suo quinto titolo. Sì, perché il 25enne di Metz ha un primato invidiabile in questo senso, avendo sempre centrato il bersaglio grosso quando si è giocato un traguardo tanto importante.

Nel gennaio 2020 il successo ad Auckland contro Benoit Paire e nell’ottobre dello stesso anno è stato vincitore anche ad Anversa su Alex de Minaur. E poi la conquista del torneo di Halle nel giugno 2021 contro Andrey Rublev, prima della vittoria a Metz nel novembre 2023 su Aleksander Shevchenko. Uno score, quello del 100% in finale, che condivide con una certa Su-Wei Hsieh al femminile. Di questo e molto altro ha parlato Ugo Humbert nella conferenza stampa post semifinale, riportata da ‘L’Equipe’.

“Mentalmente riesco a mettermi nello stato d’animo giusto. Mi dico sempre che non puoi giocare una finale, ma la devi vincere. Mi sono rilassato con il passare dei turni in questo torneo e l’ho dimostrato ancora una volta a me stesso. La statistica contro i top 10? Da quando sono arrivato nel circuito è una cosa che non mi ha mai spaventato. È emozionante, mi piace battere i migliori al mondo. Adesso ho un gioco più solido rispetto all’inizio, so che contro di loro devo trovare colpi eccezionali”.

Il francese ha poi analizzato i progressi fatti contro lo stesso Hubert Kurkacz: “Sono molto felice perché ho imparato dalle ultime due sconfitte contro Hurkacz, ho cambiato un paio di cose. In primo luogo ho accettato che a volte non riuscirò a toccare nemmeno la palla sul suo servizio. In Australia questo mi ha frustrato molto, quindi gli ho restituito il favore. Sono abbastanza rilassato e ho servito bene. L’altro aspetto era portarmi più in avanti, pressarlo per fargli provare dei passanti. A Melbourne ho colpito bene la palla da fondo campo, ma lui rimaneva lì e me la ripassava tranquillamente. Questa volta gli ho messo pressione e ho giocato bene al volo”.

“Ha avuto l’opportunità di rimontare dal 5-5 nel primo set e di trovare il break nel secondo, ma io sono rimasto solido dal punto di vista mentale. È un grande successo con il vincitore dell’anno scorso. E poi è bello vincere così a Marsiglia, ho dei bei ricordi. Sento che qui tutto è iniziato per me, con la mia prima semifinale nel 2019. Ho sperimentato cose nuove e sarebbe molto importante lasciare il mio nome scritto qui”.

Fabio Barera

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