ATP Montecarlo, Ruud: “Oggi il tennis di Tsitsipas era senza buchi. Non ho trovato il mio equilibrio”

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ATP Montecarlo, Ruud: “Oggi il tennis di Tsitsipas era senza buchi. Non ho trovato il mio equilibrio”

“Un anno e mezzo fa ero vicino a diventare numero 1 al mondo, ma la scorsa stagione ho dovuto difendere molti punti e non è stato facile” ha spiegato Ruud dopo la sconfitta in finale. “Da qualche mese però mi sento tornato a ottimi livelli”

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Casper Ruud - Montecarlo 2024 (foto X @ATPTour_ES)

Neanche questa è andata. Sarà per la prossima. Sicuro. Casper Ruud non è riuscito a strappare la coppa del Rolex Montecarlo Masters a Stefanos Tsitsipas, autore di un match, e prima ancora di un torneo, eccellente dall’inizio alla fine. È stata proprio la miglior versione del greco da più di un anno a questa parte. Terzo titolo per lui nel 1000 monegasco negli ultimi quattro anni. È quindi la sesta sconfitta su altrettante finali nei grandi tornei per il norvegese (tre ultimi atti Slam, due 1000 e uno alle ATP Finals), che però sta mostrando un tennis molto convincente che gli ha permesso di sconfiggere in semifinale uno che ne sa, un certo Novak Djokovic.

Ruud da lunedì salirà al sesto posto nella classifica mondiale e, in conferenza stampa, si è detto fiducioso per i prossimi mesi. Vuole sicuramente migliorare e un inizio di stagione su terra battuta – sua superficie preferita – di questo spessore può solo che aprirgli la via per tornare a combattere per le prime posizioni del ranking. Di questo e di altro il norvegese ne ha parlato in conferenza stampa.

D: È sembrato di vederti nervoso all’inizio dell’incontro. È andata così?

Ruud: “Sfortunatamente non è stata una delle migliori partenze. Sono stato brekkato presto, ho avuto delle chance per riprendermi il servizio ma non le ho concretizzate. Ho giocato sempre sulla difensiva, facendo leva sul piede posteriore e posizionandomi indietro nel campo. Non sono riuscito a far funzionare il mio tennis, ma Stef (Tsitsipas, ndr) ha giocato bene.

È stato aggressivo, fantastico con il dritto e penso anche molto bravo con il rovescio quest’oggi. Non ho trovato buchi nel suo gioco e io non ho giocato abbastanza bene. Semplice. Credo di aver avuto delle piccole occasioni nel secondo set dove mi sono procurato alcune palle break. Però, se non le converti, è difficile vincere i match”.

Ubaldo Scanagatta: Hai ottenuto cinque palle break in tre giochi differenti nel secondo set. Hai rammarico per qualcuna di quelle? Pensi di aver avuto più chance in alcune rispetto ad altre?

Ruud: “L’unica che mi ricordo, e che mi ricorderò perché è stata un’opportunità persa, è quella in cui ho giocato un dritto inside-in potente ma è terminato lungo. Quando ho giocato contro Stefanos in passato pensavo che chi sarebbe stato più aggressivo e performante con il dritto avrebbe vinto l’incontro. Credo che entrambi preferiamo il lato del dritto rispetto a quello del rovescio. Oggi, però, ha giocato in modo pesante anche con il rovescio. All’inizio ho provato qualche accelerazione di dritto, ma ho visto che sbagliavo e quindi mi sono detto di giocare liberamente.

Senza paura, almeno provando a cercare il vincente. Anche quando ho provato quella tattica, però, ho visto che commettevo troppi errori. Non sono quindi riuscito a trovare un buon equilibrio quest’oggi. È fastidioso trovarsi in questa situazione: magari avrei dovuto comportarmi in modo differente in quella palla break che ho mancato con il dritto. Ma almeno posso dire che me la sono giocata senza paura”.

Ubaldo Scanagatta: Ieri Sinner aveva provato qualche smorzata quando vedeva Tsitsipas molto dietro la linea di fondocampo. Riguardo queste soluzioni, non fanno parte del tuo gioco? Non ti piace sceglierle sempre? C’è un motivo per il quale non ti senti a tuo agio con questo tipo di colpi?

Ruud: “Non considero la smorzata il mio miglior colpo. Penso che il dritto sia migliore delle mie palle corte. È però qualcosa su cui essere critici riguardo il mio gioco perché non ho mai utilizzato abbastanza la smorzata. Jannik (Sinner, ndr) ha migliorato molto questo colpo, Carlos (Alcaraz, ndr) lo gioca perfettamente quasi sempre. Anche Djokovic lo gioca in modo fantastico. È un’arma che bisogna avere nel proprio repertorio e, al momento, non la possiedo molto efficace.

Forse dovrei considerare il fatto di lavorarci. Anche Tsitsipas la gioca molto bene. Sento però che se mi trovo nella condizione di poter giocare un dritto semplice al 100% della forza e con il top-spin forse ottengo sette/otto punti su dieci, mentre se utilizzassi la smorzata ne porterei a casa magari solo quattro/cinque. In ogni caso, se so di poterlo migliorare, lo farò”.

D: È stato forse difficile gestire le emozioni dopo la vittoria di ieri contro Djokovic?

Ruud: “Non proprio, anche se chiaramente è stato un match difficile quello di ieri contro Novak. Oggi è stato il primo incontro che ho giocato a queste ore e con queste condizioni così calde. Sinceramente devo dire che è un po’ diverso perché, quando il sole scende, la pallina non arriva così veloce e con un rimbalzo così alto come avviene durante il giorno.

Quindi bisognava un attimo aggiustarsi alle condizioni di gioco. Ma a livello emozionale mi sentivo pronto. Mi sono svegliato stamattina e ho pensato che questo sarebbe stato un giorno in cui avrei provato a vincere un gran titolo. Solamente non sono riuscito a performare in campo come avrei voluto”.

Ubaldo Scanagatta: Sei stato molto vicino a diventare numero 1 al mondo. Cosa ti è mancato o cosa dovresti fare per tornare a quella situazione? Ormai hai giocato qualche finale importante ma non sei riuscito ancora a vincerne. Cosa ti manca? Cosa ti piacerebbe ottenere maggiormente, oltre a queste vittorie?

Ruud: “Ovviamente non si può tornare indietro nel tempo, ma un anno e mezzo fa ero vicino, magari non di pochi punti ma comunque vicino, a diventare il numero 1 al mondo dopo la finale dello US Open. Quell’anno per me è stato fantastico. Se si compara il mio 2023 con il 2022 è sicuramente più deludente, ma comunque sapevo che la scorsa stagione sarebbe stata difficile perché avevo moltissimi punti da difendere.

Chiaramente si spera di fare sempre meglio, ma non è così facile. Quest’anno sento di essere tornato un po’ più sul pezzo, gioco più liberamente. Qualche volta penso di aver ottenuto risultati anche maggiori di quanto mi sarei mai potuto aspettare nella mia carriera. Ma ormai, quando li hai raggiunti, vuoi spingerti ancora più in là. Uno Slam o un 1000 sono i prossimi obiettivi, i prossimi miei sogni. Oggi sono stato capace di giocare una finale 1000 ma non sono stato in grado di vincerla.

Quindi, cercherò costantemente di migliorare il mio gioco per riuscire un giorno a portarla a casa. Credo di aver fatto qualche piccolo passo avanti nella giusta direzione negli ultimi sei mesi. Sia tennisticamente che fisicamente. Ora, spero di continuare con questo trend positivo che sto cavalcando”.

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