WTA Roma, Gauff: "Nell'ultimo anno sono cambiata. Contro Iga è sempre un nuovo inizio"

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WTA Roma, Gauff: “Nell’ultimo anno sono cambiata. Contro Iga è sempre un nuovo inizio”

“Il doppio mi aiuta molto”, riflette Coco, “fare una cosa in partita è diverso che in allenamento”

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Da Roma, il nostro inviato

Il secondo martedì degli Internazionali d’Italia, per quest’anno, non è stato certamente così memorabile, non fosse per i luminosi doppi, sia maschile che femminile. E proprio una partita WTA è stata l’ultima a concludersi, quella tra Coco Gauff e Qinwen Zheng, che ha composto la prima semifinale, tra la statunitense e la polacca. Numero 1 e numero 3 del mondo, difficile chiedere di più in effetti. Ma è presto per parlare di un incontro a senso unico, specie alla luce dell’ottima forma dell’americana, apparsa raggiante ai microfoni della stampa alla fine dell’incontro.

Sono davvero felice di come ho giocato oggi“, gioisce Coco, “lei è un’avversaria molto ostica, che cambia spesso la parabola della palla. Sapevo di dover essere aggressiva, a lei piace dominare e prendersi il campo e non potevo lasciarglielo fare. Quindi ho cercato di fare la stessa cosa, ma meglio. Si tratta comunque di una giocatrice difficile da affrontare soprattutto sulla terra, ma alla fine si può parlare di una vittoria semplice. Ho cercato di essere il più possibile aggressiva e di colpire forte. Certo ho sbagliato qualcosa ma è anche normale che accada, ora ho solo bisogno di andare avanti con questa mentalità“.

Direi che la mia fiducia è cresciuta andando avanti nel torneo“, riflette l’americana, finalista al Roland Garros nel 2022, “dato che non venivo da un ottimo periodo. La mia fiducia in ogni caso non era così bassa, molte sconfitte erano state di misura. Ma oggi c’è stato un grande miglioramento rispetto alla scorsa partita, ed è stata la prima in cui tutti i pezzi erano apposto. Queste sensazioni così positive sono dovute soprattutto all’allenamento. Prima del doppio per 30 minuti mi esercito solo sul servizio o su quello che so di dover migliorare. Certo alle volte è difficile giocare singolo e doppio, ma sicuramente la specialità mi aiuta molto ad esercitarmi nelle situazioni importanti, perché una cosa è allenarsi e una cosa fare le cose in partita“.

E la partita, semplice o meno, si è conclusa con un match point molto particolare: “Se non avessi saltato la pallina mi avrebbe colpito. L’ho vista arrivare ed era molto veloce, io stavo correndo dall’altra parte quindi ho provato ad evitarla. Sarebbe stato veramente un modo brutto di non vincere un match point, ma fortunatamente non sono stata colpita. Uno dei modi più particolari di chiudere un incontro“. E chissà in che modo chiuderà il prossimo incontro contro la n.1 del mondo, un’avversaria che conosce molto bene: “Ogni volta che ho giocato contro di lei negli ultimi due anni sembrava una novità, come se potesse essere un nuovo inizio. La prima volta che ci siamo affrontate fu qui nel 2021, e sembra passato così tanto da allora, e l’ultima volta che ci siamo affrontate è alle WTA Finals. Anche in questo caso sembra passato chissà quanto. Sono però una giocatrice molto diversa rispetto alla scorsa stagione su terra quando mi batté al Roland Garros, e arrivo con molta fiducia. Al di là del risultato rimango fiera di come abbia saputo svoltare il mio torneo, specie se giocherò di nuovo così“.

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