– WIMBLEDON 2018
Parere personale: il suo miglior tennis Giorgi lo ha offerto su erba. Per esempio a ‘s Hertogenbosch 2015, a Eastbourne 2014, 2021, 2022 e 2023 o a Wimbledon 2012, 2017 e 2018. Della edizione dei Championships 2018 sottolineo due aspetti. Il primo: i quarti di finale raggiunti rappresentano il miglior risultato in carriera in uno Slam. Il secondo: in questa edizione di Wimbledon si è forse vista la versione di Giorgi più risolta sul piano tattico.
A Wimbledon 2018 Camila propone una forma di aggressività più articolata: alla costante spinta da fondo campo aggiunge la ricerca della rete. Inutile ricordare quanto nel tennis contemporaneo, con la palla che viaggia a mille, sia difficile trovare i tempi giusti per avanzare. Ma in quelle due settimane le riesce benissimo.
Giorgi conclude il torneo con la più alta percentuale di punti conclusi a rete tra le giocatrici arrivate almeno ai quarti di finale: il 14,4%, con una percentuale di punti vinti a rete del 70% (80 su 115). Giusto per dare un parametro di riferimento: la seconda era stata Serena Williams che però si era fermata al 10,9% di punti chiusi di volo e una percentuale di punti vinti del 67% (61 su 91).
Queste le avversarie sconfitte nei primi turni: Sevastova (testa di serie n. 21), Brengle, Siniakova e Makarova. A fermarla è Serena Williams in tre set. Una partita nella quale non credo Giorgi abbia molto da recriminare: anche se la Serena post maternità non era più la dominatrice di qualche stagione prima, era comunque una avversaria di livello superiore. Tre soli break in tutto il match (uno per set) sono sufficienti a definire il punteggio: 3-6, 6-3, 6-4. Per chi desidera vedere – o rivedere – quella partita, l’account di Wimbledon l’ha caricata per intero su YouTube:
– WTA 1000 MONTREAL 2021
Dopo la positiva stagione 2018, nella quale Giorgi raggiunge il best ranking (numero 26), gli anni successivi si risolvono in un regresso: problemi fisici e discontinuità di rendimento le impediscono di confermarsi a quel livello. Chiude il 2019 da numero 98 in classifica e il 2020 da numero 75. Anche per questo la risalita del 2021 risulta in parte sorprendente e, oggi possiamo dirlo con certezza, l’ultimo picco della sua attività agonistica.
Prima della impresa canadese c’è però la sfortuna a Eastbourne 2021: sui prati inglesi parte dalla qualificazioni, raggiunge la semifinale, ma deve ritirarsi per un risentimento alla coscia sinistra. Lungo il cammino del torneo ha sconfitto, tra le altre, Sabalenka e Pliskova, che quindici giorni dopo si ritroveranno una contro l’altra nella semifinale di Wimbledon. E’ segno che Camila è tornata in forma.
La settimana perfetta arriva finalmente nel mese di agosto, nel WTA 1000 del Canada. Vince il torneo superando Mertens, Podoroska, Kvitova, Gauff, Pegula e in finale ancora Pliskova.
Per chiudere, due osservazioni.
La prima: non so se la versione canadese di Giorgi sia stata la migliore in assoluto, ma è finalmente quella che riesce a mettere da parte la discontinuità per arrivare a offrire notevoli prestazioni un giorno dopo l’altro. Sei vittorie consecutive (con un bilancio di 12 set vinti e uno solo perso) le permettono di diventare la seconda giocatrice italiana capace di vincere un “mille”, dopo il successo a Indian Wells 2014 di Flavia Pennetta.
Seconda osservazione, di carattere generale. Al tempo dei suoi esordi, Camila impersonava una specie di anomalia rispetto a gran parte della concorrenza, e per certi aspetti era davvero quasi unica. Invece nell’ultima fase della carriera le cose risultano differenti. Ma non è lei che è cambiata drasticamente, è cambiato il contesto. E’ trascorso un decennio e, in modo quasi impercettibile ma costante, si sono evolute anche le proposte di gioco nel circuito. Sono aumentate le atlete capaci di colpire molto forte e di conseguenza la media WTA ha compiuto progressi nella gestione delle alte velocità di palla: sia in attacco che in difesa. E così la Giorgi delle ultime stagioni ai nostri occhi risulta inevitabilmente una tennista più normale.
