Ricomincio da Sinner (Marco Iaria, La Gazzetta dello Sport)
Gli Internazionali veri e propri cominceranno tra domani (il tabellone femminile) e mercoledì (quello maschile), ma il Foro Italico è già un brulicare di gente. E si sente, nell`aria, il dolce sapore dell`attesa. Sui campi ci si allena e si giocano le qualificazioni, ma la macchina organizzativa è tutta protesa all`evento nell`evento: il Sinner Day. Questo è il giorno in cui il numero 1 del mondo riabbraccia il suo popolo dopo i tre mesi di stop per il caso Clostebol. Per lui è stata apparecchiata una full immersion che gli farà riscoprire piacevoli sensazioni. La lunga clausura è alle spalle, la sospensione dalla frequentazione del circuito è terminata ieri, quando l`altoatesino è sbarcato a Ciampino con un volo da Nizza. […] Roma è pronta ad accogliere il suo campione. Già ieri l`entusiasmo era incalzante. […] Il programma odierno è intenso. In mattinata, nell`inimitabile cornice della Fontana di Trevi, si terranno i sorteggi dei tabelloni degli Internazionali: alle 11 il singolare femminile, alla presenza della n.3 Gauff e di Tyra Grant, che ha appena scelto di giocare per l`Italia; alle 12 quello maschile, con il n.4 Fritz e Federico Cinà. L`attesa è tutta per la testa di serie n.1, beneficiaria di un bye e quindi al debutto direttamente al secondo turno, tra venerdì e sabato: dopo l`elaborazione del computer, conosceremo i nomi dei due giocatori da cui uscirà lo sfidante di Sinner. Alle 16 ci sarà il media day pre-torneo, con la prima conferenza stampa dopo la squalifica: Jannik raggiungerà la sala stampa attraversando il ponte sospeso per un contatto ravvicinato con il pubblico. Alle 18 il Centrale farà da teatro alla festa del tennis italiano: la celebrazione dei trionfi azzurri in Coppa Davis e Billie Jean King Cup. Sfileranno i protagonisti di una doppietta storica, che ha suggellato un anno da stropicciarsi gli occhi: Sinner che balza in testa alla classifica, con le vittorie di due Slam e delle Atp Finals , le Olimpiadi che ci regalano l`oro del doppio formato da Errani e Paolini (finalista al Roland Garros e a Wimbledon) e il bronzo con Musetti (pure semifinalista a Wimbledon). E poi, a novembre, la chiusura del cerchio: a Malaga gli uomini fanno il bis dopo il successo del 2023 e le donne rinnovano l`epopea degli anni Duemila.[…] Dopo la festa, dalle 19 alle 21, il gettonatissimo primo allenamento di Sinner al Foro, con il ceco Jiri Lehecka, già top 30 Atp. I biglietti per il Centrale sono già esauriti. E il torneo non è nemmeno cominciato.
Finalmente Sinner: l’abbraccio di Roma (Lorenzo Ercoli, Corriere dello Sport)
Sorridente e rilassato, come del resto è sempre apparso in questi tre mesi, eccetto quando ha scelto lui di aprirsi. Alle 14.09 di ieri, domenica 4 maggio, ultimo giorno dei tre mesi di sospensione, Jannik Sinner è atterrato a Roma. Il jet privato proveniente da Nizza ha toccato terra all`Aeroporto Internazionale “Giovan Battista Pastine” di Ciampino: a bordo, il numero 1 del mondo e il suo team. Un volo rapido, decollato alle 13.11, meno di un`ora per passare dalla Costa Azzurra alla Città Eterna, stranamente accomunate dal cielo plumbeo. Sinner ha viaggiato su un Hawker Beechcraft 400XP e una volta uscito dal Terminal Aviazione Generale è stato accolto da due auto del torneo e dalla scorta della Polizia. Nessun convenevole e via verso l`hotel, anche perché la prima giornata non prevedeva il passaggio dal Foro Italico. Terminata la sospensione in vigore dal 9 febbraio al 4 maggio, mitigata dalla nota
in cui la Wada ha riconosciuto che l`azzurro non avesse intenzione di imbrogliare e che l`esposizione, a sua insaputa, al Clostebol non avesse fornito benefici in termini di prestazioni, si apre oggi una nuova pagina: Jannik torna protagonista. Alle 12 scoprirà il suo cammino: a Fontana di Trevi sarà sorteggiato il tabellone maschile (alle 11 quello femminile). Alle 16, la sua prima apparizione pubblica in conferenza stampa; alle 18 parteciperà con i compagni di nazionale alla celebrazione delle squadre vincitrici di Coppa Davis e Billie Jean King Cup, poi alle 19 il primo allenamento, sul Campo Centrale con il ceco Jiri Lehedca (n.38 ATP). Si
prevede subito il pienone: per assistere all`ora e mezza di tennis basterà il biglietto Ground, il più economico, e per chi non si è ancora accaparrato un biglietto sarà un`occasione d`oro per vederlo dal vivo. L’esordio, al secondo turno dopo aver usufruito del bye, avverrà venerdì 9 o sabato 10 maggio, quasi sicuramente in sessione serale. Dal primo allenamento con Jack Draper all`ultimo di due giorni fa con Holger Rune, chi lo ha visto all`opera parla di un crescendo costante e di ritmi altissimi, anche se lo stesso Jannik ha avvisato: i primi game di partita saranno particolari. I motivi per essere ottimisti, però, sono tanti: Sinner ha lasciato il circuito da dominatore e torna da tale, viste le chance perse da Zverev e Alcaraz (lo spagnolo dovrebbe farcela per Roma, nonostante il guaio alla gamba destra che gli è costato Madrid). […] L’allievo del duo Vagnozzi/Cahill torna agli Internazionali BNL d`Italia dopo aver saltato l’edizione 2024 per un problema all`anca. Il miglior risultato nel torneo di casa resta il quarto di finale del 2022, quando a fermarlo fu Stefanos Tsitsipas. Adesso lo scenario è decisamente cambiato: per la prima volta, un italiano giocherà a Roma da numero 1 del mondo. Potrebbe esserci subito l`occasione per scrivere un`altra pagina di storia del nostro tennis. […]
Sinnerismo Capitale (Daniele Azzolini, Tuttosport)
E qualcosa rimane, come sempre… Fra le pagine chiare e le pagine scure dei tre mesi che avrebbero dovuto capovolgere il tennis, l`unico che ha compiuto passi avanti è il ragazzo che doveva stare fermo. E ora che il percorso s`è compiuto, e la festa del ritorno sarà gioiosa, come solo Roma sa essere, mi chiedo che ne faremo delle troppe domande rimaste inevase, e non sia il caso, invece, di ragionarci un po’. Quanto meno per capire se qualcuno non abbia giocato in termini un po` troppo spregiudicati con la pelle di un atleta punito per non aver commesso il fatto. Chiamatelo “paradosso Sinner”, se vi piace. Lui fermo, che va di corsa, e gli altri che arrancano dietro ai vagoni di un treno che non doveva partire. I tre mesi che dovevano togliergli la sedia da sotto e farlo ruzzolare tra i ghigni beffardi di chi ha voglia di ridere su certe cose, sono diventati quelli dei ripetuti agganci. A Nastase (40 settimane in vetta), poi a Murray (41), e dopo a Kuerten (43) e al primo Nadal (46) che mancò
di poco un anno da capoclasse, al suo primo insediamento sulla vetta. Le settimane da primatista segnano quota 48 nel giorno in cui Roma ha acquistato 10.500 biglietti per assistere al primo allenamento di Sinner da “ragazzo libero”. Diventeranno 52 al termine del Roland Garros, dove Alcaraz non potrà migliorarsi e Zverev non a sufficienza, e un anno sarà compiuto, Sinner potrà spegnere la candelina e avvertirà intorno a sé le presenze incoraggianti di chi vi è riuscito prima. Solo in quattro hanno trascorso un anno da numeri uno la prima volta che hanno varcato il soglio del tennis, Connors, Hewitt, Federer e Djokovic. Jannik è il quinto. C`è di più. Non il fitto, inesauribile e un po` osceno chiacchiericcio che ci ha accompagnati […], piuttosto l`osservazione che in pochi osservano la regola dello stare zitti quando non si conosce a fondo come sono andate le cose. E tra le troppe smanie logorroiche, s`è fatta strada la sensazione, poco piacevole, che a qualcuno servisse fare di Sinner una vittima sacrificale per disporre di un esercito di scontenti utile a fare da inconsapevole supporto a manovre politiche. Ma le ore 24 del 4 maggio appartengono ormai al passato, oggi è il 5, ed è giorno di festa per chi ama il tennis. Ragazzo saggio, Sinner ha preferito che la giornata della spensieratezza si riduce a un unico pomeriggio. La conferenza stampa, la premiazione delle squadre che hanno vinto Davis e BJK Cup, in ultimo l`allenamento pubblico, con Lehecka (ore 19). Da domani, 6 maggio, comincia il futuro, e Jannik si sentirà in missione. Esiste un “Progetto Sinner, parte seconda”? Lo do per scontato, così come il fatto che non sarà lui a parlarne. Verrà fuori in forma di coriandoli, qui e là, tra una dichiarazione e l`altra, un`intervista ai coach e una al preparatore atletico. L’importante è che lui abbia chiaro quali saranno le nuove priorità. […] Ma un progetto che non si conosce è come uno zaino da riempire. Io ci metto la conservazione del primato in classifica il più a lungo possibile. Libero Sinner di smentirmi, ma sono convinto che gli sia piaciuto, e gli abbia permesso di valutare se stesso con maggiore profondità, magari anche di scoprire nuovi, sottili piaceri. Non si richiede un eccesso di superbia… Jannik ha il suo metodo e l`umiltà ne continua a permeare i contenuti, come mostra l`ultimo filmato che giunge da Montecarlo, dove lo vediamo impegnato a passare la stuoia sul campo dove ha appena finito di allenarsi con Sonego. Semmai è proprio l`osservazione che il suo metodo funziona a spingerlo nella conferma del primo posto. Finché gli sarà possibile. Poi un colpaccio in uno Slam che lo mostri in grado di vincere anche fuori dall`amato cemento. Credo tenga moltissimo al Roland Garros, e sa che può riuscire a farlo suo. Due volte negli ottavi, una nei quarti, l`anno scorso in semifinale, ma già con lo strazio del caso Clostebol tra i pensieri. Vi giungerà rodato da Roma, e ancora fresco. Lo Slam di Francia gli assegnerebbe mezzo Grande Slam e di sicuro lui all`altra metà non vorrà nemmeno pensarci. Lo faremo noi, giornalisti e pubblico, magari scusandoci del troppo ardire. C`è posto, nello zaino, anche per una finale di stagione senza avversari. US Open, Masters 1000, Atp Finals e Coppa Davis, sulla spinta della preparazione a lunga conservazione che Marco Panichi, romano, classe 1964, gli ha consigliato per questi mesi. Quando gli altri cominceranno a tirare il fiato, Sinner potrebbe rivelarsi imprendibile. […]
“Io, che ho battuto Jannik a Roma…” (Giovanni Pelazzo, Tuttosport)
Il grande giorno è arrivato: oggi Jannik Sinner torna ad essere a tutti gli effetti un uomo libero, senza più alcuna restrizione. Roma si prepara ad abbracciare il suo campione (questa sera alle 19 il primo allenamento sul Centrale con Lehecka), che torna agli Internazionali dopo aver saltato l`edizione 2024. Complice l`ingresso in top 10 di Lorenzo Musetti, in questi giorni si è parlato tanto di quella storica semifinale delle prequalificazioni che Jannik e Lorenzo giocarono a Roma sei anni fa. Vinse l`attuale n. 1 del mondo dopo una grande battaglia, ma in finale il percorso dell`allora 18enne Sinner si fermò contro Andrea Basso, ex n. 301 Atp, che ha appeso la racchetta al chiodo da quasi tre anni. «Avevo 28 anni quando ho deciso di smettere, era il momento giusto: non ho rimpianti – racconta Basso -. Avevo troppi pensieri per la testa, ma è stato un bel percorso: sono felice della scelta che ho fatto».
Andrea, lei ha smesso piuttosto presto. Qual è stato il motivo di questa decisione?
Ho avuto tanti infortuni e l`ultimo anno avevo anche molte preoccupazioni. Più l`età va avanti e più diventa complicato sostenersi economicamente. Non riuscivo più ad entrare in campo sereno.
Lei comunque è rimasto in orbita tennis.
Sì, ho fatto un anno l`allenatore tra il circuito Challenger e Itf, poi mi sono spostato più vicino a casa, a Genova, e oggi ho a che fare con tanti ragazzini di posti diversi. Mi diverto molto… se mi avessero detto gli ultimi anni che mi sarei divertito così tanto da allenatore, forse avrei smesso anche prima!
Qual è il suo ricordo più bello legato al tennis?
Uno dei più belli sicuramente è quella vittoria contro Sinner a Roma, ma c`è anche una partita in un Challenger a Genova a cui sono molto legato. Forse sono ancora un po` più legato a quella di Genova, essendo casa mia, anche se anche quella con Jannik è stata una gran bella partita. Lì per lì l`ho vissuta come una partita normale. Oggi quando si parla di quella sfida mi chiedo come abbia fatto, però all`epoca Jannik era ancora in rampa di lancio. Aveva i suoi punti di forza, ma anche quelli di debolezza: si vedeva che possedeva qualcosa in più degli altri, ma così tanto “in più” probabilmente era difficile capirlo. Mi aveva impressionato molto di più la settimana prima, ad Ostrava. Eravamo insieme a un Challenger e lì faceva paura: si giocava su terra outdoor, pioveva tutti i giorni, ma lui sembrava giocasse sulla moquette. Faceva un altro sport. A Roma invece forse era arrivato con qualche acciacco dalla settimana precedente. Ricordo che prima del match eravamo entrambi abbastanza tranquilli, perché è vero che al vincitore sarebbe spettato un posto in tabellone, ma probabilmente anche allo sconfitto, perché Seppi poi entrò a sua volta nel main draw, liberando una wild card che andò quindi a Jannik. A cena infatti eravamo seduti vicini, a un certo punto l`ho visto esultare e li ho capito.
Quindi in quel momento non le sembrava di avere davanti un potenziale top 10.
Non l`ho affrontato come un mostro, ho pensato che avevo davanti un giocatore da battere. L’avevo visto a Barletta giocare contro Andrea Arnaboldi, mancino come me e con un tennis simile al mio, e Arnaboldi aveva vinto. Sapevo ci sarebbe stata partita, anche se dopo un set mi sono chiesto quanto tirasse forte. La sua palla era veramente pesante! […]
“Al top in un paio di match. La pressione non lo scalfisce” (Vincenzo Martucci, Il Messaggero)
Paolo Bertolucci, che problemi avrà Sinner al rientro?
Potrebbe essere un insieme di fattori, nessuno però così importante e impossibile da risolvere. Mentale, per forza, ci sono i tre mesi lontano delle gare e nessun giocatore di livello così alto è stato fuori così tanto se non per infortunio. Allora, ci si allena a scartamento ridotto e magari si ha paura, alla ripresa, di sentire lo stesso dolore e quindi di doversi fermare ancora. Jannik questo problema non ce l`ha e può ripartire a mille all`ora.
La partita, si sa, è diversa dall`allenamento.
E` quello che hanno sempre patito tutti i giocatori al rientro: ritrovare la distanza con la palla, il rapporto col pubblico, il “15-0”, la palla break, eccetera. Ma secondo me è talmente più forte degli altri che potrebbe risolverlo in un paio di partite. Ha lavorato molto, ha messo dentro tanta benzina, sicuramente questa parte finale ha fatto molto scarico, all`inizio potrebbe risentire, ma sono certo che prestissimo troverà la scioltezza necessaria. […] Le aspettative saranno tante, però è riuscito a mantenere questo gap importante con gli avversari che si sono fatti del male da soli, senza riuscire a vincere quanto era nelle loro possibilità. E questo dà una certa tranquillità. L`unico vero, serio, competitor è Alcaraz, che però è ancora alle prese più con se stesso che con il tennis in generale e deve decidere che cosa vuole fare da grande: gli piace giocare e divertire quasi più che vincere. Le sue qualità gli permettono e gli hanno già permesso di esprimere un tennis a livello spaziale, ma con questa mentalità restano nel singolo torneo, non nell`arco dell`anno. Su cui si fonda la classifica ATP. […]
La reazione dei colleghi può dargli ancora problemi?
La cosa peggiore per chi è innocente e deve pagare per colpe non sue, è proprio avere colleghi ostili. Però, ti serve come in tutti i casi nella vita: fai una bella cernita dei sorrisi veri e e di quelli finti… Jannik ha sempre dichiarato: “Volevo andare avanti perché sono innocente”. Quindi entra a testa alta, sicuro, da numero 1 del mondo, e lì c`è tutta la differenza. E` normale che agli avversari facessero comodo altri due mesi di squalifica per evitarlo per i prossimi due Slam. Invece così sanno che per vincere un torneo devono battere Sinner. E questo cambia tutto. […]
I primi due turni sono pericolosi?
Per tornare ad esprimersi al meglio dopo che stai fermo tre mesi, servirebbero 5/6 partite. Però, con Nadal e company, abbiamo visto che i fenomeni sono subito pronti e rifiniscono la forma torneo facendo. […]
Chi deve temere Sinner?
Io invece mi chiedo: come può perdere ormai con Tsitsipas, Ruud, Fritz o Medvedev? L`unico è Alcaraz se gioca da Alcaraz. Ma se guardi anche gli altri… Zverev ha peso, sostanze e personalità per giocarsela, ma agli Australian Open era convinto per la prima volta: “Vinco uno Slam”. Invece è andato ko e ancora non s`è ripreso. Chi è salito molto è Draper, ha peso di palla ed è in fiducia. E poi c`è Musetti che è entrato nella dimensione del giocatore.
Ruud rinasce sulla terra: battuto Draper (Gianluca Strocchi, Tuttosport)
In Spagna si è costruito come giocatore, allenandosi a lungo nell`accademia di Rafa Nadal a Maiorca, ed è proprio a Madrid che Casper Ruud ha centrato il successo più importante della sua carriera. Dopo sei finali perse in grandi eventi (Slam, Masters 1000 e Atp Finals), il norvegese spezza il tabù e lo fa sulla terra della Caja Magica, imponendosi con il punteggio di 7-5 3-6 6-4, dopo due ore e mezza di intensa lotta, sul britannico Jack Draper, che inseguiva il primo trionfo su questa superficie. Sulla scorta di quanto mostrato nelle ultime partite, compresa la semifinale con Lorenzo Musetti, il 23enne mancino di Sutton ha strappato la battuta allo scandinavo nel terzo gioco, conservando il vantaggio fino al 5-3, prima di accusare un passaggio a vuoto (5 game persi di fila) che gli costa il primo set. Il vincitore di lndian Wells, dopo un duro sfogo con se stesso a fine parziale, ha saputo resettare, portando la sfida alla frazione decisiva. Dove però la maggior continuità di rendimento e lucidità del 26enne di Oslo è stata determinante: Draper nei primi due turni di servizio si è salvato, ma nel 5° game ha concesso il break decisivo per l`esito del confronto (99 punti a testa). «È una sensazione bellissima, anche perché è un obiettivo che inseguivo da tempo – il commento di Casper, che torna in Top 10 risalendo al 7° posto, mentre l`inglese si “consola” con il nuovo best ranking da n. 5 – Jack sta facendo cose straordinarie e sapevo che potevo avere chance solo giocando il mio miglior tennis. Ci sono riuscito ed è carburante importante».
