Paolo Bertolucci (semifinale 1973) – La prima semifinale azzurra dell’Era Open è anche la più giovane, raggiunta dal “Pasta Boy” Paolo Bertolucci 52 anni fa. La prima della decade d’oro del tennis italiano, quella del primo grande boom delle racchette nel nostro Paese. Accreditato della quarta testa di serie il braccio d’oro batté ai quarti Hrebec prima di arrendersi in una partita spettacolare, 6-2 3-6 6-3 3-6 6-0, al n.1 del tabellone e poi campione Ilie Nastase. Solo la prima pagina degli anni migliori, per quasi mezzo secolo, del tennis italiano.
Adriano Panatta (vittoria 1976, finale 1978) – Adriano, il figliol prodigo. Il più grande fino all’avvento di Jannik Sinner. La sua prima semifinale nel 1976 ha simboleggiato una storica vittoria, che è tutt’ora l’ultima di un italiano al Foro. Tante partite memorabili, tante condizionate da un pubblico che in quegli anni iniziò a conquistarsi la fama di “eccessivo” e “scorretto” (epico il ritiro di Harold Solomon). Poi il capolavoro in finale contro Guillermo Vilas, che era il migliore sulla terra dopo Borg, 2-6 7-6 6-2 7-6. La vittoria al Roland Garros sarebbe stato il passo successivo, prima di una finale nel 1978 al Foro che sarebbe stato il vero canto del cigno, persa al quinto contro Borg. Nella terza finale di fila con un azzurro a Roma.
Antonio Zugarelli (finale 1977) – Nell’anno di mezzo di Panatta toccò prendere il mantello di salvatore della Patria al meno noto dei quattro della Davis, Tonino Zugarelli, ragazzo proprio di Roma. Che, sfruttando un “buco” nel tabellone causato dalla vittoria di Franulovic su Vilas, seppe battere Pecci ai quarti e poi in una bella semifinale Taylor Dent. Poté poco poi contro Vitas Gerulaitis nella finale più importante della sua vita, vinta 6-2 7-6 3-6 7-6 dall’americano.
Filippo Volandri (semifinale 2007) – Incredibile a dirsi, ma ci sono voluti 29 anni dalla finale di Panatta per ritrovare un giocatore italiano tra gli ultimi 4. E toccò all’attuale capitano di Coppa Davis, in una settimana da Dio, la migliore della carriera. Gasquet al terzo, il miracolo contro Roger Federer, n.1 al mondo, in ottavi, e anche Berdych nei quarti. Volandri quella settimana giocava su una nuvoletta, fino alla semifinale, dove raccolse solo tre game contro Fernando Gonzalez. Ma fu la prima piccola traccia d’Italia dopo tanti, troppi anni a Roma.
Lorenzo Sonego (semifinale 2021) – Ancora una volta un nome a sorpresa. Quattordici anni dopo Volandri, un torinese che è arrivato tardi a certi livelli. Il 2021, con ancora gli spalti semivuoti come residuo del COVID, Sonego gioca il miglior tennis della sua miglior stagione. Batte Thiem e Rublev, quest’ultimo di sabato mattina a causa di una pioggia costante che aveva inficiato il regolare svolgimento del programma. E così viene costretto al doppio turno per la semifinale, persa solo al terzo contro Novak Djokovic. Un punto epico, l’ultima grande giornata romana prima di quello che sarà un magico venerdì. Il 16 maggio 2025.
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