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Interviste

Wimbledon, Alcaraz: “Sinner più forte da fondo, non potevo fare nulla”

“La risposta alla seconda di servizio è stata la chiave” spiega Carlos Alcaraz dopo la sconfitta in finale contro Sinner. “Jannik ha giocato un tennis straordinario, esco a testa alta”

Ultimo aggiornamento: 14/07/2025 17:11
Di Michelangelo Sottili Pubblicato il 13/07/2025
8 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Carlos Alcaraz - Wimbledon 2025 (foto @atptour)

Jannik Sinner interrompe la striscia di cinque vittorie di Carlos Alcaraz negli scontri diretti (ora 8-5 per lo spagnolo a livello ATP) e, nel mentre, vince il torneo di Wimbledon, diventando il primo tennista italiano ad alzare la coppa del torneo più famoso del mondo.
4-6 6-4 6-4 6-4 il punteggio per l’azzurro, che dal finale del secondo set ha dato un’accelerata alla propria prestazione, comandando decisamente gli scambi mentre la percentuale di prime in campo di Alcaraz calava drasticamente. Dall’analisi di Carlos dopo quella che è appena la sua quarta sconfitta sull’erba in carriera, è stata decisiva la differenza in risposta sulla seconda avversaria. Ecco le sue parole.

D. Ovviamente non è il risultato che speravi oggi, ma nel complesso è stato un buon torneo?
“Sì, perdere partite è sempre una brutta sensazione. Penso che sia un po’ peggio quando perdi in finale. Nel complesso sono davvero orgoglioso di tutto quello che ho fatto nelle ultime quattro settimane sull’erba, qui a Londra. Lascio Wimbledon, ho appena lasciato il campo, con la testa veramente, veramente alta, perché ho fatto tutto ciò che potevo oggi. Ho giocato contro qualcuno che ha fatto una partita incredibile. Quindi sì, un po’ triste per la sconfitta, ma con la testa alta.”

D. Sembrava che oggi non fossi proprio un ‘servebot”.
“Oggi è stato un po’ complicato. Ho avuto una bassa percentuale di prime di servizio. E poi ho giocato contro uno dei migliori ribattitori del circuito, senza dubbio. Il servizio è stata un’arma che avrei voluto funzionasse meglio, ma oggi… con i nervi e tutto il resto, era difficile servire meglio. Devo migliorare, assolutamente.”

D. L’ultima volta che hai perso una grande finale, come l’estate scorsa alle Olimpiadi, ci è voluto un po’ per riprenderti. Cosa hai imparato da quell’esperienza che puoi applicare ora per superare questo momento?
“Beh, penso che sia diverso. È una sensazione diversa, per essere onesti. Sì, l’anno scorso alle Olimpiadi stavo davvero male emotivamente dopo la partita. È stato davvero difficile per me accettare quel momento. Adesso, credo di aver vissuto diverse situazioni da cui ho imparato nell’ultimo anno. Ora sono in una posizione in cui, come ho detto più volte, accetto tutto ciò che mi arriva, nel modo in cui arriva. Ok, ho appena perso una finale in uno Slam, ma sono davvero orgoglioso di essere arrivato in finale.
“Voglio tenere con me i momenti belli e cercare di dimenticare quelli brutti. Voglio solo pensare, ‘ok, ho giocato una finale di uno Slam’, e cercare di non pensare troppo al fatto che l’ho persa. Il punto è che sono riuscito a giocarla, e voglio accettarlo. Quindi, come ho detto, non mi sento affatto male. Sono felice. Sorrido, perché nella mia testa era importante arrivare in finale e sono grato per questo.”

D. La rivalità con Jannik: quanto significa per te avere un avversario di quel livello? E dove pensi che stia andando questa rivalità?
“Prima di tutto, sono davvero felice di avere questa rivalità con lui. Penso che sia fantastico per noi e anche per il tennis. Ogni volta che giochiamo uno contro l’altro, il nostro livello è davvero altissimo. Penso che non si veda spesso un livello così, a dirla tutta. Non vedo altri giocatori affrontarsi tra loro con il livello che raggiungiamo noi quando ci sfidiamo.
“Penso, come ho già detto tante volte, che questa rivalità stia diventando sempre più bella. La stiamo costruendo attraverso finali di Slam, finali di Masters 1000, nei tornei più importanti al mondo. E diventerà sempre più grande. Sono davvero grato per questo, perché mi dà l’opportunità di dare il 100% ogni giorno in allenamento. Devo migliorarmi, grazie a questa rivalità. Il livello che devo mantenere – e superare – se voglio battere Jannik, è davvero alto.”

D. Ovviamente la sconfitta di Jannik a Parigi è stata molto dura. Ti ha sorpreso la velocità con cui si è ripreso e ha vinto qui?
“Per niente. Non mi ha sorpreso, perché so che è un grandissimo giocatore e un enorme campione. I campioni imparano – non dirò ‘senza paura’ – ma imparano dalle sconfitte. Sapevo fin dall’inizio che avrebbe imparato da quella finale, che non avrebbe commesso gli stessi errori della finale del Roland Garros. Il modo in cui ha giocato oggi era altissimo. Non mi ha sorpreso per niente. Sapevo che avrebbe giocato così. Si è trattato solo di alcuni dettagli. Sì, in generale non mi ha sorpreso, perché so che è un grande campione.”

D. Voglio chiederti dell’energia nella partita, perché a metà incontro sembrava che qualcosa fosse cambiato. Hai sentito di avere abbastanza energie per arrivare fino in fondo?
“Non mi sono sentito giù fisicamente durante la partita. Era più il fatto che lui mi spingeva al limite in ogni punto. Mentalmente, a volte è davvero difficile mantenere la concentrazione o il livello durante tutta la partita, quando vedi l’avversario giocare un tennis così straordinario.
“In certi momenti non sapevo cosa fare. Dalla linea di fondo sentivo che era più forte di me, e non potevo fare nulla. Penso che la chiave sia stata la seconda di servizio. Lui rispondeva davvero bene alla mia seconda, e grazie a questo era sempre in posizione per attaccare sulla palla successiva. È molto difficile quando senti di dover solo difenderti, correndo da una parte all’altra del campo in continuazione. Questa era la mia sensazione. Ma fisicamente, no, non mi sono sentito giù.”

D. Cosa pensi di dover migliorare per fare meglio contro di lui la prossima volta?
“Beh, penso che le superfici siano molto diverse. Per esempio, oggi sull’erba, il secondo set è stato davvero importante. Sento di aver regalato troppi punti facili quando lui serviva la seconda. Ok, ha una grande prima di servizio, questo è ovvio. Cerco di rispondere o vincere il punto già dalla prima, ma è più difficile. Però, quando hai l’occasione di rispondere sulla seconda, bisogna fare di più su quei punti. Dovevo rispondere meglio, cercare di essere io ad attaccare dopo la risposta. Ho avuto la sensazione che stesse servendo piuttosto tranquillo, vinceva i suoi turni di battuta con troppa facilità. E per questo non ho mai davvero messo pressione su di lui nei suoi turni di servizio, non l’ho mai spinto ad avere dei momenti di nervosismo. Quindi, sì, devo migliorare in questo.

Nel complesso, è stata una grande partita. Il livello dalla linea di fondo era molto alto. E penso che lì ci sia stata la grande differenza tra noi due oggi.”


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TAGGED:Carlos AlcarazWimbledon 2025
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