WTA Ningbo: troppa Rybakina per Paolini. La kazaka riapre la corsa Finals

La numero tre del seeding sfiderà in finale Ekaterina Alexandrova, vincitrice nel derby russo contro Shnaider

Di Giuseppe Di Paola
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Jasmine Paolini – WTA Wuhan 2025 (foto via Instagram @wuhanopenwta)

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[3] E. Rybakina b. [2] J. Paolini 6-3 6-2

Termina tra le mani di Elena Rybakina lo scontro diretto per l’accesso alle WTA Finals di Riad. La kazaka ha impiegato poco meno di un’ora e trenta per mettere k.o Jasmine Paolini, numero due del seeding, che ha tentato con tutte le forze di resistere agli attacchi efferati della sua avversaria, perfettamente in palla nella prima semifinale del Ningbo Open.

Rybakina centra la 21esima finale WTA della carriera, e non solo. Elena tallona l’azzurra nella Race to Finals e in caso di trionfo si avvicinerebbe ad una manciata di punti di distacco da Jasmine. Tutto rimandato al WTA 500 di Tokyo, dove per il momento non figura il nome di Mirra Andreeva, altra diretta concorrente per Riad.

Primo set: le risposte di Rybakina fanno male a Paolini. Kazaka avanti

Si presenta subito bene Paolini, decisa ad aggredire l’avversaria quando ne ha la possibilità, mettendo i piedi dentro al campo. Le prime di servizio di Rybakina, chiaramente, non danno respiro all’azzurra; tutto cambia quando la kazaka serve la seconda di servizio, in quel caso Jasmine riesce sempre a far partire lo scambio mostrandosi pericolosa. La numero tre del seeding è meno attendista e non va per il sottile. Una tattica che paga a metà per Elena, che commette un paio di errori superflui dettati dalla velocità dei colpi.

Una Paolini molto fallosa guadagna la possibilità di break, ma il servizio possente viene subito in soccorso di Rybakina. La strategia aggressiva della diretta concorrente di Paolini per le Finals inizia a sortire l’effetto sperato. Quando colpisce da ferma, la kazaka solca il cemento di Ningbo, e diventa impossibile replicare per Jasmine. Dopo un ottavo game lottatissimo, l’azzurra cede il primo break dell’incontro, e nonostante la chance di rientro nel game successivo, consegna anche il primo parziale alla classe 1999, conquistato con lo score di 6-3.

Secondo set: la kazaka ha un altro passo. Paolini cede in due set

La numero tre del seeding continua a tenere un ritmo infernale. Jasmine fa il possibile negli scambi prolungati, ma i problemi arrivano al servizio, con una Rybakina scatenata in fase di risposta. Il livello di tennis della kazaka rasenta quasi la perfezione. Adesso, neppure i gratuiti danno respiro a Paolini, in svantaggio di set e break. L’azzurra sembra accusare il colpo, e d’altra parte, contrastare le saette di Elena è diventata una mission impossible, così la kazaka vola sul 5-2 in men che non si dica. L’orgoglio tricolore ridà – per un attimo – speranza a Jasmine, che riesce a procurarsi una triplice chance di break. Rybakina si oppone ancora, cancellando il 7º break point del match, messo in cassaforte col punteggio di 6-3 6-2.

[4] E. Alexandrova b. [7] D. Shnaider 6-3 6-4

L’avversaria di Rybakina in finale sarà la testa di serie numero 4 Ekaterina Alexandrova. La trentenne nativa di Čeljabinsk ha conquistato il pass per l’ultimo atto del torneo cinese sconfiggendo in due set 6-3 6-4 la connazionale Diana Shnaider. Una vittoria che sa di vendetta per Alexandrova che qualche mese fa aveva perso contro la più giovane connazionale la finale del WTA 500 di Monterrey.  Per Alexandrova la finale di Ningbo rappresenta il giusto modo di festeggiare l’ingresso, avvenuto settimana scorsa, nella top 10 della classifica WTA. Quella contro Shnaider rappresenta la vittoria numero 46 in stagione, nuovo record per lei, e le permette di raggiungere la finale numero 13 della carriera a livello WTA, la quarta in stagione dopo Linz, Monterrey e Seul. Per giungere all’ultimo atto del Ningbo Open Alexandrova ha dovuto mostrare una grande solidità a livello mentale annullando ben 8 palle break su 10, 7 delle quali nel primo set. Shnaider ha cercato di tenere la sfida aperta sino all’ultimo annullando ben 5 match point, per poi capitolare alle sesta occasione.

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