[1] N. Djokovic b. [Q] Y. Hanfmann 6-3 6-4
Ha 38 anni, Novak Djokovic, ma continua a inseguire record sul campo da tennis. Sul cemento indoor di Atene, la città in cui da pochi mesi ha scelto di vivere, raggiunge la sua 144esima finale ATP e 95esima sul cemento, riducendo il distacco dal recordman Federer, a 98. Il fuoriclasse serbo ha superato Yannick Hanfmann per la terza volta in tre incontri senza grosse difficoltà, a parte un piccolo passaggio a vuoto all’inizio del secondo set, raggiungendo la sua terza finale stagionale.
Un successo che gli consente di consolidare il quinto posto mondiale (se dovesse mantenerlo fino a fine anno, sarebbe la 15esima volta nelle ultime 17 stagioni che conclude la stagione tra i primi cinque al mondo) e di interrompere la striscia di quattro sconfitte consecutive in semifinale.
Per Hanfmann, resta la soddisfazione di un ottimo torneo, arrivato da qualificato a sfiorare la prima finale su cemento.
Tra Djokovic e il titolo n. 101 in carriera ci sarà domani Lorenzo Musetti. Una finale con una situazione quasi paradossale in chiave ATP Finals di Torino: vincendo, Nole estrometterebbe Musetti dalla kermesse piemontese; ma se poi decidesse di rinunciare al torneo – magari proprio perchè il carrarino lo avesse costretto a una finale molto impegnativa – Musetti subentrerebbe al suo posto. Se invece fosse l’azzurro a trionfare, si guadagnerebbe sul campo l’ultimo pass per Torino.
Primo set: Nole ingiocabile al servizio, gli basta un break
Djokovic e Hanfmann si ritrovano uno di fronte all’altro a poco più di un mese dall’ultima volta, a Shanghai, dove il 33enne tedesco impegnò severamente il fuoriclasse serbo, che si impose in rimonta (4-6 7-5 6-3) dopo oltre due ore e mezza di battaglia. Memore di quest’ultima sfida, dove subì nella prima parte del match l’aggressività dell’ex atleta dell’Università della California Meridionale, è Djokovic a partire con un piglio molto incisivo (con diverse sortite a rete vincenti, addirittura due di fila nei primi due punti giocati), ottimamente supportato dal servizio.
Primo sussulto nel quarto game, quando con la specialità della casa, la risposta, seguita da un’ottima smorzata, il serbo ottiene la prima palla break. Hanfmann l’annulla con il servizio e poi pareggia il conto dei giochi con un eccellente pregevolissimo serve & volley. Ma nel successivo turno di battuta, tre errori lo portano a doverne difendere tre consecutive. Le prime due le annulla con un pregevole serve & volley e un altrettanto apprezzabile schema servizio-dritto, ma la terza lo vede affossare in rete la volée sulla risposta di Djokovic. Nei suoi turni di battuta Nole è assolutamente dominante (20 punti su 26 vinti, 73% di prime e 84% di punti con la prima, nel set) e con il sesto ace chiude per 6-3 dopo 36 minuti di gioco.
Secondo set – Djokovic cala un’attimo, ma poi si impone in scioltezza
Un Hanfmann per nulla scoraggiato (del resto le cinque partite vinte di fila in terra ellenica hanno riempito per bene il serbatoio della fiducia del tennista di Karlshrue) infila ad inizio set un parziale di sei punti a zero e si trova 0-30 in risposta, complice anche un piccolo calo di tensione del 38enne serbo. Che però con un altro paio di ace mette le cose a posto.
Nel quarto game la situazione si ripropone: due incertezze di Nole lo portano 0-30. Stavolta il servizio lo aiuta solo in parte, anche perchè Hanfmann infila due ottime risposte e per il tedesco arrivano le prime due palle break dell’incontro. Basta la prima: con un frigorifero in risposta, su una seconda non molto incisiva del serbo, conquista il break.
Djokovic, anche se meno brillante rispetto alla prima mezz’ora di gioco, non si scompone: assesta un paio di risposte delle sue, sfrutta le evidenti difficoltà di spostamento di Hanfmann negli scambi prolungati da fondo e ottiene subito il controbreak. Riagganciando l’avversario sul 3 pari poco dopo, grazie alla ritrovata solidità al servizio.
La qualità del match è scesa rispetto al primo set, c’è qualche errore di troppo da entrambe le parti. Ma l’inerzia del match è a favore del campione di Belgrado, che nuovamente costringe il suo avversario a un errore da apnea dopo uno scambio lungo e si procura un’altra palla break. Sfruttata subito, grazie alla risposta che costringe Hanfmann all’errore di rovescio.
Il quasi 34enne tedesco (li compie il prossimo 13 novembre) appare un po’ in riserva adesso, forse la stanchezza dei sei match in sette giorni si è fatta sentire di colpo, mentre Djokovic ha ripreso a martellare con il servizio: 5-3 Nole, dopo il nono ace del 24 volte campione Slam. La partita non regala altri sussulti: Djokovic tiene a zero l’ultimo game alla battuta (chiudendo con il 75% di punti sulla prima e il 69% sulla seconda) e sigilla il 6-4 finale, centrando la vittoria numero 1162 a livello ATP e facendo diventare la Grecia il 23º Paese della lista di quelli in cui ha disputato una finale del Tour.
