Lorenzo Musetti è reduce da un 2025 da sogno. Nonostante un paio di stop a causa di altrettanti infortuni, che lo hanno tenuto lontano dalle competizioni nei mesi di febbraio e giugno, il 23enne di Carrara ha confezionato una stagione invidiabile sotto molti aspetti. Ha raggiunto la finale a Monte Carlo, le semifinali al Roland Garros, Madrid e Roma, i quarti allo US Open, ma non solo. L’obiettivo di qualificarsi alle ATP Finals si è concretizzato in extremis e la vittoria contro Alex de Minaur è forse la fotografia perfetta del 2025 di Lorenzo.
Un’annata conclusa da numero 8 al mondo e che, insieme ad altre tematiche, è stata raccontata a Emanuela Audisio in un’intervista concessa a la Repubblica di cui avevamo già dato conto per quanto riguarda ampi stralci. Di seguito proponiamo quindi il resto delle dichiarazioni rilasciate da Musetti.
Musetti: “Con quale collega uscirei a cena? Jasmine Paolini”
A breve Lorenzo diventerà papà per la seconda volta. Dopo Ludovico, anche Leandro entrerà a far parte della famiglia. Ma la maggior parte dei colleghi tennisti, soprattutto quelli giovani come lui, non hanno ancora in mente questo genere di progetti. “Non mi fanno molte domande”, rivela infatti Musetti. “Tranne Alexander Bublik, che ha 28 anni e un bimbo di 3. Lui è sempre affettuoso, spesso ci confrontiamo tra papà. Il primo figlio è stato un terremoto e una bella sorpresa. Non era cercato, abbiamo deciso di tenerlo. Ho dovuto ripensare la mia vita”.
Ed è qui che tornano in mente i ricordi. Quando si era piccoli e si conoscevano solamente persone dei paesi limitrofi. Se Muso dovesse quindi scegliere con quale collega andare a cena, la risposta si collegherebbe naturalmente alle sue radici. “Con Jasmine Paolini (sono entrambi toscani, ndr) e il suo sorriso. Ci conosciamo da tempo e abbiamo un bellissimo rapporto. È una campionessa, ho da imparare da lei. Sono sicuro che verrebbe fuori una serata fantastica, piena di risate e allegria”.
Ma se invece potesse conoscere per la prima volta un campione, Lorenzo virerebbe subito sul basket. “LeBron James. Ha più di 40 anni, eppure entra in campo con la stessa motivazione del primo giorno. Ha saputo durare, curare il fisico, essere personaggio anche fuori dal basket”.
Musetti: “Il suono della palla mi parla da quando ero piccolo”
“Mi piace il rumore della palla”, racconta l’allievo di Simone Tartarini. “Che poi è un suono, non una cosa che disturba. Dice, racconta, ricorda. È una questione di ritmo, di orecchio: è un battito. Ero piccolo, giocavo nello scantinato della nonna, ribattevo sul muro. C’era anche mio padre. È lì che quel suono ha iniziato a parlarmi. A me manca se per un po’ non lo sento, accompagna la mia vita. Per me è una melodia”.
Poi c’è anche un’altra sua passione, scoperta negli ultimi anni: la moda. “I vestiti, la moda, le sfilate mi affascinano. Aiutano a dare un’idea di te. Credo siano una parte importante di quello che vuoi comunicare, soprattutto se te li senti bene addosso”. È più complicato sentirsi a proprio agio, invece, quando si sfida ad esempio un proprio connazionale in un torneo. Ma Lorenzo spiega che non soffre particolarmente queste occasioni. “Quando affronti un compagno con cui magari giochi anche il doppio è sempre una partita delicata. Hai condiviso tanti momenti, lo guardi con altri occhi. Per quello è importante concentrarsi sul gioco. Però no, non patisco i match fratricidi, sono capace di gestirli. Questo non significa che ne esca sempre vincente. Ma si resta comunque amici”.
Di questi derby, al giorno d’oggi, il tennis ne è pieno. I colori azzurri si stanno espandendo a macchia d’olio in questo sport e anche nella società odierna. Secondo Lorenzo, infatti, il tennis “parla del diritto di tutti di aggrapparsi ai sogni. Ma tutto lo sport, non solo il tennis, ha un impatto grande sulla società. Offre occasioni, aiuta a costruirci. Io ero un bambino, non immaginavo il viaggio che avevo davanti e tanto meno di arrivare così in alto. Speriamo che il tennis azzurro, che in questo momento ha tanti protagonisti, possa ispirare le nuove generazioni”.
