Con il suo tradizionale ruolo di tappa d’apertura della stagione asiatica, l’ATP Hong Kong Open ha vissuto una giornata intensa tra gli ultimi turni di qualificazione e i primi sedicesimi di finale del tabellone principale. Il cemento di Hong Kong ha già iniziato a delineare i primi incroci interessanti, offrendo spunti tecnici e indicazioni importanti sullo stato di forma di diversi protagonisti, in attesa dell’ingresso in scena delle teste di serie più alte.
Qualificazioni completate: Struff e Tabilo rispettano il pronostico
Giornata decisiva sul fronte qualificazioni, dove non sono mancati match combattuti. Laslo Djere, numero 5 del seeding delle “quali”, ha avuto la meglio su Emilio Nava con un doppio 7-5 7-6(1). Il serbo conquista così l’accesso al tabellone principale, dove affronterà Marcos Giron nei sedicesimi.
Successo in due set anche per Jan-Lennard Struff, testa di serie numero 3 delle qualificazioni, che elimina Nishesh Basavareddy per 7-6(5) 6-2. Per il tedesco ora l’ostacolo Botic van de Zandschulp, avversario sempre insidioso sul cemento.
Match più tortuoso, invece, per Michael Mmoh, che supera Patrick Kypson con il punteggio di 6-2 3-6 6-4. Mmoh se la vedrà ora con Alejandro Tabilo, seconda testa di serie delle qualificazioni, capace di rimontare Zhou Yi dopo un avvio complicato (4-6 6-4 6-3).
Sedicesimi di finale: Wu Yibing sorprende, Cilic avanza con autorità
Prestazione solida e convincente per Wu Yibing, che supera Fabian Marozsan con un netto 6-4 6-2. Il cinese ha mostrato grande aggressività da fondo e una buona continuità al servizio, riuscendo a salvare tutte e tre le palle break concesse nel corso dell’incontro e a capitalizzare due delle cinque occasioni di break costruite in risposta contro l’ungherese. Una prova di maturità che gli vale un ottavo di finale di grande prestigio contro Andrey Rublev, testa di serie numero 3 del torneo.
Segnali incoraggianti anche da Marin Cilic, che regola Adrian Mannarino per 6-3 6-2 al termine di un match dai numeri contrastanti ma indicativi. Il croato ha messo a referto 9 ace, pur servendo con una percentuale di prime piuttosto bassa (48% contro il 73% del francese), compensata però da un’efficacia nettamente superiore, con l’89% dei punti vinti quando la prima entrava in campo. Entrambi i giocatori hanno faticato sul piano della pulizia tecnica, superando quota 20 errori non forzati, ma la differenza l’ha fatta l’aggressività: Cilic ha infatti chiuso con 23 colpi vincenti, contro gli appena 8 di Mannarino. Una prestazione che conferma la crescita del croato sul piano fisico e della spinta dei colpi, in vista dell’ottavo di finale contro Nuno Borges.
Proprio il portoghese, ottava testa di serie, aveva in precedenza rispettato il pronostico imponendosi su Damir Dzumhur con il punteggio di 6-4 6-3. Nuno Borges ha fatto valere una maggiore incisività offensiva, chiudendo l’incontro con 18 vincenti contro i 9 dell’avversario, e dimostrando solidità nei momenti chiave. Dall’altra parte, Dzumhur ha pagato una prestazione non eccellente al servizio, raccogliendo appena il 59% dei punti con la prima, fattore che ha finito per indirizzare l’inerzia del match a favore del portoghese.
