di Silvia Frigeni
Dopo il clamore suscitato dalla separazione da Juan-Carlos Ferrero, a fine dicembre si è tornato a parlare di Carlos Alcaraz per motivi più tecnici. Sui social è circolato un video in cui il n. 1 del mondo si allena al servizio in modo peculiare: Samuel Lopez, che per ora rimane il suo allenatore principale, tiene di fronte a lui un piccolo canestro in cui Alcaraz deve cercare di fare centro con il lancio della palla. L’esercizio, su cui già lo si era visto lavorare circa un anno fa, servirebbe ad allenare la meccanica del lancio, cercando di automatizzarla e abituando il tennista a colpire la palla più in alto e con un’angolazione più precisa, in una posizione più avanzata che facilita la potenza del tiro e minimizza i margini di errore.
Carlos Alcaraz e l’importanza del lavoro sul servizio
Già in preparazione per la stagione del 2025, quando Lopez aveva affiancato Ferrero nel suo team, Alcaraz aveva lavorato sul miglioramento del servizio, suo punto debole specialmente se paragonato al rendimento del suo migliore avversario, Jannik Sinner. I primi risultati si sono visti a partire dall’estate, per poi assestarsi allo US Open dove la nuova sicurezza nel servizio ha permesso al n. 1 di tenere più facilmente i suoi turni di battuta, abbreviando la durata delle partite ed eliminando quei passaggi a vuoto che sembravano parte integrante del suo modo di giocare a tennis.
Nella finale contro Sinner, la solidità del servizio di Alcaraz è stata particolarmente evidente, soprattutto se confrontata con le bassissime percentuali di prime palle dell’altoatesino, che sono scese fino al 36% nel quarto set. Eppure le percentuali di fine anno testimoniano che il servizio di Jan rimane uno dei più efficaci del circuito: il tennista italiano è primo per percentuali di punti vinti sia con la prima che con la seconda di servizio, ed è il giocatore con la media di punti persi per turno più bassa del circuito. In confronto a Sinner, Alcaraz commette ancora molti doppi falli e riesce a fare molti meno punti con la prima di servizio.
I motivi dietro al nuovo servizio di Alcaraz
Come ha osservato Fabio Colangelo in un’intervista rilasciata ai colleghi di ‘Tennis Magazine’, l’allenamento con il servizio ha probabilmente lo scopo di aiutare Alcaraz a essere più preciso nell’esecuzione del movimento, avvicinandolo a Sinner. A questo scopo, il tennista spagnolo sembra avere ridotto l’escursione del braccio sinistro nel lancio della palla. C’è poi lo svantaggio dell’altezza. A un metro e ottantatré, come riportato dal sito dell’ATP, Alcaraz è di almeno dieci centimetri più basso della maggior parte dei suoi avversari, e non può giovarsi della loro stessa estensione di braccio per colpire la palla più in alto. Cambiare la meccanica del servizio gli permetterebbe di avere più varietà anche nella direzione da imprimere alla palla, evitando di farla finire sempre sul rovescio degli avversari.
Un’altra novità del servizio di Alcaraz è l’altezza a cui tiene la palla in fase di preparazione, non più a livello delle anche come era lo scorso autunno ma al livello delle spalle, in maniera simile a Djokovic. Anche la posizione della palla rispetto alla racchetta è simile, spostandosi dal cuore della racchetta all’estremità della testa.
Alcaraz ‘studia’ da Djokovic?
Ma perché Alcaraz (e Lopez) vorrebbero imitare il servizio di Djokovic? Stando all’analisi di Punto de Break, una possibile spiegazione sarebbe da cercare nelle modifiche apportate dal giocatore serbo al servizio dopo il 2018. Stando alle statistiche, le percentuali di punti ottenuti con la seconda di servizio cambiarono drasticamente, con meno servizi in kick e puntando più al lato destro dell’avversario.
Similmente, Alcaraz starebbe cercando di modificare la direzione del suo tradizionale servizio in kick sulla seconda, rendendolo meno leggibile e sfruttando la maggiore debolezza di molti giocatori del circuito (come Medvedev e Zverev) sul lato del dritto. Che sia questa la spiegazione o no, l’inizio imminente della stagione sarà l’occasione per notare se questi cambiamenti sono già presenti nel gioco del campione spagnolo, o se ci vorrà del tempo per apprezzarne i risultati.
