La sfida tra Grecia e Gran Bretagna valeva l’accesso ai quarti di finale della United Cup 2026 e non ha lasciato spazio a repliche. Alla RAC Arena di Perth, il tie del Girone E si è chiuso sul 2-0 per la Grecia, grazie alle vittorie di Stefanos Tsitsipas nel singolare maschile contro Billy Harris e di Maria Sakkari in quello femminile contro Emma Raducanu. Due match molto diversi per andamento e sviluppo, ma ugualmente decisivi per estromettere la Gran Bretagna dalla competizione e rendere superfluo il doppio misto, completando il quadro del girone che promuove la Grecia alla fase a eliminazione diretta.
Grecia – Gran Bretagna 2-0
S. Tsitsipas b. B. Harris 4-6 6-1 7-6(4)
Non sarà il miglior Tsitsipas, ma arrivano segnali incoraggianti dalla RAC Arena di Perth, dove si sta disputando il Girone E della United Cup. Il tie tra Grecia e Gran Bretagna si è aperto con una lotta entusiasmante tra il greco e Billy Harris, rivelatosi un cliente scomodissimo per l’ex numero tre del ranking, del quale sono ormai ben note le difficoltà riscontrate nelle ultime stagioni. Il 2026, per lui, è iniziato con una vittoria ai danni del giapponese Mochizuki, e nel match odierno ha confermato lo stesso esito col tennista inglese, che lo ha costretto agli straordinari. Tra momenti positivi e attimi di frustrazione, Stefanos trova una streak di due vittorie consecutive che mancavano da un po’.
Adesso, il testimone passa alla connazionale Maria Sakkari. Sfiderà Emma Raducanu per archiviare il tete a tete con la Gran Bretagna, altrimenti, il tie si deciderà al doppio misto
Primo set: il primo break fa la differenza. Tsitsipas sottotono
Parte ancora a rilento – come nel match con Mochizuki – Stefanos Tsitsipas, poco concentrato nel primo game della sfida con Billy Harris, subito in vantaggio di un break. Il britannico approfitta del piccolo gap appena costruitosi per spingere con scioltezza ogni pallina ed il risultato è quello desiderato. Stef patisce la solidità avversaria, iniziando a stizzirsi e lamentarsi per qualche risposta errata di troppo. Il rendimento di Harris mette spalle al muro il greco, mai avvicinatosi a break point, e costretto ad arrendersi nel primo parziale con lo score di 6-4, ripartendo da un set di svantaggio.
Secondo set: ecco il vero Stefanos. Pareggiati i conti con l’inglese
Per scardinare il muro di sicurezze issato da Harris, l’ex numero 3 del mondo è chiamato a spremere il suo tennis, e la reazione non tarda ad arrivare. Dopo un primo parziale pressoché piatto dal punto di vista del gioco e delle iniziative, Stef aumenta le velocità, spostando decisamente meglio l’inglese, che vede per la prima volta arrivare l’avversario a palla break. Il buon Billy affronta i due punti calienti con una glacialità da Top 20, portando a casa uno scambio durissimo conquistato con un gran dritto vincente. Tutto inutile, però, poiché alla terza occasione Stefanos riesuma colpi del vecchio Tsitsipas: si spalanca il campo insistendo sul lato sinistro dell’inglese e viene avanti chiudendo con una volée, per lui elementare. L’entusiasmo di Harris si spegne velocemente, così come il secondo set, finito tra le mani del greco col netto score di 6-1.
Terzo set: Tsitsipas fatica più del previsto, ma porta a casa l’incontro
Il match torna in equilibrio. I due sentono il peso del set decisivo, e restano guardinghi durante i turni di servizi, diventati complicati da disturbare per chi risponde. L’inglese ritrova la retta via dopo il grande offuscamento del secondo set, e nel contempo il greco smette di eccellere come fatto in precedenza. Sale la tensione, e Stef non riesce a trovare il varco per dare una scossa al match, o perlomeno, sino al nono game, dove riesce ad aumentare vertiginosamente la pressione, conquistando la doppia chance di break.
Sembra il preludio della fine dell’incontro ma, per l’ennesima volta, l’inglese si dimostra quasi privo di emotività. Scaraventa due servizi vincenti, e il numero 34 del ranking deve rifare tutto da capo per portare a casa il primo punto del tie. Giunti al tiebreak, la qualità di Tsitsipas si alza, quanto basta per piegare un ottimo Billy Harris in due ore e diciassette minuti e trovare la seconda vittoria della sua United Cup.
M. Sakkari b. E. Raducanu 6-3 3-6 6-1
L’avvio del match sembra confermare i precedenti: Emma Raducanu parte con grande lucidità, comanda lo scambio e vola subito sul 2-0. Per Maria Sakkari l’inizio è in salita, ma la reazione è immediata. Sistemato il dritto e aumentata l’intensità, la greca piazza il controbreak e ribalta l’inerzia.
Da quel momento Sakkari cresce costantemente: lotta su ogni punto, accetta le traiettorie più cariche dell’inglese e prende il controllo da fondo campo. Raducanu perde incisività, mentre la greca sale di livello. Il passaggio chiave arriva nel nono game, con tre break point annullati, prima della chiusura autoritaria del primo set 6-3.
Il secondo parziale è molto più equilibrato e combattuto. I game scorrono ai vantaggi e il set resta a lungo senza padrone. Sakkari prova a fare la partita, ma Raducanu cambia strategia: rallenta il ritmo, alza le traiettorie e allunga gli scambi, trascinando la greca in un confronto di resistenza. Il rovescio bimane di Sakkari inizia a perdere efficacia e l’inglese ne approfitta. Un errore di rovescio nei momenti decisivi consegna il set a Raducanu, che ristabilisce la parità.
Nel set decisivo l’equilibrio dura poco. È Sakkari a partire meglio: break nel quarto game, confermato con un turno di servizio impeccabile per il 4-1. Raducanu accusa il colpo anche fisicamente, mentre la greca entra in totale controllo del match. Arriva un secondo break che porta Sakkari sul 5-1, preludio alla chiusura senza esitazioni.
La greca domina il parziale finale 6-1 e chiude l’incontro 6-3 3-6 6-1 in 2 ore e 25 minuti, battendo Raducanu per la prima volta in carriera dopo quattro sconfitte consecutive. Un successo pesantissimo che elimina la Gran Bretagna, rende ininfluente il doppio misto e consente alla Grecia di volare ai quarti di finale della United Cup senza aver mai perso un match.
(di Pietro Sanò e Jenny Rosmini)
