Inizio della stagione con brivido per Mirra Andreva che si è qualificata agli ottavi di Brisbane dopo aver eliminato Olivia Gadecki in tre set in rimonta. Qualche brivido iniziale, poi tutto è andato per il verso giusto: “Non è mai facile iniziare la stagione, ma sono felice di aver vinto. Non è stata una partita semplice contro Olivia, perché è un’avversaria dura da affrontare, quindi sono contenta di aver ottenuto la vittoria e di aver iniziato la stagione con una nota positiva“, ha dichiarato la russa. Queste le sue parole dopo la partita.
D. Puoi raccontarci la differenza tra il primo e il secondo set? Cosa hai modificato, visto che sei passata da una situazione in cui eri in difficoltà al dominio del match?
MIRRA ANDREEVA: “All’inizio ho avuto la sensazione che lei fosse più sicura di sé, non so esattamente cosa stesse provando, ma sentivo che cercava molto i colpi, giocava in modo molto aggressivo e mi spingeva al limite. Io, invece, non giocavo da molto tempo e ho fatto un po’ fatica. Mi sembrava che stesse giocando meglio di me. Poi ho fatto una pausa toilette, ho cercato di spezzare il ritmo, di restare calma e di tornare a giocare il mio tennis. Punto dopo punto ho cercato di restare dentro la partita e alla fine le cose sono girate a mio favore. Ho continuato a giocare in modo aggressivo, senza darle tempo di fare quello che voleva in campo“.
D. Sei così giovane e hai già raggiunto risultati importanti, come entrare stabilmente nella top 10 quando altri ci arrivano molto più tardi: qual è stata la chiave del tuo successo nei primi anni della carriera?
MIRRA ANDREEVA: “Dopo aver vinto il titolo a Dubai non mi sentivo molto bene. Capita spesso che i giocatori non si sentano al meglio prima di un grande torneo. Non mi sono posta grandi obiettivi e ho cominciato a giocar bene. Ho creduto in me stessa e sono riuscita a vincere il torneo. Dopo ho cercato di continuare con lo stesso atteggiamento mentale, ma ha volte ha funzionato, altre no, ed è per questo che ovviamente non ho vinto tutti i tornei. Cerco di giocare con la stessa mentalità che avevo in quei tornei vinti. Forse è questa la chiave, ma non ho abbastanza esperienza per dirlo”.
D. Ci sono state delle aspettative esterne dopo che tu hai ottenuto tanto successo da giovanissima? È stata una pressione?
MIRRA ANDREEVA: “Ho sentito pressione dopo aver vinto due tornei perché sembrava che tutti si aspettassero che vincessi Miami, poi Madrid e Roma, cosa che è praticamente impossibile. C’era la sensazione che dovessi vincere ogni torneo, e non è stato facile. L’anno scorso, però, ho imparato a gestire la pressione, su come non dare peso a quello che dice la gente e su come parlarne con il mio team. Ora mi sento più preparata e se succederà di nuovo quest’anno, saprò come affrontarlo”.
D. Qui in Australia c’è Emerson Jones: è bastata una partita e subito si è detto che potesse essere la nuova Ash Barty. È una pressione enorme: che consiglio daresti a una giocatrice così giovane?
MIRRA ANDREEVA: “Sta giocando molto bene alla sua età. Se potessi dirle qualcosa, le direi di non concentrarsi su quello che dicono gli altri, perché ci sarà sempre qualcuno che dirà “sarai la prossima Sharapova” o “la prossima Ash Barty”. Deve pensare che lei è lei, ha la sua carriera e il suo percorso. Io sono Mirra Andreeva, lei è Emerson Jones. Non sarà la prossima Ash Barty, perché Ash Barty ha chiuso la carriera. Emerson avrà la sua strada, e deve concentrarsi su quella“.
D. Tornando a te, c’è una sorta di ossessione: per essere considerata vincente devi vincere uno Slam. Come gestisci questa aspettativa?
MIRRA ANDREEVA: “In parte condivido questo modo di pensare. Per alcune persone una carriera di successo significa restare in salute o divertirsi giocando. Per altre, se non vinci 10 Slam sei un fallimento. Io ho sempre sognato di essere come Roger, Serena o Rafa, perché li ho sempre ammirati. A volte mi metto pressione da sola, ma ho imparato che se do il massimo in ogni partita e allo stesso tempo mi godo il momento, allora posso semplicemente giocare e vedere cosa mi riserverà la vita, senza pensare che per forza devo vincere uno Slam per essere una giocatrice di successo. Quest’anno ho deciso di pensarla così e vedremo dove mi porterà. Poi ne parleremo l’anno prossimo, credo (sorride)”.
