Carlos Alcaraz è il nuovo re dell’Australian Open. Lo spagnolo ha sconfitto in finale Novak Djokovic con il punteggio di 2-6 6-2 6-3 7-5 dopo tre ore di battaglia, alzando per la prima volta il trofeo oceanico.
Con questo successo, il murciano entra nel ristrettissimo club dei giocatori capaci di completare il Career Grand Slam (vincere tutti i quattro Major almeno una volta), diventando il nono della storia a riuscirci dopo Agassi, Budge, Djokovic, Emerson, Federer, Laver, Nadal e Perry. A impressionare, però, è la precocità del talento iberico: a 22 anni e 272 giorni, Carlos è il più giovane di sempre a completare il set, superando anche Bjorn Borg come più giovane nell’Era Open a raggiungere quota sette Slam.
Le parole di Alcaraz: “Abbiamo continuato ad andare per la nostra strada”
Visibilmente emozionato durante la cerimonia di premiazione, Alcaraz ha reso omaggio al rivale e al suo team, rivolgendosi poi a un ospite d’eccezione in tribuna: Rafael Nadal. Alcaraz: “Innanzitutto voglio parlare di Novak, si merita un’ovazione. Quello che fai ispira me e tantissime persone in tutto il mondo. Lavori duro giorno dopo giorno e giochi un tennis fantastico. È stato un onore condividere gli spogliatoi e il campo con te. Per quanto riguarda il mio team, solo voi sapete quanto abbia lavorato duro per vincere questo trofeo. La pre-season è stata una montagna russa. Non abbiamo ascoltato quello che dicevano le persone e abbiamo continuato ad andare per la nostra strada. Questo trofeo è vostro. Strano vedere Rafa (Nadal, ndr.) in tribuna, è stato un grande onore giocare di fronte a te”.
Il viaggio di Djokovic nel circuito: “Sinceramente non pensavo di essere qui oggi a questa cerimonia”
Nonostante la sconfitta, Nole ha mostrato la solita classe, scherzando sulla “superiorità numerica” spagnola e riflettendo sul proprio incredibile viaggio nel circuito. “Buonasera a tutti. Innanzitutto complimenti a Carlos, hai fatto un torneo straordinario. Quello che stai ottenendo è storico. Ti auguro il meglio per il futuro della tua carriera. Sei giovanissimo, come me. Ci rivedremo ancora tante volte. Grazie al mio team perché mi supporta: vi ringrazio per i successi ottenuti. Voglio parlare al leggendario Rafa (Nadal, ndr.), è strano vederti in tribuna e non sul campo ma voglio solo dirti che è stato un onore dividere il campo con te e averti qui per vedere questa finale. Troppe leggende spagnole, mi sembrava di giocare due contro uno. Grazie al pubblico, mi avete dato un grande amore come non avevo mai ricevuto. Ho provato a restituirlo giocando un buon tennis. Sinceramente ho sempre creduto in me stesso, è qualcosa di necessario quando giochi a questo livello quando giochi contro avversari come Carlos e Jannik. Sinceramente non pensavo di essere qui oggi a questa cerimonia. Chissà cosa accadrà domani o tra sei o dodici mesi ma è stato un grande viaggio”. Ha chiosato.
