Al Challenger 75 di Tenerife Francesco Maestrelli era arrivato con tutti gli occhi addosso, reduce da un grande Australian Open e da un match da sogno contro Novak Djokovic. E infatti, il tennista pisano fin dal primo round ha gestito il torneo con grande maturità, portando a casa quattro match senza lasciare un solo set e avvicinandosi allo scoglio dei primi 100. Prima della finale Maestrelli aveva dichiarato: “La Top 100 è il sogno di ogni tennista. Io però non ci penso tanto, cerco piuttosto di migliorare il mio tennis. Nelle prossime settimane lavoreremo per far sì che io riesca a tenere sempre più a lungo il mio miglior livello”.
Ma che la finale contro lo spagnolo Daniel Merida (n.183 ATP) sarebbe stata ben più dura dei match precedenti, Maestrelli l’ha capito subito. Infatti Merida partiva forte con un break nel secondo game e faceva corsa di testa fino a tagliare il traguardo del primo set con un rotondo 6-2. Il 21enne madrileno si è confermato il tipico regolarista di pressione, con buona adattabilità ai campi veloci e con quattro ruote motrici sempre in perenne movimento. Nel secondo parziale si procede appaiati fino al 4-4, quando un sanguinoso doppio fallo dell’azzurro dà via libera all’avversario che porta a casa il match 6-2 6-4 in un’ora e 17 minuti senza concedere a Maestrelli, in realtà oggi non particolarmente brillante, una sola palla break.
Francesco migliora comunque il proprio best ranking alla posizione n. 108 e da lunedì ci riproverà, sempre a Tenerife, nel secondo dei tornei organizzati da MEF Tennis events di Marcello Marchesini. Affronterà lo statunitense Michael Mmoh (n.238 ma già in top 100 un paio d’anni fa). Si fermerà sull’isola anche il vincitore (per lui secondo titolo in carriera dopo quello di Pozoblanco dello scorso anno, e nuovo best ranking al n.152) cui lancerà la sfida il nostro Lorenzo Giustino, alla ricerca dell’ennesima impresa della sua infinita carriera.
Merida qui sull’isola non era mai andato oltre i quarti di finale, ma quest’anno, ai nastri di partenza da seconda testa di serie, ha invece disputato un torneo perfetto. E dopo la premiazione ha commentato: “Sono felicissimo per come ho giocato tutta la settimana. Vincere il primo Challenger lo scorso anno mi ha dato molta fiducia, adesso entro in campo contro avversari come Travaglia e Maestrelli sapendo di poterla portare a casa”.
Sicuramente il risultato di questa settimana non sarà passato inosservato a David Ferrer, capitano della nazionale spagnola di Coppa Davis. Ma adesso un occhio a Merida lo devono dare anche gli organizzatori del Masters 1000 di Madrid, che potrebbero considerare l’idea di premiare un madrileno: “Mi piacerebbe giocare un giorno la Coppa Davis per la Spagna, così come sarebbe un sogno partecipare al Masters 1000 di Madrid. È il torneo al quale andavo da piccolo come spettatore“.
