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Challenger

Challenger: il miracolo di Guido Ivan Justo

Il 28enne argentino vince a Tigre dopo una vita a sgomitare nelle retrovie. Successi anche per Van Assche e Sakellaridis

Ultimo aggiornamento: 22/02/2026 22:35
Di Massimo Gaiba Pubblicato il 22/02/2026
6 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Foto da ATP Challenger

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A Tigre (città metropolitana di Buenos Aires), sulla terra battuta del Circolo Nautico Hacoaj, si è concluso il primo dei due Challenger 50 con la vittoria di Guido Ivan Justo, evento che al momento rappresenta sicuramente la grande sorpresa di questo giovane 2026 ma che si candida con ottime chance al primato stagionale. Quando al primo turno il 28enne di Buenos Aires (n.347 ATP) aveva eliminato con un doppio 6-2 il nostro Franco Agamenone eravamo rimasti molto sorpresi, e non solo perché era passato solo un mese dal ritorno alla vittoria di Franco.

Infatti Guido Ivan Justo, che da qui in poi chiameremo GIJ, è uno che i Challenger li ha sempre visti da lontano. Lui è più giocatore da ITF, dove è da tutti considerato un avversario insidioso, anche se quasi mai, per ovvi motivi di budget, si è allontanato troppo da casa. I tre quarti di finale Challenger conquistati nel 2025 potevano considerarsi un’inversione di tendenza? In realtà non lo abbiamo pensato, anche perché si capiva come questa non fosse la sua dimensione. Infatti GIJ ci è sempre sembrato come quei ragazzi che nelle foto intravvedi sullo sfondo mentre sorridono timidamente, anche un poco sfocati. Ma poi evidentemente ci ha preso gusto e sotto i suoi colpi sono caduti uno di seguito all’altro Facundo Diaz Acosta (n.284), Bruno Fernandez (n.792) e Gonzalo Bueno (n.218).

La finale contro il connazionale Lautaro Midon (n.226) non lo vedeva certo favorito, anche perché i due precedenti parlavano entrambi a favore di Midon che nel 2023 all’M15 di Olavarria si impose 6-4 6-0 per poi ripetersi nel 2025 quando all’M25 di Mar del Plata faticò un po’ di più per vincere in tre set: 2-6 6-2 6-3. Ma ormai GIJ aveva indossato i panni dell’uomo in missione (quanto volte abbiamo già visto casi analoghi) e davvero nulla e nessuno avrebbe potuto fermarlo ad un solo passo dal successo che vale una carriera. Così non si è spaventato nemmeno quando si è ritrovato sotto di un set e di un break, ma probabilmente ha pensato che in un match così un break fosse una pura notazione statistica, ed è difficile dargli torto se alla fine ne abbiamo contati addirittura 11.

E allora ha rimesso in asse la partita fino a tagliare vittorioso il traguardo col punteggio di 4-6 6-3 6-0 in due ore e mezza di partita. E che tipo di partita sia stata lo capite benissimo da soli dalla durata extra large per soli 25 games. Per l’argentino è ovviamente la prima vittoria a livello Challenger, una vittoria che da lunedì dovrebbe proiettarlo al nuovo best ranking alla posizione n.277 ATP.

Possiamo quindi dire che GIJ abbia svoltato e che da domani inizi per lui una nuova carriera? Probabilmente no, tendiamo piuttosto a credere che abbia semplicemente vissuto una di quelle settimane che si ricordano per tutta la vita. Diciamo questo col rischio, ovviamente, di essere immediatamente smentiti nel secondo torneo di Tigre che inizierà da domani e che lo vedrà in campo contro il connazionale Gonzalo Villanueva (n.352).

Ci scusiamo se ci siamo fatti un po’ prendere la mano da questa notizia mentre avremmo potuto parlare del nostro amico Luca Van Assche che nella finale del Challenger 125 di Lille ha battuto, un po’ a sorpresa, la grande promessa belga Alexander Blockx (n.104) con un punteggio molto secco (6-2 6-4). Luca, di cui siamo stati a lungo tennisticamente innamorati, aveva attraversato un lungo periodo buio (accompagnato per un tratto da Vincenzo Santopadre). Poi in questo 2026 sembra aver ritrovato la voglia di giocare (recentissima l’altra sua vittoria a Quimper), grazie al ritorno con coach Yannick Quere o anche per il fatto che questo match fosse per lui un mezzo derby in considerazione delle origini fiamminghe di suo padre. Comunque sia non è certo troppo tardi per Luca, che in fin dei conti non ha ancora compiuto 22 anni, per nutrire ancora importanti ambizioni e come prima cosa torna a flirtare con la top 100.

Ci sia infine consentita una breve annotazione per il greco Stefanos Sakellaridis che ha vinto il Challenger 75 di Nuova Dehli battendo in finale il britannico Oliver Crawford (n.215) al termine di una combattutissima partita terminata col punteggio di 7-5 4-6 7-6(6). Per il 21enne tennista ateniese è la prima vittoria a livello Challenger che gli regala anche il best ranking alla posizione n.220 ATP.


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TAGGED:ATP ChallengerflashGuido Ivan Justo
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