Arriva martedì 24 febbraio l’ufficializzazione da parte della USTA della nomina del nuovo Chief Executive Officer: sarà Craig Tiley, già CEO di Tennis Australia, a rilevare il timone della federazione americana. Brian Vahaly, numero uno ad interim, si esprime in questi termini: “Sin dall’inizio il nostro obiettivo più importante è stato quello di identificare il nome migliore come guida del movimento per accelerare il processo di crescita dei praticanti fino alla cifra di 35 milioni entro il 2035.
Craig” – continua Vahaly – “ha in sé una rara combinazione di credibilità internazionale ai livelli sportivi più alti e uno provato coinvolgimento nel far crescere il gioco sin dalle basi. Questo mix di qualità è esattamente quello che il momento richiede; mentre cerchiamo di sfruttare appieno lo US Open come piattaforma di ispirazione e di crescita, le sue leadership e capacità di comprendere il sistema-tennis saranno preziosissime. È il responsabile giusto per reggere il timone del nostro tennis in una fase nuova”.
Le prime parole del nuovo capo del tennis statunitense esprimono gratitudine e orgoglio: “Sono onorato di essere stato designato CEO della Federazione Americana; ho a lungo ammirato la leadership dell’organizzazione nella crescita del tennis nel paese, nonché il grande successo dello US Open. Il tennis ha modellato la mia vita, personale e lavorativa, e il fatto che io abbia iniziato come proprio qui come coach nel campionato universitario mi fa pensare alla chiusura di un cerchio. Sono eccitato all’idea di lavorare per la crescita e per l’impatto del nostro sport lungo tutto il paese”.
La storia personale
Sudafricano di nascita, Tiley ha saputo eccellere sia come coach all’University of Illinois, dove ha condotto la squadra alla vittoria del campionato di Prima Divisione Nazionale ed è stato successivamente introdotto nella ITA Men’s Collegiate Tennis Hall of Fame, sia soprattutto come CEO di Tennis Australia.
I numeri dicono tutto: in carica dal 2013, e dal 2006 come direttore dello Slam oceanico, il tennis è oggi secondo solo al calcio come numero di praticanti, con una crescita ineguagliata nel 2025 dell’8,3%.
Negli ultimi cinque anni le prenotazioni di campi di tennis sono triplicate, con una crescita della partecipazione del 30% e il torneo, grazie alla sua capacità innovativa al servizio della manifestazione e dei suoi protagonisti, è considerato uno degli eventi più di successo a livello globale.
“Il tennis” – continua Tiley – “è uno dei pochi sport che si può praticare lungo tutta la vita, a diversi livelli, e ha la capacità di unire persone, al di là delle differenti culture. Ci muoveremo dal coinvolgere milioni di persone che assistono agli eventi dal vivo e dal metterli in contatto con i miliardi di fans nel mondo digitale. Se sapremo innovare e raccontare le storie del nostro sport in maniera accattivante, il tennis crescerà più forte, più connesso e con impatto amplificato”.
