Correva l’anno 2024, e nella splendida cornice del Foro italico, un omaccione di duecentouno centimetri incantava il pubblico tricolore col suo tennis spumeggiante. Nel maggio del suddetto anno, Nicolas Jarry raggiunse la sua prima ed unica finale ‘1000 della carriera, in quel degli Internazionali d’Italia, dove fu fermato soltanto da Sascha Zverev a un passo dal titolo. Il cileno ritoccò il suo best ranking (16) dopo la conclusione dell’avventura capitolina, e a quasi un anno e mezzo di distanza da quel florido periodo, la carriera del nativo di Santiago pare aver subito una tremenda scossa.
“La palla ha toccato la linea e il sistema l’ha dichiarata fuori“
Il cileno, attualmente numero 155 della classifica mondiale, è entrato in un interminabile limbo di sconfitte consecutive, e l’ultima vittoria risale all’edizione 2025 di Wimbledon, dove, peraltro, batté Joao Fonseca al terzo turno dello Slam più prestigioso della stagione. Dall’incontro successivo – nel quale affrontò Cameron Norrie – scaturì la grande crisi di risultati che continua tutt’ora. Anche nel torneo di casa, il BCI Seguros Chile Open, Nicolas è uscito immediatamente di scena cedendo in tre set al giovane arrembante Dino Prizmic. Un match che non solo lo ha visto uscire perdente, ma che ha anche creato alcune polemiche sul tema del ‘sistema di chiamata elettronica’. Il campione dell’edizione 2023 di Santiago si è mostrato piuttosto contrariato, in conferenza stampa, a causa di una ‘close call’ che secondo Jarry è stata mal valutata: “La palla ha toccato la linea e il sistema l’ha dichiarata fuori. Non sono solo io, ci sono moltissimi (giocatori che criticano il sistema elettronico, ndr.), non capisco perché l’ATP voglia che una macchina sia al di sopra degli esseri umani. Non riesco a capacitarmi che il capo sia una macchina, è ridicolo”.
Le difficoltà del cileno: “La mia prestazione non è ancora come vorrei”
Con molta onestà intellettuale, il beniamino del pubblico non ha attribuito la sua sconfitta ad una singola chiamata – che lui giudica errata -, ma ha anzi riflettuto su un periodo della sua carriera oggettivamente complicato: “Non è stato affatto facile, la mia prestazione non è ancora come vorrei. Anche il secondo set non è stato un buon set, ho continuato a giocare. E nel terzo il mio avversario è migliorato molto, soprattutto nella risposta, mi ha dato pochissime possibilità. C’è ancora molto da migliorare. È molto difficile acquisire fiducia senza continuità. Almeno ho già giocato due partite di fila e questo è già qualcosa. Il mio livello è leggermente migliorato rispetto alla settimana scorsa, ma dato che non gareggio da molto tempo è difficile e non sono riuscito a gestirlo bene. Due giorni fa, per la prima volta, sono riuscito a lavorare sul servizio come piace a me. C’è ancora molta strada da fare in questo campo“.
