L’ultimo tassello mancante. Il BNP Paribas Open è l’unico grande appuntamento su cemento in cui Jannik Sinner non ha ancora mai alzato al cielo il trofeo. Semifinalista nel 2023 e nel 2024 (sempre sconfitto da Carlos Alcaraz), il numero 2 del mondo è partito con il turbo nell’edizione 2026 del 1000 californiano. Al Tennis Paradise l’azzurro ha prima lasciato due game all’esordio a Dalibor Svrcina e al terzo turno ha regolato Denis Shapovalov perdendo solamente cinque giochi. Ora il prossimo ostacolo si chiama Joao Fonseca, che in questo torneo sembra aver ritrovato un ottimo livello.
Sinner: “In battuta provo a entrare nella testa del mio avversario”
L’avvio di partita contro Shapo non è stato dei migliori. Jannik ha perso la battuta a 0 nel gioco inaugurale, ma ha messo subito le cose a posto ripagando il canadese con la stessa moneta. “Mi sentivo di non star battendo bene”, ha affermato Sinner dopo la partita, in un’intervista concessa a Tennis Channel. “Ho commesso alcuni doppi falli. Ho cercato di essere piuttosto aggressivo all’inizio, ma non ha funzionato bene. Se fosse andato avanti 2-0 sarebbe stato molto diverso. Essere riuscito a contro brekkarlo subito mi ha permesso di entrare nel ritmo partita. Penso che sia stato un buon match, anche perché lui è un avversario tosto”.
Specialmente in battuta l’allievo di Simone Vagnozzi e Darren Cahill ha offerto una prestazione molto convincente, sia per quanto riguarda la realizzazione, ma anche per le scelte prese nei suoi game al servizio. “Cerco di entrare un po’ nella testa del mio avversario. Provo a immaginarmi dove lui si può aspettare che io serva. E lì scelgo l’opzione opposta. Ha anche cambiato qualche volta la sua posizione in risposta e ad esempio quando ha indietreggiato ho provato ad aprire un po’ di più gli angoli. Comunque, non sempre. È un gioco mentale, ma allo stesso tempo penso che qualunque tennista se vede che sta servendo bene inizia a giocare più aggressivo anche in risposta. Si mira sempre al break. Oggi questa è stata la chiave”.
Sinner: “Se Opelka subirà il break sarà colpa mia”
Non solo però il singolare. Jannik prenderà parte anche al torneo di doppio in coppia con il gigante statunitense Reilly Opelka, con il quale ha vinto nel lontano 2021 l’unico suo torneo in tandem nel circuito maggiore: l’ATP 250 di Atlanta. “Domani mi godrò il debutto in doppio con Reilly”, ha dichiarato Sinner. “Vedremo cosa succederà. Gli ho chiesto io se volesse giocare insieme. Lui mi ha risposto di sì. Mi piace giocare il doppio con qualcuno con cui mi trovo bene fuori dal campo. Devo divertirmi quando gioco il doppio. Quando abbiamo i singolari abbiamo molta attenzione e tensione addosso”.
Questo non succede invece se due singolaristi decidono di giocare insieme un torneo di doppio. L’atmosfera competitiva rimane, ma l’aria è per loro molto più leggera e questa disciplina gli permette poi di limare alcuni dettagli in specifiche zone del campo spesso non frequentate moltissimo dalla maggior parte dei singolaristi di questi tempi. “Il doppio ci serve poi per poter lavorare su alcune cose rimanendo rilassati, ma restando sempre nelle sensazioni di una partita. Anche se si perde va bene lo stesso essendo singolaristi. Se perderemo il servizio quando Reilly sarà in battuta sarà colpa mia e della mia ‘brutta mano’ a rete”.
Sinner: “La Formula 1 mi era mancata”
La vita nel circuito è estremamente frenetica. Valigie, viaggi, hotel, tornei, superfici, condizioni climatiche, fusi orari. La capacità di adattamento per i tennisti è sicuramente uno degli aspetti a cui è necessario fare più attenzione. In tutto questo marasma, come si mantiene un minimo di leggerezza? “Le ultime serate sono state davvero belle, c’è stata la Formula 1 che amo guardare”, ha raccontato Sinner. “Conoscendo alcuni piloti diventa ancora più interessante. Sono un grande fan. Ieri l’inizio della gara è stato molto bello, è sicuramente qualcosa che mi era mancato negli ultimi mesi. Ora finalmente sono tornate le gare. Questo mi aiuta molto a rilassarmi e a pensare ad altre cose”.
Alla tranquillità fuori dal campo, che poi si traduce anche in quella dentro al rettangolo da gioco, contribuiscono anche le persone che affiancano un tennista. Il team, ma anche la famiglia e gli amici. “Qui sono venuti alcuni miei amici: uno è partito ieri e l’altro è ancora qui. Ci si diverte molto anche giocando con la PlayStation la sera. In questo modo vivo anche un po’ i miei 24 anni”, ha chiosato Sinner.
