WTA Indian Wells: Sabalenka doma la classe di Mboko e centra la semifinale

La canadese gioca con grande coraggio ma Aryna è ancora troppo forte. Per lei in semifinale Noskova oppure Gibson

Di Danilo Gori
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Aryna Sabalenka - WTA Indian Wells (@X BNPParibasOpen)

[1] A. Sabalenka b. [10] V. Mboko 7-6(0) 6-4

Aryna Sabalenka si aggiudica il primo quarto di finale del BNP Paribas Open di Indian Wells superando Victoria Mboko in due set, 7-6(0) 6-4. La campionessa bielorussa ha preso molto sul serio il confronto con la teenager nordamericana, come è giusto fare nei confronti di una tennista giovanissima eppure già vincente e competitiva ai massimi livelli; Aryna ha accettato di non dominare lo scambio e anzi ha dovuto lavorare spesso in contenimento con colpi slice per raccogliere palline insidiose e velocissime.

Mboko ha spinto di più e ovviamente è incorsa in qualche errore di troppo, ma di fronte aveva la numero uno del circuito e ha ritenuto saggiamente di non poter aspettare gli eventi. Ne è scaturita una partita piacevolissima e godibile nell’evoluzione degli atteggiamenti delle protagoniste, con Mboko tesa ma pronta a esplodere i suoi colpi e Aryna tranquilla salvo poi concentrare tutti i suoi quattro doppi falli nel finale e soffrire il quasi-ritorno della giovane rivale.

A Melbourne Sabalenka aveva vinto il primo episodio della rivalità con un punteggio più severo, per il terzo tempo c’è da giurare che Mboko sia pronta per il primo set a suo favore. Per il resto si vedrà, oggi Sabalenka è più forte ed è in forma: sabato si cimenta nella semifinale numero 64, il bilancio è di 42-21 e l’avversaria sarà una tra Gibson e Noskova.

Primo set: bel tennis ma il tie-break vola via velocissimo a favore di Sabalenka

Tra le duellanti nei primi game la giovane canadese sembra essere la più tesa: Mboko cerca con maggiore insistenza la soluzione di forza e in un paio di occasioni trova la rete di dritto e di rovescio tradendo rigidità nel movimento di approccio alla pallina. Sabalenka non forza nemmeno quando potrebbe, preferisce per il momento cercare soluzioni angolate, anche a uscire con il dritto da sinistra a destra; il suo colpo preferito nei momenti offensivi però la tradisce in fase di contenimento e la costringe a fronteggiare ben due palle-break già nel terzo gioco.

Aryna si salva con la prima palla in entrambe le occasioni ma un altro drive della numero uno del mondo trova terra in corridoio e certifica le incertezze di inizio gara della campionessa: Mboko però manca anche la terza occasione perché la rivale riesce a tenerla lontana e a piazzare il dropshot di dritto.

Con il passare dei minuti la giovane canadese colpisce sempre meglio e si fa preferire nei colpi d’attacco; la tigre di Minsk però serve benissimo (nei primi tre turni di corvée tre ace e 77% di prime palle in campo) e contiene la vivacità della nordamericana. Il quinto game è molto bello e Aryna lascia finalmente partire il dritto inside out con tutti i chilometri all’ora di cui è capace per il 3-2 in suo favore, senza break.

La qualità del gioco è buona ed è interessante seguire le vicende della numero 10 del seeding: Mboko sente ancora la tensione e regala qualcosa per il 15-40 nel sesto game. Il servizio però, sin qui poco funzionante, si riaccende improvvisamente e le dà una mano e lei scappa addirittura a rete per annullare una palla-break inventandosi una volée bloccata di rovescio insospettabile. Stavolta è la campionessa bielorussa a lasciarsi sfuggire tre occasioni per togliere il servizio alla contendente, ma in generale la sua azione è più fluida e continua e le permette di giungere sul 5-4 con il secondo game consecutivo alla battuta vinto senza ricorrere ai vantaggi.

I problemi alla battuta svaniscono improvvisamente e le tenniste arrivano al tie-break, e la sorpresa che si materializza è nella sua durata: sette punti, Mboko scompare ed emerge la classe della regina del circuito.

Secondo set: Mboko non crolla ma cede un turno di servizio e si arrende con onore

Per Aryna 16 colpi vincenti e 13 errori non forzati, numeri che aumentano entrambi di una unità nella colonna dei numeri di Mboko, a riprova della sua maggiore propositività. Il servizio però non va bene: quattro doppi errori e la seconda palla che diventa punto a favore nel 47% dei casi. La canadese comunque tiene il game d’esordio della seconda frazione e lascia ben sperare per il prosieguo della partita.

Aryna però riprende a tuonare in battuta e la circostanza può incutere paura: Mboko commette due doppi errori e concede altrettante palle-break: il terzo gioco sembra compromesso ma la diciannovenne canadese reagisce con un ace e con una sfrontatezza da tennista di pedigree nobilissimo e il game del 2-1 è suo.

I meriti della numero 10 del computer brillano considerando che Sabalenka sta giocando con giudizio e senza fretta, capitalizzando le incertezze della rivale e la buona giornata alla battuta. Quello che per ora le manca è il colpo del killer ma nel quarto game Mboko le viene in aiuto con un altro doppio errore; la campionessa in carica dell’Open del Canada recupera nuovamente da 0-30 ma in seguito torna a perdere la misura dei colpi e questa volta il break arriva.

È il frangente più delicato dell’incontro e Sabalenka lo sa bene: al netto di un doppio fallo, il primo per lei contro i sette di Viktoria, Aryna controlla il palleggio e aspetta le imprecisioni della rivale, che determinano il 4-2 per la favorita della vigilia. Sullo slancio Sabalenka ha la palla-break che la invierebbe sul 5-2 ma Mboko reagisce con coraggio ed evita la mal parata.

La scarsa cattiveria odierna di Sabalenka si tramuta improvvisamente in masochismo quando durante l’ottavo game piovono tre doppi falli, proprio quando Mboko decide di provare la risposta vincente. Per Viktoria ce ne sono tre, nonché due palle-break, eppure l’ultima parola è ancora della finalista di Melbourne, che sa gestire i pasticci estemporanei di un colpo che oggi non le ha dato sin lì particolari crucci. Mboko è brava a tenersi a ruota ma sul 4-5 Sabalenka non ha più dubbi e chiude la contesa.

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