WTA Linz, Tagger: “Se prendo tutto troppo sul serio, mi perdo il divertimento”

“Avrei preferito chiudere sul 5-4, ma va bene uguale” dice Lilli Tagger dopo aver annullato otto set point ed evitato il terzo contro Liudmila Samsonova

Di Michelangelo Sottili
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Lilli Tagger – WTA Linz 2026 (Credits: Upper Austria Ladies Linz/ Alexander Scheuber)

da Linz, il nostro inviato
Gran vittoria della diciottenne di casa Lilli Tagger all’Upper Austria Ladies Linz contro Liudmila Samsonova, 6-2 7-6(11), al quarto match point e con otto palle set annullate. Dopo il match ha risposto ai colleghi austriaci nella sua lingua madre, e a noi in italiano.

D. Congratulazioni ancora, che altro dramma! Abbiamo contato: otto set point annullati e alla fine hai trasformato il tuo quarto match point. Qual è stata la chiave della vittoria in quella fase?
Tagger: Penso che sia stata in generale una partita estremamente emozionante per me in campo. Alla fine, devo dire sinceramente che ho tremato un po’, perché ho pensato: ok, ho già avuto così tanti match point e niente. E lei è in generale una giocatrice davvero molto forte. Alla fine ha alzato ancora il livello, quindi è stato molto difficile per i nervi, non facile, ma sono davvero felice di averla ribaltata.

D. Ti si vede spesso andare all’asciugamano e parlare brevemente con Lorenzo [Frigerio] e con Francesca [Schiavone]. Raccontaci: cosa ci si dice in quei momenti? Sono solo parole per calmarti o ci sono anche consigli decisivi?
Tagger: Certo, possono esserci dei consigli, ma spesso è anche che vado lì semplicemente per sfogarmi un po’, per far uscire un po’ le emozioni. Loro mi parlano sempre molto bene, cercano di incoraggiarmi, di darmi fiducia. In momenti così tirati magari la tattica non cambia molto, ma mi danno sostegno. È proprio questo il motivo per cui vado da loro, perché ho bisogno di qualcosa da parte loro.

D. Erano di nuovo tutti molto distanti: gli allenatori, tuo papà e tua mamma in un angolo. Non è ancora cambiata questa cosa, vero?
Tagger: Ho visto mia mamma nell’angolo quando avevo il match point e non avevo ancora vinto, e si è messa le mani sopra la testa. Di sicuro non è facile per chi è fuori. Credo che a mamma piaccia di più stare tranquilla. L’importante è che sia andata bene. Papà sta molto più con i miei fratelli, quindi va bene che stia un po’ separato. E gli allenatori stanno comunque dall’altra parte perché cercano di mantenere un’energia calma. Non sarebbe così facile se fossero tutti intorno.

D. Francesca sembra più tranquilla, Lorenzo un po’ diverso. È una cosa che ti piace?
Tagger: Sì, certo. Mi chiedono anche se magari è qualcosa che influisce fuori dal campo. Però a me piace sicuramente, perché quando guardo lei ho sempre una sensazione di calma, di serenità diversa. In quei momenti è molto utile. Lei è più tranquilla e Lorenzo magari porta un po’ più di energia.

D. Come hai fatto a incoraggiarti da sola? Credo fosse in italiano, giusto? [si è urlata “dài!”, ndr]
Tagger: Esatto, è venuto fuori da solo. In quel momento non penso più, quindi è semplicemente uscito così. Dipende, posso parlare tedesco o inglese, ma alla fine mi è uscito davvero in italiano.

D. Non è estremamente difficile restare così lucida, con questo pubblico, questa avversaria di livello mondiale e tutta l’attenzione su di te? Hai una “ricetta” per calmarti e concentrarti sul tuo gioco?
Tagger: Non è affatto facile, ma ogni volta è una nuova occasione per imparare qualcosa. Una situazione come quella di oggi non l’avevo mai vissuta. Ho imparato tantissimo e so che, se penso anche solo un attimo a ciò che è successo prima, due punti passano in un attimo e il set può sfuggire. Cerco quindi di restare il più possibile nel momento e semplicemente continuare.

D. A inizio 2025 eri numero 773 e ora sei entrata nella Top 100, hai conquistato il biglietto per Parigi, hai battuto per la prima volta una top 30. Cosa significa per te?
Tagger: Devo dire sinceramente che non me lo aspettavo. Se qualcuno me lo avesse detto l’anno scorso, avrei risposto: come? È un momento davvero molto speciale. Naturalmente era il nostro obiettivo, e averlo raggiunto davvero è un enorme successo. Ci porremo nuovi obiettivi, ma stasera vogliamo prima di tutto goderci questo momento.

D. Scusa per la situazione della “ola”, di solito le giocatrici stanno lì concentrate. Tu invece partecipavi un po’. Come la vivi?
Tagger: Penso che se prendo tutto troppo sul serio, perdo un po’ il divertimento che ho in campo. Per questo cerco semplicemente di godermi i momenti e restare me stessa. Mi ricordo di un pubblico dove ero e c’era la ola perché uno si è alzato per primo. Abbiamo pensato anche lì: ok, perché non partecipare?

D. Purtroppo non sappiamo ancora contro chi giocherai, quindi sarebbe bello se dicessi qualcosa su entrambe le possibili avversarie [Potapova o Korpatch].
Tagger: Contro una ho già giocato l’anno scorso ad Annenheim, quindi la conosco un po’. La terra battuta è probabilmente la sua superficie preferita. Ha colpi molto buoni e un grande spirito combattivo. Contro di lei non sarebbe sicuramente una partita facile, è molto solida in difesa. Anastasia invece non la conosco bene, quindi guarderemo la sua partita. Credo preferisca il cemento, quindi probabilmente sarà un gioco più veloce. Ma come detto, non la conosco bene, quindi prima vedremo quali sono i suoi punti deboli.

D. È il tuo più grande successo finora nel WTA Tour? Lo metteresti sopra una finale in un 250?
Tagger: Credo di sì. Perché ho battuto avversarie così forti, è qualcosa di molto speciale. E vincere una partita del genere davanti al pubblico è un momento davvero bellissimo, quindi direi di sì.

Ubitennis [in italiano]. Hai preferito vincere così con un po’ di dramma o avresti preferito chiudere sul 5-4?
Tagger: No, sinceramente avrei preferito chiudere 5-4. Però ovviamente vincere così è un’emozione bellissima. Sinceramente è un sogno, quindi va bene uguale.

Ubitennis. Felix Auger-Aliassime ha detto che non puoi diventare un top 300 ATP se non hai il rovescio bimane difensivo in scivolata open stance, però a una mano con lo slice puoi cavartela bene lo stesso, no?
Tagger: Sì, non lo sapevo che l’avesse detto. Penso che nei maschi sia molto più difficile, quindi ci sta quello che ha detto. Ovviamente c’è Musetti che l’ha a una mano. Però finora, sono sincera, non mi sono mai venuti dubbi sul mio rovescio, quindi sono contenta di come sta andando.

Ubitennis. Siamo contenti che tu l’abbia così.
Tagger: Grazie.

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