WTA Linz, Tagger: “Ero quasi in panico nel secondo set”

“Non capivo cosa mi stesse succedendo” dice Lilli Tagger, incapace di riproporre il tennis della prima frazione. “Ma penso di aver imparato più da questa partita di oggi che dalle prime due che ho vinto”

Di Michelangelo Sottili
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Lilli Tagger – WTA Linz 2026 (Credits: Upper Austria Ladies Linz/ Alexander Scheuber)

da Linz, il nostro inviato

Finisce contro la (recente) connazionale Anastasia Potapova l’Upper Austria Ladies Linz di Lilli Tagger, diciottenne allieva di Francesca Schiavone che non può che essere contenta di quanto si porta via dal Design Center: primi quarti di finale a livello WTA 500, l’esordio in top 100 (un anno fa era n. 563) e la consapevolezza di potersela giocare a questo livello. Per questo, nonostante la sconfitta, si presenta in sala conferenza con atteggiamento positivo. Ecco cosa ci ha detto.

D. Lilli, benvenuta. Un match particolarmente emozionante nei quarti di finale a Linz contro un’altra austriaca. Come hai vissuto la partita e tutto ciò che c’era intorno?
Tagger: Credo, come hai già detto, che sia stato un momento davvero speciale, una partita speciale. Due austriache nei quarti di finale e, naturalmente, una sarebbe arrivata anche in semifinale. Penso che sia qualcosa di molto particolare. Lei è una giocatrice estremamente forte, una persona incredibile. Ormai la conosco un po’ meglio. Credo di poter imparare moltissimo da lei e da questa partita. Le auguro tutto il meglio per il torneo e, in generale, ci prepareremo già per la prossima settimana.

D. Com’è stato il primo set? È stato molto combattuto.
Tagger: Credo di aver avuto qualche difficoltà all’inizio, ma poi sono riuscita a rientrare abbastanza bene, cosa che non è stata facile. Sul 5-4 ho avuto le mie occasioni, dove forse avrei potuto ottenere il break. Lì ero un po’ troppo frenetica all’inizio. Poi nel tie-break ho avuto di nuovo le mie chance. Nel secondo set il primo game è stato ancora equilibrato, ma poi si è presentata una nuova difficoltà che non avevo mai sperimentato prima. Ero quasi un po’ nel panico perché non sapevo cosa mi stesse succedendo. Da questo oggi si può imparare tantissimo.

D. In che senso difficoltà? Il fatto che lei, dopo un primo set così tirato, sia subito tornata al massimo livello?
Tagger: Credo che la difficoltà a un livello così alto sia qualcosa di nuovo per me, a cui non sono abituata. Forse non è facile da gestire, ma penso di aver imparato più da questa partita di oggi che dalle prime due che ho vinto. Mi fa capire quanto ho ancora da migliorare, ed è sicuramente un aspetto positivo. Non è facile da accettare, ma si può capire moltissimo da una partita del genere.

D. Come avviene l’analisi con il tuo team? Riguardi la partita?
Tagger: Sì, ogni tanto. Non riguarderemo l’intero match, ma sicuramente alcuni punti specifici sono molto utili, perché ti fanno vedere cosa hai fatto bene in certe situazioni, cosa puoi migliorare e magari qual è stato il momento decisivo in cui la partita è cambiata. Lo analizzeremo sicuramente, ma per fortuna abbiamo un buon team che prende appunti su tutto, e poi tireremo fuori il meglio.

D. Abbiamo già scritto tutti che ti sei qualificata per il Roland Garros. È davvero così, o dipende da questa settimana o dalla prossima? Come prosegue ora?
Tagger: Diciamo così: sarebbe stato più facile se avessi vinto anche questa partita, ma vedremo. Non so esattamente come sarà la situazione dopo questa settimana, ma è sicuramente molto tirata. Ora ci concentreremo sul presente, cercheremo di trarre il massimo dalla partita di oggi e poi continueremo a lavorare. Sono abbastanza sicura che prima o poi raggiungeremo l’obiettivo.

D. Giocherai il torneo in Francia [il WTA 250 di Rouen] la prossima settimana?
Tagger: Non lo sappiamo ancora.

D. Cosa ti è passato per la testa quando eri lì sopra ad aspettare l’intervista a ORF mentre Anastasia era impegnata nell’intervista in campo?
Tagger: Devo dire sinceramente che in quel momento ho pensato per un attimo: certo, non ero felicissima, ma ho anche pensato che potevo essere orgogliosa di me stessa per la settimana. E in generale, che torneo incredibile abbiamo organizzato qui: un WTA 500 in Austria, due austriache nei quarti e lei si è qualificata per la semifinale. Come ho già detto, la conosco meglio adesso, è una persona estremamente gentile, quindi le auguro tanta fortuna per domani. Spero che possa andare molto avanti nel torneo. E, a dire il vero, ho anche pensato: vediamo cosa dice, magari posso imparare qualcosa dalla sua intervista. Ma, come detto, le auguro davvero il meglio.

D. È stata molto gentile con te in quello che ha detto su di te.
Tagger: Sì, è una persona davvero molto gentile. Penso che possiamo essere felici di averla “dalla nostra parte”, per così dire. Credo di poter imparare moltissimo da lei, ma anche da tante altre giocatrici presenti qui, il che è un buon segno perché il percorso è ancora molto lungo. Ripartiremo sicuramente a tutta.

D. In un anno possono succedere tante cose. Da oggi, quanto è grande il desiderio di tornare a Linz il prossimo anno?
Tagger: Enorme. Devo dire sinceramente che finora è stata probabilmente la migliore settimana che abbia mai giocato qui. Quando sei in giro tutto l’anno e poi torni in Austria a giocare davanti al pubblico di casa, ti rendi conto davvero, vivendo il momento, di quanto sia bello e di quanto siamo fortunati ad avere un torneo così grande in Austria. Possiamo solo considerarci fortunati. E credo di poter parlare a nome di tutte le giocatrici: faremmo di tutto per poter giocare ogni settimana in Austria. Non vedo l’ora che arrivi il prossimo anno.

D. Una domanda su Austria e Linz: sei completamente concentrata sul tennis e stai solo tra campo e hotel, oppure riesci anche a vivere la città e l’Alta Austria?
Tagger: Da giovani abbiamo giocato diversi tornei federali qui. È stato abbastanza divertente perché la mia allenatrice è arrivata con una mappa della città e ha detto: “Domani andiamo a fare un giro in bici in città, o magari anche oggi”. Io ho risposto: “Oggi meglio di no, se piove e devo giocare più tardi”. Il nostro obiettivo è sempre, in ogni torneo, quello di vedere un po’ la città e arricchirci anche culturalmente. Dato che domani non giocheremo, sicuramente andremo a vedere qualcosa.

D. Com’è stato per te tutto il clamore attorno alla tua persona? TV, tifosi, interviste, conferenze stampa… quanto ti servirà per il futuro?
Tagger: Come ho detto, questa settimana ci sono stati moltissimi momenti nuovi per me, che non avevo mai vissuto così. Credo di averli gestiti molto bene, anche perché è parte del lavoro fuori dal campo. Fa parte del nostro sport. Naturalmente è qualcosa di molto speciale per me, per esempio quando sono in Austria e vedo tutte queste persone che fanno il tifo per te e ti sostengono perché ti apprezzano. È una delle cose più belle che ci siano. E, come detto, ho vissuto molte nuove situazioni. Una di queste è stata proprio oggi.

Ubitennis. Primo set, chiaramente, deciso su un due o tre punti. Ma, a parte questo, pensi che avresti potuto fare meglio qualcosa in generale?
Tagger: Sì, nel primo set penso di aver fatto tutto giusto, magari me la sono giocata un po’ troppo poco decisa alla fine del primo set, che è ovviamente molto importante nel nostro sport. Devo dire di poter essere contenta del mio gioco nel primo set, di tutto quello che ho fatto. Ovviamente nel secondo, soprattutto all’inizio, ci sono un sacco di cose in cui posso migliorare.

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