ATP Madrid, Medvedev: “Intelligenza Artificiale nel tennis? Non so come possa aiutarmi contro Sinner o Alcaraz”

“Non la amo troppo, non è bello passarci la vita a giocare” dice il tennista russo

Di Danilo Gori
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Tennis, ATP Monte Carlo Rolex Masters 2026, Danil Medvedev (RUS), Wednesday, April 8, 2026. Photo Felice Calabro'

Intervistato al termine della sfida vinta contro il temibile Fabian Marozsan, Daniil Medvedev si mostra particolarmente soddisfatto del risultato e si perdona volentieri qualche momento di calo, comprensibili d’altronde con un giocatore di questo livello. Tra le domande anche quelle dei nostri Pietro Sanò e Giovanni Pelazzo.

D: Complimenti, è stata una bella vittoria, considerato il ritorno nel secondo set di Marozsan.
Medvedev: “Fabian è un giocatore molto forte, capace di vincere set e match con chiunque, e lo ha già dimostrato. Ho giocato benissimo (“unreal tennis”), ho avuto un calo nel secondo set, fatto comprensibile se non sei perfettamente in fiducia, e io non lo ero dopo gli ultimi incontri, ma poi ho vinto e sono molto contento”.

D: Quanto ti rimangono in testa i tuoi ultimi match?
Medvedev: “Un paio di giorni, forse una settimana, poi però bisogna tornare al presente, sennò si continua a perdere. Sono lieto di aver ritrovato la giusta concentrazione senza farmi condizionare dai risultati più recenti, e di aver portato a termine bene la partita. Quello che conta, ancora, è il livello del mio avversario: batterlo significa che posso fare bene con molti altri. Certo, anche gli altri possono giocare bene e superarmi, questo è il tennis”.

D: Cosa vi siete detti una volta a rete a fine match?
Medvedev: “Sul matchpoint gli ho messo un passante che lo ha superato anche grazie al nastro. Io ha detto che avrei preferito vincere con un colpo pulito e magari vedere dove sarebbe finita la sua volée e lui ha risposto che non si ricordava nemmeno cos’era successo. È un gran bravo ragazzo Fabian”.

D: Cosa pensi dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per fare lo scout dei giocatori?
Medvedev: “Sinceramente non amo troppo l’AI; talvolta sono pigro e mi concedo qualcosa ma non mi pare bello passare la vita sul sofà a giocare. Comunque, ogni tanto, per divertirmi, la utilizzo, con gli amici e con la squadra. Ma, ripeto, solo per divertimento, del resto se prendessi lo scout di Sinner o Alcaraz poi mi direi: ok, e adesso come faccio a fare come loro?”.

D: Lo smash, i colpi sopra la spalla sono soluzioni particolari per te?
Medvedev: “Non so se bisogna lavorarci da giovani o se è una sorta di dono che ti porti dalla nascita, ci sono un paio di ragazzi nel tour che, non importa in quale posizione del campo si trovino, mettono a segno dieci smash su dieci. Io dico wow, perché io non capisco facilmente se la pallina stia scendendo a sinistra o a destra; bisognerebbe ricavarci un colpo vincente. Io lo trovo difficile, per altri è molto naturale”.

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