ATP Roma, Musetti: “Chiedo scusa, ma non stavo bene. E non so se giocherò il Roland Garros”

Il carrarino, sconfitto nettamente da Casper Ruud negli ottavi degli Internazionali d’Italia, racconta il difficile momento fisico e mentale: “Dall’Australia non mi ha più lasciato”

Di Carlo Galati
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Lorenzo Musetti – ATP Roma 2026 (foto: Francesca Micheli/Ubitennis)

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C’è la sconfitta, certo. C’è il 6-3 6-1 incassato da Casper Ruud negli ottavi degli Internazionali d’Italia, ma soprattutto ci sono le parole di Lorenzo Musetti, molto più profonde del risultato. Perché il problema, ovviamente, non è il tennis. È una coscia sinistra che continua a tormentarlo da quel match di quarti di finale con Djokovic a Melbourne e che da lì in poi, non gli ha più concesso continuità.

In conferenza stampa il carrarino si presenta con il volto scuro, quasi svuotato. Più che la delusione per l’eliminazione, pesa l’impossibilità di esprimersi come vorrebbe davanti al pubblico di casa, in quel contesto che 12 mesi fa lo vedeva entrare per la prima volta in top 10 e che oggi invece è costretto a salutare. Corsi e ricorsi.

“Non mi sono ritirato per rispetto del pubblico”

La prima risposta di Musetti racconta subito il suo stato d’animo. Chiedo scusa, sono abbastanza deluso dello spettacolo che ho offerto al pubblico, ammette. Poi prova a spiegare quanto il problema fisico abbia inciso sulla partita: “Oggi purtroppo la mia condizione fisica non mi ha permesso di giocare come avrei voluto”.

Il toscano rivela anche di aver pensato soprattutto al pubblico del Foro Italico quando ha deciso di restare in campo fino alla fine: “Non ho voluto ritirarmi perché sono un po’ stufo dei ritiri, specialmente davanti al pubblico di casa”.

Quando gli viene chiesto se il fastidio riguardi proprio la coscia sinistra, Musetti conferma senza girarci troppo attorno: “Sì”. E alla domanda sul rischio di un forfait per il Roland Garros, la risposta lascia trasparire tutta l’incertezza del momento: Non lo so, nei prossimi giorni farò controlli più mirati. Durante il torneo non ho potuto fare esami approfonditi perché ho quasi sempre giocato e ho cercato di rimediare con il poco tempo che avevo”.

Poi aggiunge: “Spero che il dolore e il fastidio che ho sentito siano meno gravi del previsto e che possano farmi arrivare pronto per Parigi”.

“Mentalmente è difficile essere lucido”

Ma il problema, inevitabilmente, non è soltanto fisico. Musetti racconta anche quanto questa lunga serie di stop stia diventando complicata da gestire mentalmente.

“È stato bellissimo condividere certi momenti con il pubblico e con tutto l’affetto che ho ricevuto”, dice parlando del torneo romano. Poi però arriva il passaggio più sincero: “Sto affrontando un momento pieno di infortuni, cosa che in carriera non mi era mai successa”.

Il carrarino ammette apertamente tutta la difficoltà emotiva del periodo: “È difficile da vivere e mentalmente è difficile essere molto lucido e propositivo in queste situazioni”.

Musetti torna anche sull’origine del problema, collegandolo proprio agli ultimi mesi: “Dopo l’Australia sono successi vari infortuni che mi fanno stare nella parte negativa di tutto ciò”.

E quando gli chiedono quale sia stata la partita in cui si è sentito meglio durante questa stagione sul rosso, la risposta è significativa: Forse le prime due partite a Madrid. Poi il dettaglio che spiega molto del suo tennis recente: “Ho sempre giocato un po’ su una gamba”.

Il numero uno italiano entra ancora più nello specifico: “Anche oggi ho sempre avuto paura di appoggiare la gamba sinistra. Era molto difficile trovare forza e un punto d’appoggio su quella gamba”.

“Il mio futuro di stagione è annebbiato”

Le difficoltà fisiche hanno inevitabilmente inciso anche sulla classifica. Con questa eliminazione Musetti uscirà dalla Top 10 proprio nel torneo che un anno fa gliel’aveva regalata.

“Fa male per come sono uscito dalla Top 10”, racconta. “Con tanti problemi fisici non sono riuscito a sfruttare forse il mio miglior momento”.

Poi il passaggio più amaro: “È un po’ una beffa perché proprio qua a Roma ero rientrato in Top 10 e uscire dalla Top 10 non è quello che avevo augurato a me stesso”.

Musetti prova comunque a guardare avanti, anche se con enorme fatica. “In questo momento faccio fatica a vedere il mio futuro di stagione, che è molto annebbiato”, confessa. “Ogni giorno sembra che succeda qualcosa”.

La speranza resta il rosso di Parigi: “C’è l’ultima speranza sul rosso di Parigi, anche se la condizione fisica è quella che è”.

Infine arriva anche una riflessione sulla quantità di infortuni accumulati in pochi mesi. “Abbiamo provato a cambiare determinate cose, ma facciamo fatica a trovare una spiegazione”, spiega. “Sono sempre stati piccoli infortuni, ancora più fastidiosi rispetto a quelli che ti obbligano a stare fermo tanto tempo”.

E la chiusura racconta perfettamente la frustrazione del momento: “Fisicamente ma soprattutto mentalmente mi destabilizzano molto. Cercheremo di capire ancora meglio e di cambiare qualcosa. Se sapessimo già la soluzione, probabilmente non sarei infortunato”.

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