[1] Shelton b. [2] T. Fritz 6-4 2-6 6-4
Il numero uno e il numero due del seeding si sono contesi il titolo del Boss Open. Due statunitensi, due amici. Ma il trofeo dell’ATP di Stoccarda è soltanto per uno. Taylor Fritz, vincitore dell’ultima edizione, ha lottato col coltello tra i denti per riconfermarsi campione sul manto erboso teutonico. Ma il ragazzo di Atlanta – classe 2002 – ha rovinato il back-to-back al connazionale. Con lo score di 6-4 2-6 6-4, Ben Shelton ha ottenuto il titolo del Boss Open per la prima volta in carriera, nonché primo successo sull’erba. Per l’americano, è il terzo trofeo sollevato in questo 2026, dopo Dallas e Monaco di Baviera.
Primo Set: Shelton, partenza sprint. Fritz rincorre
Il derby a stelle e strisce è scoppiettante già dalle prime battute. Scambio pirotecnico nel terzo game, dove Shelton chiude con una volée un punto che gli procura la prima palla break dell’incontro. Fritz reagisce con una freddezza disarmante, tornando al “deuce” con un dritto violentissimo. Ma sulla seconda palla break, il campione in carica non può far nulla, a causa di un cattivo rimbalzo sulla linea di fondocampo. Beffato Taylor, Shelton si porta al comando, strappando il servizio al connazionale. Pochi istanti dopo, il numero due del seeding si avvia – spedito – verso il controbreak immediato, disputando un game di risposta quasi perfetto. Shelton sembra sul punto di restituire il servizio, ma si affida alla sua poderosa prima e ripara il danno. Il campione in carica, dopo un inizio farraginoso, comincia a investire Ben con colpi potenti e precisi, che lo mettono spalle al muro. Ogni turno di battuta di Shelton diventa lungo e travagliato, ma in qualche maniera, il mancino di Atlanta riesce sempre a togliersi dai guai, improvvisando dei buoni dropshot che mettono al tappeto un Taylor non agilissimo. Nel decimo game, Shelton non trema, assicurandosi il primo parziale per 6-4.
Secondo Set: il mancino spegne l’entusiasmo. Taylor attiva il turbo
Capovolgimento di fronte all’alba del secondo parziale. Nel secondo gioco, Fritz mette la firma sul primo break del match, grazie ad un grosso aiuto del connazionale e al nastro “amico”. Per paura di fare invasione, su un recupero cortissimo e debole, Shelton – non particolarmente sensibile col polso – spedisce la pallina out, favorendo la fuga di Taylor. Ben entra in una spirale negativa, calando drasticamente la percentuale di prime in campo, e divenendo succube delle incursioni del collega statunitense. Fritz pareggia i conti con un netto 6-2
Terzo Set: Shelton versione “Carpe Diem”. Fritz si arrende in tre set
La finale di Stoccarda si decide nel terzo e decisivo set. A dispetto della fase embrionale dell’incontro, adesso, sembra Fritz ad essere padrone del campo. L’abbrivio del set precedente favorisce Taylor, molto in fiducia in questa volata finale. Chi invece mostra qualche tentennamento è Shelton. Qualche doppio fallo, schemi prevedibili e gratuiti a iosa. I dropshot pagano a metà, il numero due del seeding li legge con anticipo e diventa ancor più pericoloso. Ogni punto pesa un macigno, e nel sesto game il giovane mancino di Atlanta si aggrappa a qualsiasi mezzo pur di sopravvivere, mirando alla figura dell’avversario sulla palla break.
Il tennis – è risaputo – non segue alcuna logica. Basta un nonnulla per cambiare le inerzie, e così accade. Ben approfitta di un micro passaggio a vuoto del connazionale, dopo che quest’ultimo era andato in netto crescendo nella seconda metà del match. Nel nono game, approfittando di qualche colpo interlocutorio di Fritz, Shelton ha spalancato il gas col dritto, guadagnando un break cruciale. Ben conquista, di forza, la finale del Boss Open, sconfiggendo il numero uno del seeding 6-4 2-6 6-4.
