Va bene, eravamo stati un po’ ottimisti perché al Challenger 75 di Cattolica non sono bastati cinque italiani ai quarti per averne uno in finale.
Intendiamoci, ci sono andati vicini, soprattutto i due semifinalisti Francesco Forti ed Enrico Dalla Valle che hanno entrambi costretto al terzo set i loro avversari, rispettivamente Roberto Carballes Baena e Jesper De Jong che partivano sì col favore del pronostico ma non è che fin qui avessero proprio incantato. I due azzurri hanno fatto gara di testa ma sono poi stati inevitabilmente risucchiati dai più quotati avversari, con un po’ di rimpianti soprattutto per Dalla Valle, arrivato per due volte a due punti dal match.
Finale straniera dunque, che non ha comunque impedito al pubblico di affollare le tribune in ogni ordine di posti. De Jong, 26enne di Haarlem, nell’atto conclusivo si è imposto per 6-3 6-2, in un’ora e tre quarti di gioco, sullo spagnolo Roberto Carballes Baena, 33enne da Tenerife, conquistando il suo quarto titolo in questo circuito su nove finali disputate. Grazie a questo risultato e ai 75 punti in palio per il vincitore (insieme a 15.510 dollari) De Jong guadagna 11 posizioni e salirà al 72° posto ATP, vicinissimo al suo best ranking (n.71) fatto segnare a inizio anno.
Cinà si ferma in semifinale a Bratislava
Altri due italiani in giro per l’Europa si sono fermati in semifinale, e parliamo di Federico Cinà e Filippo Romano. Cinà, impegnato al Challenger 100 di Bratislava (terra battuta), si è arreso al giapponese Taro Daniel (poi vincitore del torneo) che oggi, a 33 anni compiuti, è scivolato in classifica ma è pur sempre un ex n.58 ATP. Partita combattuta che il figlio del Sol Levante si è aggiudicato col punteggio di 7-6(6) 0-6 6-2 dopo oltre due ore di gioco. Per il tennista palermitano la piccola soddisfazione di aver ritoccato il proprio best alla posizione n.181 ATP.
Challenger di Ilkley: Romano, dalle qualificazioni alla semifinale
Sconfitto sempre in tre set il 20enne ligure Filippo Romano che al Challenger 125 di Ilkley (erba), partito dalle qualificazioni, si è sorprendentemente spinto molto avanti nel torneo, collezionando anche un bello scalpo come Pinnington Jones (n.133) al secondo turno. Anche in semifinale contro il quotato Jacob Fearnley (n.145 ma ex n.49) sembrava potercela fare, prima di alzare bandiera bianca col punteggio di 6-3 6-7(4) 6-4 dopo due ore di partita.
Bel torneo per il ragazzo di Arcola che ha confermato quanto ci disse in una recente intervista: “Sull’erba ho giocato pochissimo, solo nel 2023 a Wimbledon Juniores, ma ho la netta sensazione che potrebbe essere una superfice dove posso trovarmi a mio agio”. Con questo risultato Filippo migliora ulteriormente il proprio best alla posizione n.298 ATP, che purtroppo non migliorerà perché domenica, nelle qualificazioni del Challenger 75 di Dublino (sempre su erba) è andato a sbattere, ancora stanco per il viaggio e per il precedente impegno, contro uno dei giocatori più in forma del circuito, il reggiano Andrea Guerrieri che l’ha regolato con un duplice 6-2.
