All’ATP 500 di Halle nessuna sorpresa nella giornata di giovedì. I tre favoriti, guidati dal n.1 del seeding Alexander Zverev, vincono i loro match quasi senza problemi. Taylor Fritz spicca, Ben Shelton lascia per strada un set ma emerge con classe e sicurezza alla distanza. E ai quarti arrivano tutti con il vento in poppa.
[5] T. Fritz b. F. Marozsan 6-2 6-4 (di Francesco De Salvin)
Il match inaugurale della seconda giornata degli ottavi di finale del Terra Wortmann Open si trasforma in una solida prova di forza per Taylor Fritz, che liquida Fabian Marozsan con il punteggio di 6-2 6-4 sull’erba del Gerry Weber Stadion. Nel primo parziale, dopo una fase iniziale di studio, il californiano inserisce le marce alte piazzando un parziale di tre giochi consecutivi fino al 6-2, blindato da una resa impressionante sulla prima di servizio (94% di punti vinti a fine match) e ben 16 ace totali.
La musica non sembra cambiare in avvio di secondo set, con il californiano che scappa subito sul 3-1 sfruttando l’efficacia in risposta (29 punti complessivi vinti sui turni di Marozsan). L’ungherese ha un sussulto d’orgoglio nel quinto gioco, dove strappa l’unico break della sua partita (1/2 convertiti) accorciando sul 3-2 e agganciando l’avversario fino al 4-4. Nel momento decisivo, però, Fritz fa valere la maggiore caratura tecnica e l’esperienza sui prati: strappa nuovamente la battuta al magiaro (4/8 palle break totali realizzate) e chiude 6-4, volando ai quarti di finale del torneo tedesco dove attende Ben Shelton.
[3] B. Shelton E. Quinn 6-4 5-7 6-4 (in collaborazione con Francesco De Salvin)
Il derby statunitense tra Ben Shelton ed Ethan Quinn si apre nel segno dell’equilibrio, con la testa di serie numero 3 che nel game inaugurale manca due palle break consecutive dal 40-15, permettendo al rivale di salire 1-0. Quinn si dimostra solido nei propri turni di battuta portandosi prima sul 2-1 e poi impattando sul 4-4, mentre Shelton è letteralmente intoccabile al servizio, dove raccoglie l’80% di punti sia sulla prima che sulla seconda palla, scagliando ben 5 ace. La spallata decisiva al parziale arriva nel nono gioco: il mancino di Atlanta alza l’intensità in risposta, graffia il break chirurgico (1/4 complessivo) e sale 5-4. Chiamato a chiudere, Shelton non trema e sigilla il primo set sul 6-4 in proprio favore.
Scambi ridotti all’essenziale anche nelle prime fasi della seconda partita, con Shelton che accentua l’efficacia del suo dirompente colpo di inizio gioco; il contachilometri ondeggia tra i 209 e i 221, le dimensioni dei chicchi di grandine variano di poco, dettagli che interessano poco a Quinn. L’outsider odierno, peraltro, pur subendo quattro ace nei primi due turni in risposta, sta prendendo la mira con più cura con la battuta principale e non sfigura di fronte a Ben, che fatica a contrare in ribattuta e non conquista nemmeno una palla-break nei primi tre giochi in cui riceve.
I game si rincorrono senza particolari variazioni sul tema principale, Quinn conferma la sua crescente sicurezza e si porta sul 5-4 con un game tenuto a zero e addomesticando una risposta bassa di Shelton con una volée bassa di dritto strepitosa.
È un eccesso di confidenza che autorizza a Shelton una seconda palla velocissima e fuori misura di circa un metro in apertura di decimo gioco; infatti, il numero 5 del ranking rimedia facilmente. Con un doppio errore apre il game successivo anche Quinn, ma qui le cose per lui si complicano perché il rivale prende coraggio e offre il meglio del suo borsone degli attrezzi, in particolar modo in difesa.
Corse, passanti e un lob di rovescio a due mani, Ben accende un game bellissimo che Quinn riesce a spegnere con coraggio e una tecnica da applausi nel gioco di volo. Cinque palle-break vanno in fumo e Shelton accusa il colpo scivolando sullo 0-40 nel game-transito verso il tie-break; Ben lancia due bordate ma la terza viene neutralizzata, il figlio di Bryan non sa come reagire e cede il set, improvvisamente.
La tendenza di fine secondo set prosegue nel terzo, i duellanti fanno progressi fase di lettura del servizio e chi batte fa gli straordinari per reggere; Quinn annulla due palle-break e subito dopo risponde senza conceder tregua a un attonito Shelton, che cede il servizio. Il ragazzo della Georgia è però bravo a ripartire da un improvviso 0-30 e trova la via per l’immediato contro-break che gli vale l’1-2 con il servizio a disposizione.
Tra i due è Shelton a ribellarsi al torpore delle battute, mentre Quinn si perde in doppi errori e il movimento del dritto è meno fluido: Ben non si distrae e incassa un nuovo break che lo porta sul 3-2, vantaggio che la terza testa di serie saprà conservare fino al termine dell’incontro, che lo spinge ai quarti di finale. Prima della discesa in campo di Alexander Zverev.
[1] A. Zverev b. Y. Hanfmann 6-3 7-6(4)
Il derby tedesco parte come sfida tra servizi. Con Hanfmann che, sollecitato da alcune risposte insidiose del numero uno del tabellone, si fa largo nel punteggio con volée basse indirizzate con cura poco prima dell’ultima linea bianca utile, oppure con tocchi corti sottorete. Il predominio di chi dà inizio al gioco termina sul 4-3 per Zverev. uando Sascha stabilizza la ribattuta quanto basta per rendere al rivale la volée o l’azione in uscita dal servizio meno agevole.
Per Hanfmann improvvisamente il mare si fa mosso e con l’ultimo colpo steccato di dritto Yannick cede il servizio. La velocità media si alza e la qualità dei colpi in ricezione determina la differenza. on Zverev che chiude la vicenda del primo set con sicurezza al termine del nono gioco.
Nella seconda partita Hanfmann ha uno sbandamento nel terzo game, quando sembra soccombere di nuovo alle accelerazioni di Zverev. La sua prima palla però è inespugnabile nei primi quattro turni. Il campione di Amburgo si concentra così sull’andamento dei turni al servizio e il set arriva al tie-break.
Due ace per Yannick, uno per Sascha. Hanfmann può contare anche su un servizio vincente e su un dropshot di dritto perfetto, ma nell’unica occasione in cui la prima palla non entra il suo rivale lo punge con la risposta. E gli toglie il tempo con un rovescio al volo che lo costringe a una rincorsa infruttuosa. Il campione di Parigi sa fare tesoro di questo unico mini-break e risolve il match per un ingresso nei quarti di finale, dove attende il vincente tra Collignon e Bellucci.
