Wimbledon, Cocciaretto: “È molto bello che i top player si battano per gli altri”

Elisabetta Cocciaretto apprezza l'impegno di Sinner, Sabalenka e degli altri Top players per aumentare il montepremi: "Mi fido delle persone coinvolte, se si battono c'è un motivo"

Di Vanni Gibertini
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Elisabetta Cocciaretto – WTA Doha 2026 (foto via Twitter @WTA)
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Dopo la sfortunata uscita di scena a Eastbourne contro Ajla Tomljanovic, Elisabetta Cocciaretto si presenta a Wimbledon con il proposito di dare tutto quello che ha e di migliorare il suo livello. La marchigiana si esprime anche sulla questione della protesta dei top players nei confronti degli Slam, manifestando la propria ammirazione per il loro altruismo nei confronti dei loro colleghi con un ranking inferiore.

Allora, innanzitutto come stai? Perché è sempre una domanda.

ELISABETTA COCCIARETTO: Un po’ meglio, sto recuperando e piano piano va meglio, quindi sono contenta.

Che sensazioni hai avuto di questa stagione sull’erba, delle partite che hai giocato?

ELISABETTA COCCIARETTO: Ne ho giocata una a Eastbourne e purtroppo mi sono dovuta ritirare a Nottingham. Ho perso 7‑5 al terzo con la Tomljanovic, che sta giocando bene, ho avuto le mie occasioni, però il livello è ancora un po’ altalenante e sicuramente ho bisogno di partite. Il mio obiettivo principale è stare bene e poi giocare.

Tu hai sempre avuto un rapporto un po’ speciale con l’erba, hai giocato delle partite straordinarie qua, hai ottenuto ottime vittorie: che Elisabetta scenderà in campo quest’anno a Wimbledon?

ELISABETTA COCCIARETTO: È un anno un po’ particolare perché non ho giocato tante partite. L’anno scorso arrivavo con un background più ampio, avevo già sette‑otto match, quindi il fatto di aver giocato poco probabilmente inciderà. Io però cerco di dare il massimo, di allenarmi di più, di restare concentrata, e spero che vada bene. La mia avversaria la conosco da quando siamo piccole e sarà dura perché sta giocando bene, però cercherò di dare il mio meglio.

Tra le due Wang, riesci a riconoscere quella con la “N” e quella senza la “N”?

ELISABETTA COCCIARETTO: Sì, le conosco bene tutte e due, le conosco benissimo. Tra l’altro la mia avversaria la allena anche il mio preparatore atletico, che segue sia me sia lei, quindi la conosco davvero molto bene.

Come si fa per vincere contro di lei?

ELISABETTA COCCIARETTO: Bisogna essere solidi, perché è molto attaccante, le piace giocare in due colpi. Devo stare lì, essere solida e metterla in difficoltà giocando vicino. Il mio gioco può darle fastidio, anche se sarà difficile tenere un’intensità molto alta sempre, perché serve molto bene e tira molto forte. Io però devo restare concentrata sul mio e basta.

Anche in questo torneo, come a Parigi, c’è stata una protesta soprattutto dei giocatori di punta per richiedere una percentuale superiore del montepremi. Qual è la tua posizione? A tutti piacerebbe ricevere più denaro, ma cosa pensi di questo strumento di lotta e quale sarebbe secondo te la soluzione migliore?

ELISABETTA COCCIARETTO: Ho letto qualche articolo e questa cosa riguarda soprattutto i giocatori di medio‑basso livello, perché sono quelli che fanno più fatica con tutte le spese. È bello che i giocatori più in alto protestino per quelli più in basso: è la cosa più equa e più giusta, perché chi ha un ranking più alto spesso non ne ha bisogno diretto, ma riconosce certe situazioni. Secondo me questa lotta va fatta soprattutto per i giocatori di medio‑basso livello, che fanno più fatica a portarsi un allenatore, un preparatore, a pagarsi le spese. Credo che sia la base del nostro sport che chi è in alto lotti anche per chi è in basso, perché deve essere d’esempio. Io ho semplicemente letto articoli, non mi è mai stato chiesto che posizione avessi e non avevo mai detto la mia, però penso che in questo momento i giocatori più in alto dovrebbero parlare per quelli più in basso. È bello per tutti ricevere più soldi in tutti i lavori, ma nel nostro sport chi è più in basso nel ranking ha più bisogno dei soldi degli Slam, soprattutto noi donne. È una cosa bella che le giocatrici più forti lottino per questo, perché hanno una posizione preferenziale, sono più ascoltate, più seguite per i risultati, e quindi è giusto che questa lotta sia soprattutto per chi ha un ranking di medio‑basso livello.

Quindi sei a favore dell’iniziativa che hanno portato avanti?

ELISABETTA COCCIARETTO: Sì, però io mi sono tenuta fuori perché non mi sono realmente informata su guadagni e cifre. Sono semplicemente una ragazza che entra in campo e gioca con quello che ha, mi basta una racchetta e una pallina; per me è sempre stato così, nel bene e nel male, senza guardare troppo ai soldi e al prize money. Se stanno combattendo, però, è perché evidentemente qualcosa non va. Io non mi sono informata, quindi non posso dirti che sono certa di tutto, però se lo fanno i top player, persone che ritengo molto intelligenti e ben seguite, credo che la loro battaglia abbia un fondamento reale. Sono a favore, soprattutto per le persone che hanno più bisogno.

Credi che si possa arrivare a un passo successivo, per esempio, se non ci fossero risultati con questa forma di lotta, a un eventuale boicottaggio?

ELISABETTA COCCIARETTO: È difficile, perché penso che il boicottaggio sia complicato: noi viviamo di questo. È vero che, come dicono i giocatori, se non giochiamo noi non c’è spettacolo, ma è anche vero che se i tornei non vengono organizzati noi non giochiamo, è un po’ un cane che si morde la coda. Questa iniziativa comunque ha già portato qualcosa: qui a Wimbledon il montepremi è stato alzato ancora e questo è positivo. Secondo me anche gli US Open aumenteranno, quindi questa protesta sta aiutando un sistema che agevolerà tutti. Per i top guadagnare un po’ di più non cambia così tanto la vita, ma per un giocatore di medio‑basso livello, relativamente a questo tipo di torneo, può aiutare molto. Aiuta tutti, ma soprattutto, come ti dicevo, chi ha un ranking di medio‑basso livello: questo è quello che penso, fondamentalmente.

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