Z. Bergs b. [6] U. Humbert 3-6 6-1 6-4
Primo Set: Humbert chirurgico al servizio, Bergs paga i troppi doppi falli
Dov’eravamo rimasti? A circa ventiquattro ore or sono, quando neanche il tempo di entrare in campo che l’erba del Devonshire Park aveva dovuto fare i conti con il più classico degli imprevisti d’oltremanica. La finale dell’ATP 250 di Eastbourne (Lexus Eastbourne Open) tra Zizou Bergs e Ugo Humbert, infatti, ha subito una brusca battuta d’arresto dopo appena tre game dall’avvio del primo set, causa pioggia. I teloni si sono stesi sul centrale sul punteggio di 2-1 in favore di Humbert, con il belga Bergs al servizio nel quarto gioco, sotto nel punteggio per 15-30. Nei primi tre game si era viaggiato spediti seguendo i turni di battuta, ma lo scorcio di quarto game stava offrendo le prime crepe nei fondamentali da fondo di Bergs. Alla ripresa, però, il belga ricomincia con un altro piglio, e dopo sei giochi il punteggio recita 3-3.
Humbert, dal canto suo, si dimostra il solito specialista su erba: mette in campo il 71% di prime palle e, pur non trovando nessun ace nei primi nove giochi, è ingiocabile sulla seconda di servizio, dove raccoglie uno sbalorditivo 75% di punti vinti. Bergs prova a rimanere in scia e riesce a strappare una volta la battuta al francese (1 su 2 la conversione dei break point), ma subisce la maggiore aggressività di Humbert in risposta. Il transalpino è una furia sulle palle break, convertendone 2 su 3 e piazzando una striscia di ben 4 punti consecutivi che spezza il ritmo del belga.
Nonostante un computo totale dei punti non così distante (30 a 26 per il francese), Humbert gestisce meglio i vantaggi, conquista 4 giochi consecutivi e chiude il parziale per 6-3 in totale controllo dei propri turni di battuta.
Secondo Set: Bergs travolge Humbert, la finale si decide al terzo
Tutt’altra musica nel secondo parziale. Chi si aspettava una prateria per Ugo Humbert è rimasto letteralmente sorpreso dalla furiosa reazione di Zizou Bergs. Il belga entra in campo con un piglio totalmente diverso, resettando il brutto avvio e trasformandosi in un vero e proprio rullo compressore, complice anche un drastico passaggio a vuoto del mancino di Metz.
A fare la differenza in questa frazione è lo spaventoso rendimento di Bergs con la seconda di servizio, con cui raccoglie uno sbalorditivo 80% di punti vinti. Humbert prova a salvarsi con il fondamentale d’inizio gioco, scagliando ben 4 ace, ma la sua efficacia da fondo campo si scioglie sotto la pressione del belga. Il francese crolla al 58% sia sulla prima che sulla seconda palla, diventando vulnerabile in ogni suo turno di battuta.
Bergs gioca in costante spinta, aggredisce la risposta (conquista ben 24 punti in risposta in tutto il match fino a questo punto) e mette a ferro e fuoco i turni di servizio del rivale, procurandosi ben 7 palle break e convertendone 3. Humbert non riesce a trovare le contromisure, strappa il servizio al belga solo in un’occasione (sulle 5 palle break concesse), ma subisce un parziale pesantissimo: Bergs infila 3 giochi consecutivi e vola via fino a un perentorio 6-1 che rimette tutto in perfetto equilibrio.
Terzo Set: Bergs non trema nel finale, Humbert si arrende
Grande, grandissimo equilibrio all’inizio del terzo e ultimo set. Dopo quattro giochi, infatti, il punteggio recita 2-2. Bergs continua a fare affidamento sulla grande efficacia della sua seconda di servizio (che viaggia sull’83% di punti vinti complessivi), ma deve fare i conti con i 4 doppi falli commessi finora, a fronte dei 2 del francese. Dal canto suo, Humbert è tornato a salire di giri nei propri turni di battuta, portando la sua percentuale di prime palle in campo al 62% e mantenendo alta la pressione. Il belga conquista un break alla fine del settimo gioco (4-3). (a cura di Francesco De Salvin)
Ma ottenere il break è una cosa, difenderlo è un’altra. Nel game successivo Bergs sente il peso del momento e fatica a mantenere il proprio turno di battuta. Humbert prova il tutto per tutto, aggredisce appena può e cerca di rientrare immediatamente in partita. È il game più teso del match, quello in cui il francese tenta l’ultimo assalto e il belga deve dimostrare di avere non solo tennis, ma anche nervi. Proprio in questo frangente arriva anche lo scambio più lungo della finale, vinto da Bergs: un punto pesantissimo, più mentale ancora che tecnico, che gli permette di restare davanti e consolidare il vantaggio.
Humbert non molla, tiene il proprio turno di servizio e obbliga Bergs ad andare a servire per il titolo sul 5-4. Il belga, però, non si lascia più scappare l’occasione. Dopo due finali ATP perse, Zizou Bergs chiude 3-6 6-1 6-4 e conquista a Eastbourne il primo titolo della carriera, firmando una rimonta tanto preziosa quanto inattesa contro un avversario che partiva favorito e che sull’erba aveva più credenziali.
Un successo dal peso enorme anche per il momento in cui arriva: Bergs si era presentato al Lexus Eastbourne Open reduce da sei sconfitte consecutive e lascia invece il Devonshire Park con il trofeo più importante della sua vita sportiva. Non solo: il belga diventa anche il settimo giocatore capace di conquistare il primo titolo ATP in questa stagione, dopo Tomas Martin Etcheverry a Rio de Janeiro, Rafa Jódar a Marrakech, Mariano Navone a Bucarest, Ignacio Buse ad Amburgo, Kamil Majchrzak a ’s-Hertogenbosch e Alejandro Davidovich Fokina a Maiorca. Un dato che racconta bene quanto il 2026 stia continuando ad allargare la mappa dei vincitori sul circuito.
Il destino, poi, ha già apparecchiato la rivincita: Bergs e Humbert si ritroveranno subito di fronte a Wimbledon, dove saranno avversari al primo turno. Da Eastbourne a Londra, la sfida è già pronta a ricominciare.
