Da un lato l’attesa per Jannik Sinner dopo il Roland Garros, dall’altra i giovanissimi Rafa Jodar e Joao Fonseca, circondati dalla curiosità di chi vuole vedere i volti nuovi già protagonisti ai livelli più alti, Se aggiungiamo l’eterno Novak Djokovic e l’Alexander Zverev con le tempie cinte del fatidico alloro Slam, ecco che il resto del tabellone rimane un po’ in ombra.
Ben Shelton sta però vivendo la sua migliore stagione da professionista in vista di Wimbledon. Tre dei suoi sei titoli sono arrivati in questi sei mesi (Dallas, Monaco e Stoccarda su tre superfici diverse). L’attuale quinta posizione è il suo best ranking, già peraltro raggiunta lo scorso novembre, e nella Race figura al sesto posto.
Forse Ben non è tra i primi nomi che giungono alla mente del grande pubblico, però la sua eventuale vittoria ai Championships oggi verrebbe pagata suppergiù venti volte la posta. È il quarto favorito, alle spalle di Sinner, Djokovic e Zverev. E i bookmakers sanno sempre il fatto loro. Nel Media Day, dopo le affermazioni di rito su come sia bello essere lì per il torneo e di sentirsi pronto e fiducioso, la prima domanda è su Serena Williams.
D. Cosa pensi del ritorno di Serena? Che ricordi hai di lei?
Ben Shelton: “E’ veramente bello per me, quando ho iniziato nel 2022 lei era alla fine della carriera. Rivederla qui così concentrata sul suo gioco a 44 anni – 44, giusto? – è emozionante. Lei è un’icona assoluta, anche fuori dal mondo del tennis”.
D. Giochi tanti tie-break e immagino che tu voglia evitare di disputarne così tanti. In cosa devi migliorare, immagino nella risposta prima di tutto, per evitare di essere così sotto pressione sulla battuta.
Ben Shelton: “Penso che negli ultimi due anni la risposta al servizio sia parecchio migliorata. E poi non è solo quello, ma anche i due colpi successivi a quella sono importanti. Questa è la superficie più dura per il ribattitore, però io vengo dall’aver incontrato giocatori dal gran servizio nelle ultime settimane, quindi mi sento pronto. Se servi bene sull’erba sei in grado di tenere praticamente con chiunque. Devi saper vincere punti qua e là, capovolgere il gioco ed essere freddo nel tie break, ecco cosa conta sull’erba”.
D. È frustrante non aver registrato progressi in questo aspetto del gioco?
Ben Shelton: “Non direi che è andata proprio così. Rispetto a quando sono entrato nel torneo le mie cifre sul numero di break e di occasioni di break sono migliorate. Direi che sono tra i 50 migliori ribattitori, cosa positiva se penso che sono tra i primi 5 battitori”.
D. Per quanto riguarda la protesta, tu sei per boicottare o per trovare una soluzione?
Ben Shelton: “Ci penso molto: sono al 100% dalla parte dei giocatori. Se tu sei uno dei primi 100 giocatori del mondo, sei nei tabelloni principali dello Slam e dimostri di essere su questo livello per tutto l’anno, beh alla fine della stagione devi vedere tutto questo ben ricompensato. Voglio dire, il tennis professionistico come sappiamo ha i suoi costi ed è difficilmente sostenibile ai livelli più bassi oppure se non riesci ad avere un rendimento regolare”.
“Vorrei vedere i giocatori della posizione 50 alla 100 aumentare i loro guadagni. Poi ci sono tanti giovani giocatori e giocatrici che sono fuori per infortunio così come stelle già affermate e anche questo non va bene. È importante anche il welfare dei giocatori, tipo avere qualche giorno in più di riposo o altre situazioni simili. Credo che avere un posto al tavolo delle decisioni sarebbe una cosa molto importante per noi. Allo stesso tempo ho voluto dedicare più spazio al media day qui a Wimbledon, un posto dove mi hanno sempre trattato bene. Loro hanno fatto un grande sforzo, lo si vede dall’aumento del montepremi”.
D: Sei la quinta testa di serie, la migliore nella tua carriera nei tornei Slam. Come ci si fa ad abituare a stare a questo livello? Ti sei allenato ultimamente con Svajda, come ti sembra lui?
Ben Shelton: “Lui colpisce benissimo la palla, è uno dei migliori. Se qualcuno dice che sono matto io gli rispondo: guardalo giocare. È andato benissimo al Roland Garros (quarto turno), sono molto curioso di vedere cosa combinerà qui a Londra, dal momento che la terra battuta non è certo la sua superficie preferita”.
“Per quanto riguarda me, diciamo che c’è sempre qualche cosa a cui bisogna fare abitudine. Personalmente mi trovo a mio agio nel pensare ai miei obiettivi e ai miei miglioramenti e a dove voglio arrivare. In tutta la carriera fino a qui non mi sono mai preoccupato del numero scritto vicino al mio nome, quanto a crescere nei vari aspetti del gioco”.
D: Sull’erba, ha detto Tommy (Paul) che una cosa molto importante è saper cadere bene. Tu ti muovi molto naturalmente sul prato, hai saputo sviluppare questa abilità?
Ben Shelton: “Penso di saper cadere molto bene anche se non sono a livello di certi miei colleghi in termini di scivolamento. Penso che se provassi a fare come loro mi infortunerei presto. È fondamentale avere il controllo del proprio corpo”.
