Quando ho scritto l’altro giorno, dopo la sua epica battaglia con Stan Wawrinka di 4h e 19′, che Matteo Berrettini mi era sembrato sui suoi migliori livelli di sempre un lettore abbonato dal nickname aRFonso – già, dimenticavo, soltanto gli abbonati hanno fin qui potuto leggere i miei editoriali e, di conseguenza, commentarli – aveva postato questo commento che ricopio:
“Starei tranquillo con i paragoni, anche perché era comunque Wawrinka. Ma forse sono solo guardingo io. Quello che ragionevolmente può cominciare ad essere allettante è che il quarto di Matteo si è aperto parecchio, con l’eliminazione di Shelton. Anche perché per me Dimitrov potrebbe fare lo scherzetto già al ceco. Che per il nostro ragazzo, forse, rimane il più pericoloso per via dell’ottima risposta. E si, con questa resa al servizio si può sperare. Ma autorizza a farlo soprattutto la testa del nostro martellone che, nell’ultimo mese e mezzo, ha vinto delle battaglie e dei tie break con una tigna nadaliana.
E con quel che ha passato, è da commuoversi fino alle lacrime. DAJE MATTEO”.
In altre parole questo lettore mi invitava a non eccedere nell’entusiasmo per la prestazione di Matteo…sottolineando in pratica l’attuale caratura non eccelsa di un tennista straordinario ma comunque di 41 anni come Stan Wawrinka.
Io avevo però scritto nel mio articolo che a mio avviso Wawrinka aveva giocato sul suo miglior livello dell’ultimo triennio. E che quindi Matteo, che in 4 h e 19 minuti, aveva concesso la miseria di 2 sole pallebreak – una sola trasformata alla fine dell’unico game mal giocato dal romano – a me era sembrato fortissimo soprattutto sotto il profilo della concentrazione. Cioè ben al di là dei tantissimi ace e dei servizi vincenti.
Ma oggi, dopo la partita contro Fils, un ragazzo di talento n. 14 ATP già nell’aprile del 2025 e ben più giovane di Wawrinka – un solo altro servizio perso dal “nostro”. Solo due break patiti in 7 ore e 10 minuti di tennis ad altissima intensità – aggiungo che Matteo mi è parso fortissimo e come …testa – per la concentrazione e per l’intelligenza delle sue scelte tattiche non legate soltanto alle abituali “martellate” fra battute e dritti di pura potenza – e -udite udite! – anche come condizione fisica.
Matteo non è stato solo servizio e dritto, come di consuetudine. Ma è venuto fuori alla grande sia in fase di risposta, per solito suo tallone d’Achille, sia negli scambi anche prolungati. Ha giocato anche un tennis assolutamente vario, smorzate millimetriche, dritti con il taglio sotto la palla, rovesci slice che atterravano a due centimetri dalla riga di fondo ed erano tutt’altro che facili da tirar su (quante stecche ha fatto, soprattutto di dritto, il pur bravo e coriaceo Fils?), attacchi in controtempo, volee smorzate come profonde.
Se così non fosse stato Matteo non sarebbe stato capace di conquistare tre break, uno per set. Quanti gliene sono serviti per vincere i 3 set senza neppure ricorrere ai consueti tiebreak che rappresentano da sempre un po’ la sua più scontata specialità.
Un Berrettini che non vince soltanto i propri game di battuta concedendo pochissimi punti a chi risponde, ma strappa lui i servizi altrui – “E avrei potuto farne anche qualche break in più” mi ha risposto in conferenza stampa …dopo che di palle break ne aveva sapute conquistare sei e che Fils era stato costretto a difendere la propria battuta ai vantaggi anche in altre tre situazioni – significa che quando lui ha detto :”credo di aver giocato da top-ten” è nel vero. Per me, sull’erba, è più vicino a un top 5 che a un top 10. Glielo ho anche detto.
E sono contento di averlo intuito già l’altro giorno nel corso del suo duello all’arma bianca con Wawrinka. Questo Berrettini – se non si fa male come purtroppo gli è capitato troppo spesso (toccate, voi e lui, legno) – può cavarsi incredibili soddisfazioni in questo torneo. Soddisfazioni, direi, perfino illimitate. Simil 2021. Se gioca come ha giocato contro Fils, e corre come ha corso contro il francesino dal cespuglio nero sulla testa, per 2 ore e 50, può davvero battere chiunque.
Io considero questo Berrettini probabilmente candidato alla sconfitta solo contro un Sinner che fosse tornato quel tennista solido e implacabile che conosciamo. Ma che non abbiamo visto ancora quest’anno a Wimbledon. Anche se dovesse affrontare Djokovic nella fasi finali del torneo – e non può essere altrimenti – penso che forse giocherei una sterlina sul campione serbo che non molla e che qui ha vinto sette volte…
Ma con tutti gli altri fino ai quarti di finale compresi per me nella metà bassa del tabellone il Matteo che ho visto contro Fils – a parer mio – partirebbe favorito. Con tutti.
A cominciare da Dimitrov suo prossimo validissimo avversario – il bulgaro che un anno fa stava battendo Sinner e che ieri ha vinto in 4 set un bel match contro Mensik non è comunque quello di qualche anno fa – e poi eventualmente Bergs o Fery. Quindi un giocatore qualsiasi emergente dal quartetto formato da de Minaur, Svajda, Kachanov e Cobolli (proprio Flavio dei quattro è il più tosto, soprattutto se arriva al tiebreak, perché su quei punti che valgono doppio lui si esalta. Ha giocato 4 tiebreak fra Navone e Duckworth e li ha vinti tutti e quattro. Però con Berrettini che batte come Berrettini…sarebbe più difficile).
Insomma, magari mi sbaglio, ma può tranquillamente raggiungere il traguardo delle semifinali contro chi dovesse spuntarla fa Fritz (o Bublik) e Zverev.
Mi sono dilungato su Matteo perché il suo match mi ha emozionato e non ne ho perso un punto. Ho visto a sprazzi Sonego sul campo 14, un campo che gli porta bene perchè un anno fa su quello vinse un’altra maratona contro Nakashima. Per lui contro Fritz, comunque battuto due volte su otto, sarà dura. Ma si può star certi che “il Polpo” non entrerà in campo pensando di non avere chance. E se le giocherà tutte.
Cobolli non ha incontrato dei fenomeni fin qui, né Navone né Duckworth lo sono anche se non mollano un punto. Però la sua capacità di giocare alla grande i punti più importanti me lo fa ritenere favorito contro Khachanov. Che con il servizio che si ritrova – quando in vena – è un brutto pesce. Però quella sua apertura così esagerata di dritto sull’erba qualche problemino glielo può creare se Flavio giocherà aggressivo rubandogli il tempo.
Mi piacerebbe assistere a un derby romano nei quarti, Berrettini-Cobolli. La sto considerando un’evenienza quasi probabile.
Mi fa piacere aver rivisto una Paolini all’altezza. Mai l’aveva vista scendere a rete con tanta continuità ed efficacia. Con la Sakkari i precedenti non sono troppo incoraggianti, ma Jasmine qui non è arrivata in finale 10 anni fa. Soltanto due anni fa.
Quattro vittorie su cinque ieri e l’unica sconfitta, quella di Tyra Grant con la Bouzkova è arrivata ieri ma non si ripeterà fra un anno o due. Almeno credo. A me la ragazzina romana è piaciuta molto, dentro e fuori dal campo (magari altri giocatori parlassero con la sua stessa fresca disinvoltura e simpatia!). Anche se per ora prendendo molti rischi fa anche molti errori. Ma diminuiranno, vedrete. Oggi c’è solo Sinner degli italiani superstiti in singolare. Ricordo Brooksby protagonista di una bellissima partita contro Cobolli a Flushing Meadows il settembre di un anno fa. Sinner non farà certo l’errore di sottovalutarlo. Non è il tipo.
