[1] A. Sabalenka. b. J. Ostapenko 6-4 6-4
Nel tennis i numeri sono importanti, ma non dicono tutto: a volte bisogna saperli interpretare. Nel terzo turno di Wimbledon la numero 1 Sabalenka affronta una giocatrice fuori dalle teste di serie, Jelena Ostapenko. Sulla carta non dovrebbero esserci grandi problemi, ma il ranking non sempre qualifica la pericolosità di una tennista.
La verità è che nessuna giocatrice del circuito è contenta di incontrare Ostapenko, e quasto vale ancora di più per le tenniste di vertice. Perchè sanno che affronteranno un match molto rischioso, e dall’esito che non dipende soltanto dalla propria prestazione. Se Jelena è in giornata di grande ispirazione, è in grado di produrre vincenti a ripetizione contro chiunque.
Aggiungiamoci che Ostapenko a Wimbledon vanta una semifinale (nel 2018, sconfitta dalla futura vincitrice Kerber), e si capisce perchè gli organizzatori hanno valutato che la partita meritasse lo scenario più importante e l’hanno programmata sul Centre Court. I precedenti dicono 3-1 per Sabalenka, ma Ostapenko ha vinto l’ultimo confronto (6-4 6-1), nel 2025 sulla terra indoor di Stoccarda. Nessuna precedente sull’erba. Si gioca con 27° di temperatura e la presenza di una brezza leggera ma chiaramente percepibile.
Primo set: la differenza la fanno le palle break
Ostapenko vince il sorteggio e decide di servire; ma il primo momento da sottolineare arriva nel game successivo: Sabalenka fatica a trovare la prima di servizio e sulle seconde Ostapenko attacca senza riserve; in questo modo si procura la prima palla break salvata da un colpo di Aryna che pizzica la riga laterale. A Sabalenka c’è voluta una mezza prodezza per non subire il break; ma “l’avvertimento” nei confronti della numero 1 rimane: attenzione a non dover giocare troppe seconde di servizio.
Per il momento si procede con la logica dei servizi. Ma va segnalato che Sabalenka ha già praticato due serve&volley in due game, uno per turno (il primo con successo, il secondo punito da un passante). Quinto game: a patire l’aggressività della risposta questa volta è Ostapenko; sul 30-40 Jelena mette una prima discreta (105 miglia orarie), ma un po’ corta: Aryna si avventa e la fulmina con un rovescio lungolinea imprendibile. Break: 3-2 e servizio Sabalenka. Ora Aryna proverà a consolidare il vantaggio, tenendo il proprio turno di battuta; sul 40-15 tenta il terzo serve&volley, ma è passata direttamente in risposta dal dritto di Ostapenko. Che poi risponde in modo super-aggressivo due volte di fila e si procura una palla break. Occorre una prima pesante (non controllata da Jelena) per recuperare la parità e riuscire poi a completare la missione: 4-2 Sabalenka.
Non molto da segnalare nei due game successivi, se non il pericolo che corre il giudice di sedia Kader Nouni, su una risposta potentissima ma totalmente fuori controllo di Ostapenko. Sul 5-3 seconda palla break della partita per Aryna, ma questa volta Jelena serve bene e gestisce con attenzione: conduce lo scambio in progressione, concludendolo con un vincente. Jelena gioca tre ottimi punti consecutivi e si permette anche una perfetta palla corta per riavvicinarsi sul 4-5. Sabalenka dovrà tenere la battuta se vuole chiudere il set a proprio favore. Apre il game con tre ottime prime (le prime due direttamente vincenti), e infine completa l’opera con un ace. Game a zero e 6-4 Sabalenka in 43 minuti. A conti fatti entrambe hanno avuto 2 palle break in due game differenti, ma Aryna è stata capace di convertirne una, Jelena no.
Secondo set: alti e bassi, ma Sabalenka passa
Parziale di nuovo aperto da turno di battuta di Ostapenko. La “legge della seconda di servizio” è sempre in vigore sul Centre Court e non perdona: nei primi quattro punti è vero che Jelena riesce a mettere a segno un ace, ma gli altri tre quindici sono aperti da seconde di servizio, regolarmente punite da Sabalenka: 15-40. Jelena si salva con tre punti consecutivi, tutti arrivati dopo avere messo la prima di servizio. Manca però ancora un quindici per chiudere il game, e Sabalenka non ha intenzione di regalarlo. Si procede sul filo dell’equilibrio e una terza palla break è salavata da Jelena dopo uno scambio potentissimo impostato sulla diagonale del dritto. Ma poi un doppio fallo procura la quarta palla break del game. Prima centrale di Ostapenko, perfettamente impattata dal dritto di Sabalenka: risposta vincente e break.
A Sabalenka servirebbe un solido turno di servizio per consolidare il vantaggio, e invece è Ostapenko a reagire: risponde bene, non sbaglia mai nel corso dello scambio e arriva in un attimo sullo 0-40. A questo punto un doppio fallo di Aryna rimette in parità il punteggio: 1-1.
Dopo avere recuperato lo svataggio forse Jelena si rilassa per qualche istante decisivo, fatto sta che sul proprio turno di battuta sbaglia troppo e si ritrova a sua volta sullo 0-40. Riesce a risalire fino al 30-40, ma un rovescio in rete in uscita dal servizio restituisce il break. Tre break nei primi tre game del set; 2-1 e servizio Sabalenka.
Il cambio campo aiuta Aryna a partire concentrata; la novità è che comincia a ricorrere più spesso al servizio in kick, che mette in difficoltà il rovescio di Jelena (due risposte fuori controllo). E così questa volta Sabalenka consolida il vantaggio sul 3-1.
Il turno di servizio del quinto game del set è particolarmente insidioso per Ostapenko perchè si ritrova il sole basso e laterale che illumina solo l’ultimo riquadro di campo. Soprattutto da sinistra battere è molto complicato. E infatti arriva un secondo break: 4-1 per Sabalenka, che però dopo il cambio campo sperimenterà gli stessi problemi di luce. Sarà un caso, o forse no, ma Aryna perde tutti i punti da sinistra (uno con un doppio fallo) più un quindici da destra: 15-40 e rovescio fulminante in risposta di Jelena che chiude il game. Uno dei due break di svantaggio è recuperato: 2-4 e servizio Ostapenko.
Questo secondo set ha abbandonato la logica dei servizi: ci sono stati 4 break su 6 game disputati. Subito dopo però le due giocatrici tengono la battuta, giocata da entrambe dal lato completamente in ombra; e così ci si ritrova sul 5-3. Ostapenko è ora chiamata a una mezza impresa: rimanere nel match servendo di nuovo dal lato più complesso. E’ davvero arduo non pagarne le conseguenze; un doppio fallo regala il primo match point a Sabalenka, che però spreca la grande occasione con una risposta lunga di dritto. Nei tre quindici successivi Jelena riesce a riassestarsi e salire sul 5-4.
Sul 5-4 e servizio tocca di nuovo ad Aryna misurarsi con il lato insidioso. Ha il grande merito di invertire il trend negativo di chi batte da sinistra sfoderando addirittura un ace, e questo le permette di chiudere a 30 il game decisivo: 6-4 6-4 in 49 minuti. 1 ora e 32 minuti di gioco in totale.
Cinque break complessivi, quattro subiti da chi serviva contro sole. A conti fatti potrebbe essere stato decisivo il passaggio a vuoto nel terzo game di Jelena, che le è costato il break dal lato favorevole di luce. Poche sintetiche parole sull’avversaria a fine match: “E’ una giocatrice molto potente. Fa paura. Sono contenta di esserne uscita vincitrice”. Al prossimo turno Sabalenka troverà Naomi Osaka: quattro Slam vinti per parte, tutti sul cemento. Chi la spunterà sull’erba?
