[1] J. Sinner b. [Q] S. Mochizuki 6-3 7-6(0) 6-3
Jannik Sinner si aggiudica l’impegno di ottavi di finale con Shintaro Mochizuki e si accomoda per la quindicesima volta in un torneo major (bilancio 9-5) nella parte di tabellone dedicata ai quarti di finale, dove ad aspettarlo c’è Jan-Lennard Struff.
Il campione azzurro ha sempre dato l’impressione di poter accelerare per tenere a bada il numero 151 del ranking, ma non ha dato sufficiente consistenza alla sua azione per soffocare le iniziative del giovane giapponese, che dal canto suo ha esibito ottima velocità di base, rovescio elegante e puntuto e buonissime abilità nei pressi del net.
Con questi arnesi il ragazzo dell’Estremo Oriente, dopo un inizio comprensibilmente incerto, ha complicato la serata al campione, resistendo e contrattaccando instancabilmente, sfoderando riflessi e scatti da felino. Il pubblico lo ha sostenuto nella sua fatica mentre Sinner ha preso a spingere moltissimo, sbagliando non poco ma mantenendo alta la pressione sul rivale, che in ogni set ha puntualmente ceduto quanto bastava a Sinner per vincere i tre parziali. “Partita divertente da vedere” – dice chi intervista il campione – “Anche da disputare?”. “Lui ha giocato benissimo” – è l’omaggio di Jannik – “gli auguro il meglio”.
Primo set: Sinner impone la sua cilindrata a un buon Mochizuki
Mochizuki va subito a pochi centimetri dal break perché un suo dritto incrociato supera la linea bianca mentre Sinner guarda attento il punto d’impatto della pallina. Il qualificato giapponese incamera il primo turno di servizio con un Sinner ancora indeciso sul da farsi ma nel secondo la battuta di riparazione viaggia all’incirca sui 130 chilometri all’ora, e Jannik proprio non può esimersi dallo spingere e mandare in crisi il sistema difensivo del tennista asiatico, che subisce il break dell’1-2.
Il campione in carica lascia intendere al rivale di non essere disposto a concedere confidenze ma non è esente da errori in costruzione e così comportandosi incoraggia le speranze del giovane rivale, che è bravo anche nei pressi del net e si porta sul 2-3. Mochizuki professa un tennis leggero ma efficace, il rovescio piatto esce con buon timing dalla racchetta e impegna l’asso azzurro in fase di recupero; inoltre a rete i riflessi sono tutt’altro che male quando Sinner incrocia un passante di dritto in corsa e Shintaro si fa trovare pronto per l’impatto al volo.
Il grattacapo per lui è ovviamente il contro-break da rimediare, quando Jannik seguita a servire la prima oltre i 200 chilometri all’ora; a rete di nuovo sa difendersi bene ma se lo scambio si allunga i problemi aumentano e il break del nono game in favore del numero uno del mondo pone fine al set. Per Sinner quattro ace e il 73% di prime palle in campo, undici colpi vincenti e otto errori non forzati, il tutto racchiuso in 37 minuti.
Secondo set: Mochizuki cresce e si guadagna il tie-break, dove però crolla
Al suo primo impegno alla battuta Sinner, esattamente come nel primo set, deve fronteggiare una palla-break. Mochizuki si rende conto di poter confondere il grande rivale maneggiando lo slice a lavorando con il dritto, ora teso ora con traiettoria più morbida, e dopo un proprio errore di rovescio si lamenta ad alta voce.
Ci crede; Sinner fa anche lui la voce grossa, ma con il servizio, e rimette le cose a posto, il ragazzo asiatico però gioca con sfrontatezza e si permette anche una volée strettissima di rovescio, che spedisce Sinner oltre il seggiolone del giudice di sedia. Nel 2-2 ci sono due turni di battuta difesi a zero dal numero 1561 del computer, che si fa aiutare dalla seconda battuta esterna in slice. Sinner viene punzecchiato dalla vivacità e dalla mobilità dell’avversario e reagisce con prontezza, aggiudicandosi uno scambio in difesa che lo porta sul 3-2.
In realtà Sinner pare infastidito: non riesce a soffocare le iniziative del giapponese, che infila il terzo game bianco alla battuta e addirittura attira Jannik a rete per poi tirare di lob. La battuta del campione funziona bene ma Jannik sullo scambio è incostante e a tratti insicuro.
Sinner rompe il sortilegio sul 4-3, quando lo 0-30 è suo a suon di risposte brucianti; Mochizuki aziona però il suo rovescio a temperino e buca le difese del nostro portacolori, che manda lungo un pasante di rovescio. Il game è divertente: Sinner scivola sul prato ma si ricompone in tempo per lanciare il dritto che lo manda a palla-break. Mochizuki annulla tutto e più avanti cancella un’altra insidia con una volée di rovescio bellissima.
Le palle-break sprecate saranno tre, Shintaro manca quattro palle-game ma la quinta è quella giusta: 4-4 e applausi convinti dei presenti, che si rilassano mentre il tetto si chiude.
Il duello riprende e Sinner conferma di non poter dare continuità in risposta, mentre Mochizuki non appena vede lo spazio prova ad accorciare lo scambio con rovesci da manuale: il giapponese arriva così al tie-break. Qui però Shintaro sbaglia tutto e cede la sfida a zero.
Terzo Set: Sinner coglie subito il break e lo difende fino alla fine
Sinner vince il tie-break d’esperienza, massimizzando alcuni errori del rivale, come la palla corta in rete sul 2-0, e servendo con autorità; per lui nel set 17 errori ma anche 21 colpi vincenti. Mochizuki prova a ripartire ma Sinner è ancora acceso dopo il 7-0 dell’epilogo del parziale precedente e trova modo di dare corpo al suo forcing a partire dalla risposta.
Mochizuki si trova così di nuovo sotto pressione e cede la battuta, proprio con un errore di rovescio. Sinner si trova così 2-0 e 0-30 sulla risposta, ma nemmeno qui la fuga riesce perché Mochizuki ripropone il meglio della sua cassetta degli attrezzi e recupera il game. Shintaro chiede razione extra di applausi e questi arrivano, puntuali e meritati.
L’outsider del giorno riesce anche a salire 0-40 nel sesto game, ma Jannik reagisce da vero campione, sfondando con la battuta e chiudendo il gioco con una volée incrociata di dritto preziosissima. Mochizuki serve sul 2-4 con l’augusto rivale che spinge seriamente: servono le volée più efficaci per contenere il migliore di tutti che arriva per tre volte alla palla del 5-2, e Shintaro le ha tutte pronte. Il pubblico applaude il sorprendente giapponese, che si siede sul 3-4 sempre con un break da recuperare, ma da lì Sinner alza la pressione e, dopo aver difeso la battuta sul 5-3, coglie un altro break e chiude il match dopo due ore e 26 minuti.
